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Iris (botanica)

genere di pianta della famiglia Iridaceae
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Giaggiolo" rimanda qui. Se stai cercando il castello nei pressi di Forlì, vedi Castello di Giaggiolo.
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Iris
Iris germanica 160505.jpg
Iris × germanica
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Liliales
Famiglia Iridaceae
Genere Iris
L., 1753
Nomi comuni

Giaggiolo o semplicemente Iris

Specie

vedi testo

Iris L., 1753 è un genere di piante della famiglia delle Iridaceae, che comprende oltre 300 specie[1], molte delle quali comunemente note come giaggioli.

Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno.

Indice

DescrizioneModifica

Il genere è caratterizzato da un fiore attinomorfo (a simmetria raggiata) con petali saldati alla base in un breve tubo. I petali esterni sono ripiegati verso il basso, e sono dotati di una fascia di papille chiare; i petali interni sono ripiegati verso l'alto. Lo stilo è diviso in 3 porzioni coprenti gli stami.

Comprende specie erbacee e perenni per lo più rizomatose.

Può essere di molti colori: tipo viola, blu, bianco o rosa.

 
Giaggiolo

TassonomiaModifica

Attualmente il genere Iris viene suddiviso da molti autori in sei sottogeneri:[senza fonte]

  • Iris: iris barbate a radici rizomatose
  • Limniris: iris non-barbate a radici rizomatose
  • Xiphium, il gruppo più importante degli Iris bulbosi, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Xiphion.
  • Nepalensis, comprende alcune specie di Iris bulbosi, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Junopsis.
  • Scorpiris, comprende alcune specie di Iris bulbosi, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Juno.
  • Hermodactyloides, comprende la specie Iris reticulata e altre specie bulbose simili, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Iridodictyum.

Una diversa classificazione è stata proposta dal botanico russo Rodionenko nel 1961, e riportata di seguito, che suddivide il genere Iris in nove generi distinti, più un genere ibrido, con numerose sottospecie, sezioni, sottosezioni, serie e specie:[senza fonte]

  • Genere Iris (include gli Iris rizomatosi)
    • Sottogenere Limniris
      • Sezione Limniris
        • Sottosezione Apogon
          • Serie Sibiricae
          • Serie Prismaticae (I. prismatica)
          • Serie Laevigatae
          • Serie Chinensis
          • Serie Californicae
          • Serie Hexagonae
          • Serie Longipetalae
          • Serie Tripetalae
          • Serie Vernae (I. verna)
        • Sottosezione Ensatae (I. biglumis)
        • Sottosezione Tenuifoliae
          • Serie Tenuifoliae
          • Serie Ventricosae
        • Sottosezione Syriacae (I. grant-duffii)
      • Sezione Unguiculares
          • Serie Unguiculares
      • Sezione Ioniris
          • Serie Ruthenicae
    • Sottogenere Xyridion
    • Sottogenere Nepalensis (I. nepalensis)
    • Sottogenere Crossiris
      • Sezione Crossiris
          • Serie Japonicae
          • Serie Tectores
      • Sezione Lophiris
          • Serie Cristatae
      • Sezione Monospatha
    • Sottogenere Iris
      • Sezione Iris
          • Serie Pumilae
          • Serie Elatae
      • Sezione Hexapogon
        • Sottosezione Regelia
        • Sottosezione Pseudoregelia
        • Sottosezione Oncocyclus
  • Genere Xiphium (Iris bulbosi I. xiphium)
  • Genere Iridodictyum (Iris bulbosi Iris reticulata)
      • Sezione Iridodictyum
      • Sezione Monolepis (I. kolpakowskianum, I. winkleri)
  • Genere Gynandriris (G. sisyrinchium = Iris sisyrinchium, G. maricoides)
  • Genere Juno (Iris bulbosi)
      • Sezione Juno
      • Sezione Physocaulon
          • Serie Drephanophyllae
          • Serie Rosenbachianae
      • Sezione Acanthospora
  • Genere Hermodactylus (H. tuberosus)
  • Genere Pardanthopsis (P. dichotoma = Iris dichotoma)
  • Genere Belamcanda
  • Genere ibrido Pardacanda (Pardanthopsis X Belamcanda; P. norrisii)
  • Genere Neomarica

