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L'amore alla fonte della vita

dipinto di Giovanni Segantini
L'amore alla fonte della vita
Liebe an der Quelle des Lebens.jpg
AutoreGiovanni Segantini
Data1896
TecnicaOlio su tela
Dimensioni72×100 cm
UbicazioneGalleria d'Arte Moderna, Milano

L'amore alla fonte della vita, detto anche Gli amanti alla fonte della vita è un dipinto a olio su tela (72 x 100cm) di Giovanni Segantini, completato nel 1896 e conservato nella Galleria d'Arte Moderna a Milano. L'opera fu commissionata dal principe russo Jussopoff di San Pietroburgo. La tela è firmata e datata in basso sulla destra con la scritta in rosso "G. Segantini - Maloja 1896". Pervenne alla Galleria nel 1955 come legato.

Descrizione e stileModifica

Appartiene alla fase matura dell'artista, che la realizzò tre anni prima della morte, all'età di trentotto anni. È una delle più celebri opere della fase simbolista del pittore, cominciata nel 1891 con Le cattive madri. Allo stesso 1891 data anche la svolta divisionista di Segantini, che aderisce a questo movimento pittorico contemporaneamente a Previati e Morbelli, e di cui questo dipinto è annoverato fra le opere più rappresentative. Fu dipinto a Maloja, villaggio alpino del cantone dei Grigioni dove l'artista si era appena trasferito con la famiglia. Così fu descritto da Segantini stesso in una lettera del 1896:

«Esso rappresenta l'amore giocondo e spensierato della femmina, e l'amore pensoso del maschio, allacciati assieme dall'impulso naturale della giovinezza e della primavera. La stradicciola sulla quale avanzano è stretta e fiancheggiata da rododendri in fiore, essi sono in bianco vestiti (riferendosi ai gigli). Amore eterno dicono i rossi rododendri, eterna speranza rispondono i zembri sempre verdi. Un angiolo, un mistico angiolo sospettoso, stende la grande ala sulla misteriosa fonte della vita. L'acqua scaturisce dalla viva roccia, entrambi simboli dell'eternità. Il sole inonda la scena, li cielo è azzurro: col bianco, il verde, il rosso usai deliziare il mio occhio in soavi armoniche cadenze: nei verdi in ispecial modo questo intesi significare»

(Giovanni Segantini, Lettera dell'11 ottobre 1896 indirizzata a Domenico Tumiati)

BibliografiaModifica

  • Annie-Paule Quinsac, Segantini: Catalogo generale, Milano, Electa, 1982;
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