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L'uomo fatale

film del 1912 diretto da Mario Caserini
L'uomo fatale
Paese di produzioneItalia
Anno1912
Dati tecnicib/n
film muto
RegiaMario Caserini
Soggettodal romanzo omonimo
Casa di produzioneTheatralia Film
Interpreti e personaggi

L'uomo fatale è un film del 1912 diretto dal regista Mario Caserini.

TramaModifica

Mentre si trova con l'automobile in panne la duchessa Decerri è aiutata da Raul, del quale si sente subito attratta. L'uomo è in realtà un giocatore d'azzardo incallito senza scrupoli, abituato a dissipare ogni patrimonio gli capiti di agguantare. Approfittando dell'infatuazione di Lidia riesce a farsi dare molti soldi che va poi a bruciare al gioco in compagnia della sua amante, Clarita. Persa una grossa somma torna da Lidia, che crede ancora al suo amore, e riesce ad ottenere la somma necessaria a pagare il debito. Ma Raul perde ancora, e finisce col falsificare una firma della donna in calce a una cambiale e la consegna ad un usuraio che, convinto di aver davvero a che fare con la duchessa, presta il denaro.

Lidia intanto ha iniziato a sospettare qualcosa, ed in effetti sorprende Raul a una festa mascherata in compagnia di Clarita. Alla richiesta di spiegazioni l'uomo la umilia e irride alla sua stupida gelosia. Tornata a casa trova l'usuraio, che pretende il denaro prestato. Non avendo contanti a disposizione consegna allo strozzino ai suoi gioielli e si rassegna all'idea di aver creduto nell'amore di Raul. Quest'ultimo, tuttavia, qualche tempo dopo si introduce di notte nella sua casa per rubare, ma sorpreso dalla donna è costretto a darsi alla fuga dietro i suoi colpi di pistola. Inseguito dalle guardie, accorse agli spari, cade nel fiume e scompare.

CriticaModifica

«L'uomo fatale, pur avendo qualche splendida scena, si rivela un lavoro di assai scarso interesse. È deficiente nei motivi morali, nella ricostruzione artifiziosa delle scene, nella lunghezza di certi quadri, nella sovrabbondanza degli espidosi, nell'interpretazione fiacca e scolorita, nel nesso oscuro, ozioso, assai raramente vibrato e rapido come avrebbe richiesto il soggetto.»

(L'illustrazione cinematografica, 1 febbraio 1912)

«Dramma in due parti, interpretato assai bene da Maria Gasparini e da Febo Mari, attore sobrio ed elegante che mi piacque specialmente nella scena del primo colloquio con l'usuraio.»

(Ferruccio Sacerdoti in La Cine-Fono-Cinematografica, 13 gennaio 1912)

BibliografiaModifica

  • Bianco e Nero. Rivista del centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Numero 3/4, 1994.

Collegamenti esterniModifica

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