Jermell Charlo

pugile statunitense
Jermell Charlo
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 180 cm
Peso 70 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi superwelter
Carriera
Incontri disputati
Totali 35
Vinti (KO) 34 (18)
Persi (KO) 1 (0)
Pareggiati 0
Palmarès
20162018Titolo mondiale WBCsuperwelter
2019Titolo mondiale WBCsuperwelter
2020Titolo mondiale [Super WBA]superwelter
2020Titolo mondiale IBFsuperwelter
2020Titolo linearesuperwelter
 

Jermell De'Avante Charlo (Richmond, 19 maggio 1990) è un pugile statunitense.

Soprannominato "Iron Man", è due volte campione del mondo e attuale detentore dei titoli mondiali WBC, [Super WBA], IBF e del titolo lineare dei pesi superwelter.

È fratello gemello di Jermall, anch'egli pugile e campione del mondo. I fratelli Charlo costituiscono la seconda coppia di gemelli nella storia del pugilato, dopo i thailandesi Khaosai e Khaokor Galaxy, ad aver posseduto contemporaneamente dei titoli mondiali.[1]

Carriera professionaleModifica

Charlo compie il suo debutto professionale l'8 dicembre 2007, all'età di 17 anni, sconfiggendo il connazionale Corey Sommerville ai punti dopo quattro round.

Il 21 maggio 2016 si fregia del titolo vacante WBC dei pesi superwelter fermando a Las Vegas l'americo-verginiano John Jackson in otto riprese. Dopo tre difese del titolo, rispettivamente contro Charles Hatley, Erickson Lubin e Austin Trout, il 22 dicembre 2018 – giorno che vedrà il gemello Jermall combattere sullo stesso ring per il mondiale ad interim dei medi[2] – perde la cintura a favore del connazionale Tony Harrison tramite decisione unanime dei giudici.[3]

NoteModifica

  1. ^ Isaac Robinson, Jermell Charlo and twin brother Jermall create headlines and history, Sky Sports. URL consultato il 26 gennaio 2016.
  2. ^ Luigi Pannella, Boxe, Jermall e Jermell: ecco i Charlo, i gemelli del ring, la Repubblica, 21 dicembre 2018. URL consultato il 24 dicembre 2018.
  3. ^ Luigi Pannella, Boxe, Charlo gemelli ma non troppo: Jermall vince, Jermell no, la Repubblica, 23 dicembre 2018. URL consultato il 24 dicembre 2018.

Collegamenti esterniModifica