Louise Paget GBE, Dame Louise Margaret Leila Wemyss, Lady Paget, (Londra, 9 ottobre 1881Kingston upon Hull, 24 settembre 1958) è stata una filantropa britannica ed una umanitarista, attiva per il sollievo della Serbia, a partire dalla prima guerra mondiale.

Dame Louise M. L. Paget

Famiglia

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Figlia del generale Sir Arthur Henry Fitzroy Paget (1851-1928) e di sua moglie, Mary Fiske Paget (nata Stevens; morta nel 1919), sposò il cugino di secondo grado, Sir Ralph Spencer Paget, figlio di Sir Augustus Berkeley Paget e della Contessa Walburga Ehrengarde Helena von Hohenthal, il 28 ottobre 1907; l'unione non produsse figli.

Il lavoro filantropico

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Ralph Spencer Paget fu nominato Cavaliere Comandante dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (KCMG) nel 1909 e Louise lo incoraggiò ad accettare un trasferimento nel Regno di Serbia balcanico nel luglio 1910. Incoraggiato da Mabel Grujić, la moglie americana del Sottosegretario serbo agli Affari Esteri, Lady Paget contribuì a creare un ospedale militare a Belgrado durante la Prima guerra balcanica (1912-1913). Nel 1914, la Paget divenne presidente dell'American Women's War Relief Fund.[1][2] Il gruppo, dedicato ad aiutare i feriti in guerra, era stato concepito come un'idea di Paget solo tre giorni dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale.[3] Nel 1915 creò un ospedale a Skopje per curare i serbi feriti, ma anche per aiutare a combattere l'epidemia che si diffondeva in Serbia. Lady Paget contrasse la febbre tifoide, ma si riprese.[4] Contribuì anche a raccogliere fondi per sostenere i bisogni dei militari feriti.[5]

Dame Louise Paget è stata la prima a ricevere la Medal of Honor della Federation of Women's Clubs di New York City nel 1917; altri destinatari includevano la umanitaria Evelyn Smalley (1919), l'attivista Carrie Chapman Catt (1922, decorazione senza l'aquila), la fisica Marie Curie (1929), Madame Chiang Kai-shek, First Lady della Repubblica di Cina (1939) e la scienziata atomica pioniera Lise Meitner (1949), austriaca per nascita.[6][7]

Onorificenze

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Louise, Lady Paget è stata investita come Dama di Gran Croce, Ordine dell'Impero Britannico (GBE) nel 1917. Successivamente è stata decorata con il Gran Cordone, Ordine di San Sava.

Morì il 24 settembre 1958, all'età di 76 anni, a Kingston upon Thames.[8]

Citazioni

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Charles Mosley, Caporedattore di Burke's Peerage & Baronetage, 106ª edizione, 2 volumi (Crans, Svizzera: Burke's Peerage, Genealogical Books, Ltd, 1999), volume 1, pp. 73, 77.

Il Burke's Peerage & Baronetage era un repertorio privato che aggiornava periodicamente lo stato di famiglia degli aristocratici del Regno Unito, i cui relatori non erano nobili, essendo invece la maggior parte studiosi di storia e diritto nobiliare.[9] Fondato da John Burke nel 1826 a Londra cessò le pubblicazioni nel 2003. Il Burke's Peerage è una fonte genealogica reale e nobiliare, che censisce e aggiorna i dati anagrafici delle famiglie titolate della Gran Bretagna e dell'Irlanda.

Persone ed istituzioni collegati

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  1. ^ (EN) Katherine Storr, Excluded from the Record: Women, Refugees, and Relief, 1914-1929, Peter Lang, 2009, p. 112, ISBN 9783039118557.
  2. ^ (EN) American Women’s War Relief Fund offer the two hospitals maintained by them to the American Red Cross - 29 November 1917, su americanwomenswarhospital.com. URL consultato l'11 luglio 2023.
  3. ^ (EN) Hayden Church, Every American Woman in England Working to Help Victims of War, in The Atlanta Constitution, 6 ottobre 1914. URL consultato il 27 aprile 2018. Ospitato su Newspapers.com.
  4. ^ (BS) Mitrovic, Andrej, Srbija u Prvom svetskom ratu, Belgrade (2004), pp. 161-162
  5. ^ (EN) Women Found War Hospitals, in Harrisburg Telegraph, 21 giugno 1917. URL consultato il 27 aprile 2018. Ospitato su Newspapers.com.
  6. ^ (EN) Entry for Lady Paget at Awards of Outstanding International Importance to Statesmen and Heroines Archiviato il 17 gennaio 2020 in Internet Archive., collectnobel.com; accessed 27 March 2014.
  7. ^ (EN) Profile of Lady Louise Paget, stacksbowers.com; accessed 27 March 2014.
  8. ^ (EN) Deaths, in The Times, Londra, 25 settembre 1958, p. 1.
  9. ^ Abbandonate in Manicomio cinque cugine di Elisabetta, in La Repubblica, 8 aprile 1987. URL consultato l'11 luglio 2023.
  10. ^ L’impegno delle Donne e l’aiuto Umanitario Transnazionale, su exposiciones.migraid.org. URL consultato l'11 luglio 2023.

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Collegamenti esterni

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