Yehudah bar Ilai

religioso e studioso
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Yehudah bar Ilai noto anche come Yehudah ben Ilai, Rabbi Yehudah, Giuda il Palestinese, (in aramaico יהודה בר מערבא, Yehuda bar Ma'arava, "Giuda dell'Ovest") (Galilea, II secolo) era un saggio ebreo, rabbino Tanna della 4ª generazione (135 – 170 e.v.)[1].

Tomba di Yehudah bar Ilai a Ein Zeitim, vicino a Safed (Israele)
Veduta della tomba di Yehudah, attorniata da ulivi.

Figlio di Rabbi Ilai I. Di tutti gli Yehudah citati nel Talmud, questo è l'unico al quale ci si riferisce chiamandolo semplicemente "Rabbi Yehudah" ed è il saggio più citato della Mishnah.[2]

Yehudah bar Ilai nacque a Usha in Galilea. I suoi insegnanti furono suo padre, che aveva studiato con Rabbi Eliezer e Rabbi Akiba. Fu ordinato da Rabbi Yehudah ben Baba all'epoca quando l'Impero Romano aveva proibito l'ordinazione rabbinica. Yehudah bar Ilai fu costretto a scappare dalle persecuzioni dell'Imperatore Adriano.

Obadiah di Bertinoro, visitando la sua tomba, scrisse nel 1495:

«Nella distanza più lunga che è permesso camminare di Shabbat da Safed, si trova la tomba del maestro talmudico Rabbi Yehudah bar Ilai, e vi è là un piccolo paese che si chiama Ein Zetim. Nella tomba c'è un bel loculo sul quale si accendono le candele...[3]»

Il pellegrino italiano Mosè Bassola (1523) scrisse:

«Dicono che una volta una donna musulmana scalò un albero che si trovava sulla tomba, al fine di raccogliere delle mandorle, al che le altre donne le dissero di chiedere prima il permesso del santo. Ma lei replicò con una caterva di maledizioni. Cadde allora dall'albero, rompendosi tutte le membra. Poi dedicò al santo i braccialetti d'oro che aveva ai polsi, comprandoci alberi di ulivo. Successivamente altri fecero simili voti e attualmente [il santo] ha quattrocento ulivi. Questo episodio della donna ebbe luogo circa sessant'anni fa.[4]»

Fonti degli insegnamentiModifica

Yehudah insegnò la Mishnah di Eliezer, che aveva ricevuto da suo padre.[5] Per la sua interpretazione delle Scritture e le sue deduzioni dei requisiti legali, Yehudah aderì strettamente al metodo del suo maestro Rabbi Akiba.

Molte delle sue massime sono state conservate e includono:

  • "Grande è la beneficenza: vivifica la salvezza"[6]
  • "Grande è la fatica: onora il lavoratore"[7]
  • "Chi non insegna un mestiere al proprio figlio, lo guida alla rapina"[8]
  • "Il percorso migliore si trova nel mezzo"[9]

Yehudah visse fino a tarda età, sopravvivendo ai suoi insegnanti e a tutti i suoi colleghi. Tra i suoi discepoli, che lo onorarono dopo la morte, ci fu il rinomato rabbi Giuda il Principe.

NoteModifica

(EN) Yehudah bar Ilai, in Jewish Encyclopedia, New York, Funk & Wagnalls, 1901-1906.

  1. ^ "Rabbi Yehudah b. R' II'ai" | רבי יהודה ברבי אילעאי Archiviato il 6 marzo 2012 in Internet Archive., Saggi del Talmud.
  2. ^ Drew Kaplan, "Rabbinic Popularity in the Mishnah VII" - Classifica del 5/7/2011.
  3. ^ Kurt Wilhelm, Roads to Zion: four centuries of travelers' reports, Schocken Books, 1948, p. 20. URL consultato il 10 maggio 2012.
  4. ^ Moses ben Mordecai Basola e Avraham Daṿid, In Zion and Jerusalem: the itinerary of Rabbi Moses Basola (1521-1523), Department of Land of Israel Studies of Bar-Ilan University, 31 dicembre 1999, p. 65, ISBN 978-965-222-926-7. URL consultato il 10 maggio 2012.
  5. ^ Men. 18a.
  6. ^ B. B. 10a.
  7. ^ Ned. 49b.
  8. ^ Cfr. Ḳid. 29a.
  9. ^ Ab. R. N. xxviii.

Voci correlateModifica

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