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Isaac Jennings

medico statunitense
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Isaac Jennings (Fairfield, 17 novembre 1788Oberlin, 13 marzo 1874) è stato un medico, considerato tradizionalmente il precursore dell'igiene naturale e quindi il primo a creare la rottura con il sistema medico convenzionale[1].

BiografiaModifica

Il suo insegnante fu il professore Eli Ives all'università di Yale, dove Jennings si laurea in medicina.[1]

Nel 1815, durante un'epidemia, Jennings si trovò nella condizione di non poter prescrivere alcun farmaco, così Jennings disse alle persone che accusavano la sintomatologia di andare a casa, bere molti liquidi e riposare.

Nel 1822 inizia a sviluppare la sua teoria sull'ortopatia, in conseguenza della sua esperienza acquisita nel corso di diversi anni di pratica medica. Shelton, nella sua "Storia dell'igiene naturale", lo considerava come uno che:

«...dopo oltre vent'anni di lotta interiore, vide "la luce del giorno" e si lanciò anima e corpo in una crociata incandescente per la riforma della salute, attaccando con veemenza i "dottori" e i medicamenti a base di farmaci, provocando di conseguenza la reazione rabbiosa dei medici, a cui rispondeva rendendo pan per focaccia.[2]»

Contemporaneo di Trall e Sylvester Graham, nel 1839 Isaac Jennings arriva ad Oberlin con l'intenzione di fare il medico igienista, ma gli successe invece di ritrovarsi a fare il sindaco della cittadina e l'amministratore del suo college. Fu amico intimo di William Andrus Alcott e per anni frequenterà il prof. Charles Grandison Finney, di Oberlin, un famoso teologo avventista del tempo, che influenzerà la sua opera dandogli un tono un po' forse troppo teologico[2].

Jennings muore a Oberlin nel 1875 all'età di 86 anni.

OrtopatiaModifica

Nella teoria universale di Jenning, ortopatia significa azione corretta o giusta o esatta sofferenza, vale a dire che la malattia non è altro che l'azione appropriata del corpo funzionante nel rispetto delle leggi naturali e sempre in condizioni regolari.

«Dal mio punto di osservazione la vita viene vista come un'unità a cui viene assegnata una disposizione strutturale costituzionale e di economia vitale, in modo che ogni scomparto dell'organismo vivente viene impresso così fortemente come solo il creatore stesso potrebbe fare con una tendenza ad agire all'unisono con ogni altra parte per il perfezionamento dell'intera struttura....[2]»

Della sua visione olistica dell'uomo e della sua natura, Jennings riporta la seguente suddivisione delle leggi vitali della natura:

  1. Legge dell'azione (esercizio)
  2. Legge del riposo (riposo, sonno)
  3. Legge dell'economia (amministrare l'energia vitale)
  4. Legge di distribuzione (rifornire ogni parte del corpo di energia vitale)
  5. Legge di accomodamento (adattamento ai veleni, farmaci, ecc.)
  6. Legge di stimolazione (suonare l'allarme per il pericolo)
  7. Legge di limitazione (prevenzione dai rifiuti dell'energia vitale da parte della natura)
  8. Legge di equilibrio (rivitalizzazione delle parti deboli)[2]

Scrive Jennings:

«La salute deteriorata o malattia è semplicemente un grado minore dell'azione delle parti colpite, in quanto viene svolta dalle stesse parti nel loro stato superiore di salute, insieme a tali difetti, nei solidi e fluidi come flusso proveniente da tale azione depressa... Quando la marea dell'energia vitale sale innalzandosi al massimo, l'azione dell'organo sarà al punto più alto della salute per ogni data condizione dell'organo. E, come la marea di energia rifluisce [...] la sua azione declina di pari grado tanto a lungo quanto una quantità sufficiente resta a farla muovere completamente... Io affermo che la mancanza di energia vitale è immediata, ragione generica per cui si subiscono disordini di ogni tipo che hanno luogo nel sistema umano.[2]»

Come possibili cause di questo esaurimento di energie vitali, Jennings menziona l'eccessivo sforzo, errori dietetici, tè, caffè e alcool, eccessi sessuali, insufficiente riposo e sonno, tensioni emotive e stress, ecc...[2] Jenning, comunque, accetta l'uso del latte nella dieta, ma non del formaggio e burro che considera, in qualche modo, velenosi.[2]

Ai suoi tempi, ogni forma di medicamento che non consisteva nella somministrazione di farmaci potenti e purganti violenti era conosciuto come il trattamento del "let alone" (lasciarlo solo).[2] o del "fare niente in modo intelligente", il "rimedio" preferito da Jennings[3].

Jennings fu probabilmente uno dei primi medici a impiegare placebo su scala estesa. Per 20 anni dava pillole di pane, acqua colorata e altre preparazioni medicinali e al contempo dando buoni consigli igienici. Il suo successo fu incredibile e la gente lo cercava ovunque. Alla fine, dopo 15 anni di placebo, la sua coscienza ebbe la meglio e annunciò, fra lo stupore generale di amici e pazienti, che egli non aveva mai avuto fede nelle medicine. Tranne qualcuno che lo denunciò per truffa, la maggior parte dei suoi pazienti gli rimasero fedeli.

Jennings influenzò enormemente Russel T. Trall, James Caleb Jackson, Robert Walter, Charles E. Page e Felix Oswald.

OpereModifica

  • 1847. Riforma medica (Medical Reform)
  • 1852. La filosofia della vita umana (The Philosophy of Human Life)
  • 1862. L'albero genealogico della degenerazione umana (Tree of Life of Human Degeneracy)

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Dr. Isaac Jennings, su arcadiahealthcentre.com.au. URL consultato il 2 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2011).
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Herbert M. Shelton, History of Natural Hygiene and Principles of Natural Hygiene[collegamento interrotto], pp. 5-8. URL consultato il 2 marzo 2011.
  3. ^ Sul frontespizio del suo libro "The Philosophy of Human Life", Jennings riporta una dichiarazione di Napoleone Bonaparte, "Dottore, no dottore, noi siamo macchine fatte per vivere organizzate per uno scopo ben preciso, è la nostra natura non interferire con il principio vitale: lascialo andare così libero di difendersi e lo farà meglio dei farmaci".

FontiModifica

  • (EN) Dr. Isaac Jennings, su arcadiahealthcentre.com.au. URL consultato il 2 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2011).

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