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Lidiano Bacchielli (Urbino, 30 luglio 1947Milano, 8 giugno 1996) è stato un archeologo italiano.

Si laureò presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Urbino nel novembre 1970, discutendo la tesi II portico occidentale dell'agorà di Cirene; suo relatore fu il noto studioso Sandro Stucchi.

La zona archeologica di Cirene, oggetto di anni di studio e ricerca da parte di Bacchielli.
Ricostruzione del Tempio di Afrodite di Ancona, basata sulle pubblicazioni di Bacchielli.

Ha studiato particolarmente l'antica regione nordafricana della Cirenaica, sede dell'antica colonia greca di Cirene. Ha lavorato con Sandro Stucchi in scavi archeologici in Libia e fu suo successore nella direzione della missione archeologica italiana in Cirenaica. Ha dato un notevole contributo alla comprensione delle testimonianze architettoniche ed urbanistiche dell'antica Cirene; i suoi contributi chiarirono importanti aspetti della storia dell'arte della città africana.

Ha pubblicato anche notevoli studi sull'archeologia classica delle Marche, riconoscendo il tempio di Afrodite di Ancona come un tempio dorico[1] e fornendo importanti contributi relativi alla stele del seviro Sesto Tizio Primo da Suasa[2], alla necropoli di Ricina[3], al foro di Cupra Marittima[4], all'Urbisaglia romana[5] e all'Arco di Augusto di Fano[6].

Bacchielli ha insegnato archeologia classica a Roma (La Sapienza) e ad Urbino. Accanto a numerose pubblicazioni accademiche, ha scritto anche per un pubblico più ampio. Il suo lavoro divulgativo più noto è Libia: Le città perdute dell'impero romano, scritto insieme ai colleghi archeologi Antonino Di Vita e Ginette Di Vita-Evrard.

Fu socio corrispondente di prestigiose istituzioni scientifiche italiane e straniere:

  • Society for Lybian Studies (dal 1987),
  • Pontificia accademia romana di archeologia (dal 1989),
  • Società italiana per lo studio dell'antichità classica (dal 1990),
  • Société nationale des antiquaires de France (dal 1991),
  • Deputazione di storia patria per le Marche (dal 1992),
  • Istituto laboratorio di archeologia sismica mediterranea (dal 1992),
  • Deutsches archäologisches Institut (dal 1993)

Fu membro

  • dell'Accademia Raffaello di Urbino,
  • del Centro per le relazioni italo-arabe di Roma,
  • del comitato scientifico redazionale della rivista Quaderni di archeologia della Libia, di cui fu anche coordinatore,
  • della Rivista Picus. Studi e ricerche sulle Marche nell'antichità, di cui fu anche coordinatore.

Un numero della rivista scientifica Quaderni di archeologia della Libia è stato dedicato alla sua memoria nel 2003.

NoteModifica

  1. ^ Domus Veneris quam dorica sustinet Ancon, in Archeologia classica 37, 1985, pp. 106-137
  2. ^ Ficus, 2, 1982, pp. 7-36
  3. ^ Prime scoperte della Necropoli di Ricina, in collaborazione con L. Mercando - G. Paci, in Bollettino d'Arte, 28, 1984, pp. 11-52
  4. ^ Cupra Marittima e il suo territorio in età antica, Atti del convegno di studio, Cupra Marittima 3 maggio 1992, Picus suppl. II, a cura di G. Paci, Tivoli 1993, pp. 33-45
  5. ^ Simboli di Apollo e del saeculum aureum in due omphaloi da Urbs Salvia, in Studi su Urbisaglia romana, Picus suppl. V, a cura di G. Paci, Tivoli 1995, pp. 111-126
  6. ^ La porta di Augusto a Fano nella cultura antiquaria locale, in L'antichità classica nelle Marche tra Seicento e Settecento, Atti del convegno, Ancona-Pesaro 1987, Atti e memorie 93, Ancona 1989, pp. 43-63;
Controllo di autoritàVIAF (EN14902836 · ISNI (EN0000 0001 1560 6628 · LCCN (ENnr98007768 · BNF (FRcb12954249w (data)