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Gruppo FS 898
già RA 200
Locomotiva a vapore
Anni di costruzione 1864-1866
Anni di esercizio 1864-1920
Quantità prodotta 5
Costruttore Koechlin
Dimensioni 7.850 x 4.098 x ? mm
Interperno 2.600 (passo rigido)
Massa aderente 28,9 t
Tipo di motore a vapore
Alimentazione carbone
Velocità massima omologata 45 km/h
Rodiggio C
Diametro ruote motrici 1.080 mm
Distribuzione Stephenson, a cassetto
Numero di cilindri 2 interni
Diametro dei cilindri 400 mm
Corsa dei cilindri 460 mm
Superficie griglia 0,99 
Superficie riscaldamento 61,60 m²
Pressione in caldaia 9 kg/cm²
Potenza continuativa 198,72 kW
Forza di trazione massima 4.960

Le locomotive del gruppo 898 FS sono state delle locomotive a vapore già della Società delle Strade Ferrate della Lombardia e dell'Italia Centrale, poi delle Strade Ferrate dell'Alta Italia e infine delle Ferrovie dello Stato.[1][2]

Si ritiene siano state le prime locomotive italiane costruite appositamente per il servizio di manovra[1]

StoriaModifica

Furono ordinate dalla Società delle Strade Ferrate della Lombardia e dell'Italia Centrale. Le prime due, numerate LOMB 601-602, furono costruite nel 1864; le ultime tre, numerate LOMB 603-605, furono costruite nel 1866.[1]

La società fu poi assorbita dalla SFAI, e sotto di essa il gruppo dal 1874 al 1880 assunse le numerazioni 1101-1105, e dal 1880 al 1885 1412-1416.[1]

Costituitasi la Rete Adriatica tutte costituirono il gruppo 200 RA, con la numerazione 2001-2005.[1][2]

Nel 1905 passarono tutte alle FS e costituirono il primo gruppo 880 FS, con numerazione FS 8801-8805.[1] Per le modeste doti di potenza e per l'età superiore alla vita economicamente utile (che per le locomotive a vapore era stimata in trent'anni) vennero destinate alla radiazione non appena fosse stato possibile.[3]

Nel 1906, infine, venne istituito il gruppo FS 898, nel quale confluirono tutte assumendo la numerazione FS 8981-8985, mantenuta fino alla radiazione dal parco.[1]

L'ultima unità, numerata FS 8982[4], già RA 2002, fu radiata nel 1920.[1][2]

CaratteristicheModifica

Tipiche locomotive-tender di disegno ottocentesco, erano macchine a vapore saturo e semplice espansione, con due cilindri interni.[2]

La caldaia aveva una lunghezza di 4.980 mm, con un diametro interno del corpo cilindrico massimo e minimo, rispettivamente, di 1.116 mm e 1.088 mm. Conteneva un volume d'acqua (misurata a 10 cm sopra il cielo del forno) di 1,8 m³ e un volume di vapore di 0,95 m³. La sua pressione di taratura era di 9 kg. La graticola del forno misurava di 1.049 x 944 mm, con una superficie (G) di 0,99 m². Il numero di tubi bollitori, del tipo liscio, era di 129, ciascuno del diametro di 50/45 mm e lunghezza tra le piastre estreme di 3.080 mm. La superficie di riscaldamento del fascio tubiero era di 56,18 m² e quella del forno sopra la graticola era di 5,42 m² (la superficie totale [S] era di 61,6 m²), con un rapporto S/G di 62,2.[2]

Lo sforzo di trazione massimo era di 4.960 kg. Quello normale alla velocità di 30 km/h era di 2.430 kg. Quello alla partenza, con coefficiente di aderenza 1:7, era di 3.710 kg.[2]

Il motore era costituito da 2 cilindri del diametro di 400 mm con corsa degli stantuffi di 460 mm: Il vapore veniva introdotto da cassetti piani, azionati da un meccanismo della distribuzione sistema Stephenson.[2]

Erano dotate solo del freno a vuoto manuale e di un freno di stazionamento a vite.[2]

Le casse d'acqua erano collocate a sella sopra la parte anteriore della caldaia e circondavano anche il duomo e il camino.[2][5]

In origine il posto di manovra del macchinista e del fuochista era dotato solo di parapetti.[5] In epoca successiva fu aggiunto un semplice tettuccio, probabilmente privo di paravento anteriore.[2]

EsercizioModifica

Si ritiene che il gruppo sia stato destinato fin dall'origine al servizio di manovra, probabilmente negli impianti del nodo di Milano, e particolarmente di Milano Centrale, inaugurata nel 1864.[1]

La locomotiva FS 8982, forse dal 1907, di certo dal 1912, era adibita alle manovre all'interno dell'Officina Grandi Riparazioni di Verona.[1]

DepositiModifica

Nel Novecento l'8982, e forse anche le altre, era assegnata al deposito di Verona Porta Vescovo.[1][6]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k Cherubini, Lettera, op. cit., p. 15.
  2. ^ a b c d e f g h i j Ferrovie dello Stato, Album, op. cit., tav. 165.
  3. ^ Atti, op. cit., pp. 246-247.
  4. ^ La numerazione FS 898.002, prevista dal 1917 con conseguente applicazione delle nuove targhe d'identificazione, sembra essere rimasta inapplicata: cf Kalla-Bishop, Italian, op. cit., p. 93, e Cherubini, Lettera, op. cit., p. 15.
  5. ^ a b Kalla-Bishop, Italian, op. cit., p. 94.
  6. ^ Secondo Kalla-Bishop, Italian, op. cit., p. 93 l'8982 avrebbe prestato servizio a Firenze "for many years until withdrawn in the early 1930s".

BibliografiaModifica

  • Ferrovie dello Stato. Direzione generale. Servizio Trazione, Album dei tipi delle locomotive ed automotrici, Firenze, Ferrovie dello Stato, 1915, vol. II, tav. 165. Rist. anast.: Colleferro, Editrice di storia dei trasporti, 1979; Ponte San Nicolò, Duegi, 2005.
  • Atti della Commissione parlamentare per l'esame dell'ordinamento e del funzionamento delle Ferrovie dello Stato istituita dalla legge 23 luglio 1914, n. 742, volume II, Roma, Tipografia nazionale Bertero, 1917, pp. 246–247
  • Peter Michael Kalla-Bishop, Italian State railways steam locomotives, Abingdon, R. Tourret, 1986, ISBN 0-905878-03-5, pp. 93–94
  • Giovanni Cornolò, Locomotive a vapore FS, 2. ed., Parma, Ermanno Albertelli, 1998, ISBN 88-85909-91-4, pp. 596–597
  • Fabio Cherubini, Lettera, in I treni, 31 (2010), n. 322, p. 15