SpecieModifica

Il genere Iris comprende le seguenti specie:[1]

ColtivazioneModifica

In floricoltura i giaggioli vengono grossolanamente suddivisi in due gruppi:

  • Iris bulbosi
    • Gruppo degli Xiphium: (I. xiphium = I. hispanica)
    • Gruppo dei Reticulata: (genere Iridodictyum)
    • Gruppo degli Junos: (genere Juno)
  • Iris rizomatosi (genere Iris)
    • Iris non barbati
      • Sottogenere Limniris
      • Sottogenere Xyridion
    • Iris crestati
      • Sottogenere Crossiris
    • Iris barbati
      • Sottogenere Iris

Le specie e varietà rizomatose hanno fiori dalle corolle variegate di bianco, giallo chiaro, arancio, violetto, con a volte le tre divisioni interne rialzate della corolla, di colore diverso dalle tre divisioni ricurve verso il basso, e comprendono varie specie come l'I. germanica var. florentina (giglio di Firenze) di origine europea, erbacea perenne con grosso rizoma strisciante, ramificato, profumato, fusto eretto alto da 15 a 100 cm, poco ramificato, che porta in aprile-maggio 2-4 fiori bianchi, foglie solitamente radicali a forma di sciabola, erette e acuminate, fiori profumati e grandi, con brattee scolorate, con perigonio di colore violaceo-pallido o quasi bianco, sei tepali i tre esterni forniti di strie pelose giallastre, tre stami, i frutti sono capsule oblunghe con numerosi semi bianchi; l'I. germanica (giaggiolo di S. Antonio o iris) di origine europea, con grossi rizomi ramificati, fusto eretto alto 50–200 cm, che porta in aprile-maggio fiori di colore viola-intenso poco profumati; l'I. pallida (giaggiolo pallido o giaggiolo odoroso), di origine europea, diffusa nei luoghi aridi e rocciosi, ha un rizoma articolato, fiori delicatamente profumati, che perdurano anche nella stagione invernale, con perigonio formato da sei tepali violaceo-pallido e fauce giallastra; l'I. pumilia di origine europea, l'I. laevigata di origine giapponese, l'I. susiana di origine asiatica, e le varietà del gruppo Oncocyclus originarie dell'Asia minore

Le specie e varietà bulbose, sono dotate di un piccolo bulbo allungato, acuto, di colore bruno o giallastro, le foglie sono acuminate e strettamente canalicolate, lunghe 30–50 cm, fiori con sei divisioni, di cui tre corte, di colore variabile bianco, giallo, blu e viola, tra le specie coltivate ricordiamo l'I. xiphium (= I. hispanica) e l'I. xiphioides (= I. angelica)

Tra gli iris più rustici vi è l'I. pseudacorus, specie spontanea, chiamato volgarmente anche acoro adulterino o acoro falso: diffuso nei fossi, canali e zone paludose dell'Italia settentrionale, ha un rizoma carnoso e ramificato, da cui si origina un fusto eretto alto 40–100 cm, cilindrico e compresso, che porta foglie lineari-allungate, ensiformi su più livelli, con le foglie basali lunghe quanto il fusto; i fiori, inodori e peduncolati, sono riuniti in infiorescenze; il perigonio di colore giallo è formato da un breve tratto tubolare e da sei lacinie, di cui le tre esterne sono grandi e ristrette in basso, con una specie di barba, con venature giallo-rossicce, mentre le tre interne sono piccole ed erette. Gli stami sono tre e il pistillo è unico, con ovario infero sormontato da un corto stilo filamentoso, che porta tre stimmi simili a petali di colore giallo; il frutto si presenta come una capsula a sezione triangolare lunga 4–5 cm, leggermente acuminata e con numerosi semi. L'I. kaempferi(da alcuni autori considerato sinonimo dell'I. laevigata), originario del Giappone, è una variante acquatica, con corti rizomi dalle radici fibrose, con numerosi ibridi e varietà dalle corolle grandi con colori brillanti e variamente sfumate.

