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La figlia di Iorio (opera)

opera di Franchetti
La figlia di Iorio
Adolfo De Karolis (1874-1928), La figlia di Iorio (1914).jpg
Litografia di Adolfo De Carolis (1914)
Lingua originaleitaliano
Generetragedia pastorale
MusicaAlberto Franchetti
LibrettoGabriele D'Annunzio
(libretto online)
Attitre
Prima rappr.29 marzo 1906
TeatroTeatro alla Scala di Milano
Personaggi
  • Lazaro di Roio (baritono)
  • Candia della Leonessa (contralto)
  • Aligi (tenore)
  • Ornella (soprano)
  • Splendore (mezzosoprano)
  • Favetta (mezzosoprano)
  • Vienda (mima)
  • Mila di Codra (soprano)
  • Un Mietitore (basso)
  • Il Crocifero (basso)
  • Iona di Midia (basso)
  • Femo di Nerfa (mimo)
  • Ienne dell'Eta (mimo)
  • Il Coro delle Parenti, Il Coro dei Mietitori, Il Coro dei Pellegrini, Il Coro delle Offerenti, Il Coro delle Lamentatrici, La Turba

La figlia di Iorio è un'opera lirica di Alberto Franchetti, su libretto di Gabriele D'Annunzio. L'opera fu rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 29 marzo 1906.[1]

StoriaModifica

La prima fu attesissima e tra i presenti, oltre a D'Annunzio, vi erano numerosi musicisti di fama, tra cui Giacomo Puccini, Franco Alfano e Francesco Cilea. Il primo atto fu seguito con interesse ma senza momenti di speciale entusiasmo. Nel secondo atto il momento più applaudito fu l'aria di Aligi Rinverdisca per noi di vita eterna, ma l'esito fu in complesso inferiore a quello dell'atto precedente. Nel terzo atto fu molto applaudito il finale, e l'atto parve il migliore dei tre per «svolgimento, saldezza di ambiente e vigoria drammatica».[2]. P. A. Omodei, nella recensione su La Stampa, concluse che Franchetti aveva voluto lo strumentale «semplice, tenue, fresco dal principio alla fine dell'opera» e che «pur avendo cura che la musica riuscisse commento efficace non volle mai soverchiasse la parola».

Un'opera lirica sullo stesso soggetto fu musicata anche da Ildebrando Pizzetti, e andò in scena al Teatro San Carlo di Napoli il 4 dicembre 1954. Il manoscritto originale dell'opera è stato regalato dal figlio Arnaldo Franchetti ad una famiglia di Canazei(TN) quando si rifugio in Val di Fassa.

Gli interpreti della prima rappresentazione furono:

Ruolo Interprete
Lazaro di Roio Eugenio Giraldoni
Candia della Leonessa Eleonora De Cisneros
Aligi Giovanni Zenatello
Ornella Adele D'Albert
Splendore Teresina Ferraris
Favetta Maria Bastia Pagnoni
Vienda Margherita Zanardi
Mila di Codra Angelica Pandolfini
Un Mietitore Adamo Didur
Il Crocifero Libero Ottoboni
Iona di Midia Mansueto Gaudio
Fermo di Nerfa Oreste Beraldinelli
Ienne dell'Eta Angelo Gallina

L'orchestra era diretta da Leopoldo Mugnone.

Maestro del Coro era Aristide Venturi

TramaModifica

L'opera, seguendo fedelmente la storia dannunziana, narra la vicenda di Aligi, giovane pastore abruzzese, che rinuncia al matrimonio con la promessa sposa Vienda dopo essersi innamorato di Mila, meretrice figlia del mago Iorio, salvata da Aligi stesso e dal padre di Aligi, Lazaro, da un tentativo di aggressione. La relazione tra Mila e Aligi fa nascere un litigio tra Aligi e Lazaro, che termina nell'uccisione di Lazaro. Aligi dovrebbe essere bruciato sul rogo, ma Mila lo salva addossandosi ogni colpa.

DiscografiaModifica

  • D'Annunzio/Franchetti, La figlia di Iorio, opera suite (orchestra "Città di Verona", direttore Enrico De Mori), Inscena SRL, 2009.
  • D'Annunzio/Franchetti, La figlia di Jorio, prima edizione completa e restaurata (orchestra "Città di Verona", direttore Enrico De Mori), La giovane classicità, Gardone Riviera 2014.

NoteModifica

  1. ^ almanacco di amadeusonline (consultato il 12 aprile 2012)
  2. ^ La Stampa, 30 marzo 1906

BibliografiaModifica

  • Raffaele Manica, Figlia di Jorio, La, in Piero Gelli, Dizionario dell'opera, Milano, Baldini & Castoldi, 1996, ISBN 88-8089-177-4.
  • P. A. Omodei, La "prima" di "La figlia di Jorio" del M° Alberto Franchetti alla Scala, La Stampa, 30 marzo 1906, pagine 3-4
  • P. A. Omodei, La "La figlia di Jorio" - Tragedia pastorale di Gabriele D'Annunzio, musica di A. Franchetti, La Stampa, 25 febbraio 1907, pagina 4

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