Gli Iris con fioriture più appariscenti e le forme più originali, sono quelli inseriti nel gruppo degli Oncocyclus come l'I. susiana, specie poco rustica, originaria del medioriente, con scapi uniflori, porta fiori grandi punteggiati e reticolati di grigio e di viola-nerastro

Incrociando gli iris rizomatosi con specie del gruppo oncyclus, sono state ottenuti ibridi interessanti, con la rusticità dei primi, e la reticolatura nelle divisioni inferiori del fiore dei secondi.

Esistono anche specie e varietà nane alte 20 cm, molto rustiche a fioritura precoce, come l'I. pumilia dai fiori gialli, azzurri e viola-scuro.

Gli iris bulbosi originari dell'Europa come l'I. germanica vegetano su qualunque tipo di suolo anche arido, preferendo terreni soffici, sciolti, ben drenati e fertili, esposizione in pieno sole. Le specie esotiche sensibili al gelo, richiedono luoghi ombrosi, terreno di medio impasto, fresco, vicino a bacini d'acqua, cure particolari, con un periodo di assoluto riposo vegetativo, dalla fine della fioritura fino all'autunno, per ottenere buone fioriture nella stagione successiva.

La moltiplicazione agamica avviene alla fine dell'estate (per le specie rizomatose) per "divisione dei rizomi". Nelle specie bulbose, piantando in autunno i bulbetti che crescono attorno al bulbo principale, o ancora utilizzando i bulbi tolti dal terreno dopo la fioritura e ricoverati in locale idoneo.

Si ricorre alla semina per ottenere ibridi o nuove varietà.

UsiModifica

  • Gli Iris rizomatosi vengono coltivati come piante ornamentali, nei giardini, stagni, laghetti, in vaso sui terrazzi; le specie nane vengono utilizzate per bordure o per decorare roccaglie, alcune specie bulbose o rizomatose come iris xiphium si prestano anche alla produzione industriale del fiore reciso.
  • Come pianta aromatica i rizomi di I. pallida e I. germanica var. florentina vengono impiegati in profumeria e cosmetica
  • Le radici di alcune specie di iris rizomatosi vengono utilizzati per le proprietà medicinali o in farmacia per le proprietà officinali come correttore del sapore

Proprietà medicinaliModifica

 
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
  • La polvere, il decotto e il vino medicato dei rizomi di I. pallida e I. germanica var. florentina, raccolti al secondo o terzo anno di vita, da luglio a settembre, puliti ed essiccati, vantano proprietà diuretiche, emollienti, emmenagoghe, bechiche ed espettoranti
  • Il decotto di rizoma delle specie summenzionate per uso topico ha proprietà astringenti e risolventi

AvversitàModifica

  • Insetti
    • Mosca dei bulbi - le femmine del dittero Eumerus strigatus Fall., depone le uova alla base delle piante bulbose e rizomatose, le larve penetrando all'interno di essi, li divorano danneggiandoli gravemente
  • Nematodi
    • Anguillula del bulbo e dello stelo - la specie Ditylenchus dipsaci (Kuhn) Goodey, causa alterazioni dello sviluppo con rachitismo, contorsioni dello stelo, raggrinzimenti fogliari e noduli giallastri sulla pagina fogliare, causa anche piccole macchie brunastre sulle parti ipogee con fenomeni necrotici
  • Funghi
    • Marciume asciutto - l'attacco di Sclerotinia gladioli provoca macchie scure sulle foglie con alterazioni più o meno gravi sulla parte ipogea
    • Muffa verde - l'attacco di funghi del genere Penicillium provoca il marciume dei bulbi e rizomi conservato in magazzino
    • Ruggine - le foglie colpite da Puccinia iridis (DC.) Wallr., mostrano macchie giallastre che nel tempo assumono una colorazione rosso-brunastre, composte da pustole di materiale polverulento
    • Seccume delle foglie - le foglie attaccate dopo la fioritura da Heterosporium gracile (Wallr.) Sacc., mostrano macchie bruno-giallastre poi grigiastre che disseccando provocano dei fori sul lembo fogliare
  • Batteri
    • Marciume molle - le foglie e i rizomi attaccati dal Bacterium carotovorum Jones vengono rapidamente ridotti ad una poltiglia maleodorante

NoteModifica

  1. ^ a b Iris, su The Plant List. URL consultato il 10 settembre 2018.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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