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Luigi Serristori

Luigi Serristori (Firenze, 1793Firenze, 1857) , membro di una illustre famiglia fiorentina, fu un economista e politico italiano, del Granducato di Toscana.

Indice

BiografiaModifica

Fautore dello sviluppo ferroviario, di idee moderate, ricoprì incarichi amministrativi e di governo alla corte di Leopoldo II di Toscana.

Fu allievo della Scuola Normale napoleonica di Pisa negli «anni francesi» e vi conseguì il baccellierato in lettere e s'impegnò in studi di matematica e fisica. Dopo la caduta napoleonica viaggiò in Russia, rimanendovi per 10 anni, servendo entrò nell'esercito zarista (1819-29) ove raggiunse il grado di colonnello[1].

Nella celebre pubblicazione milanese: Annali Universali di statistica, economia pubblica, storia, viaggi e commercio del 1843 apparve il suo articolo Sulla possibilità di un'unione doganale tra gli stati italiani in cui propugnava l'unione doganale fra gli Stati in cui allora era divisa l'Italia e addirittura un'unione doganale con l'Austria. Stranamente, per un competente uomo politico, utilizzò gli argomenti meno adatti per un lettore della corte viennese:

«Che tali benefiche concessioni, che fa d'uopo fieno comuni per riuscire efficaci, possano essere impartite alla nostra carissima patria dalla sapienza di quelli ai quali la Provvidenza affidi il reggimento dell'Italia! Allora lo straniero nell'ammirare le sue antiche glorie non potrà a meno di rendere anche omaggio al moderno incivilimento dei suoi abitanti»

(corsivi non nell'originale).[2]

Luigi, figlio del senatore Averardo e della marchesa Maria Lucrezia Pucci del ramo di Alessandro di Niccolò, fu nella Toscana preunitaria esponente del moderatismo e funzionario granducale. Rappresentò una personalità di confine, la cui visione politica conciliava conservatorismo e idee di modernizzazione, identità di ceto e senso dello stato, fedeltà dinastica e concezione di un potere pubblico dedito a migliorare le condizioni del popolo. Il Serristori dimostrò, inoltre, una devozione incrollabile verso lo stato lorenese, specialmente nel corso della sua rapida carriera. Nel 1840-45 fu Governatore di Siena e, poi, di Pisa dal gennaio 1846 al settembre 1847, e Ministro degli Esteri nel biennio 1847/48. Di Luigi restano importanti scritti di natura sociale, di statistica e sulle relazioni commerciali ed economiche tra l'Italia e la Russia, che molto influirono sul progressismo ‘napoleonico' di parte delle élite italiane. Fu, inoltre, molto interessato alla questione dell'istruzione popolare e collaborò agli Annali Universali di Statistica di Francesco Lampato e contribuì, in qualità di membro della prestigiosa Accademia dei Georgofili al progresso delle scienze e delle loro applicazioni all'agricoltura, alla tutela dell'ambiente, del territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale.

Sulla figura di Luigi è possibile leggere alcuni ricordi nel diario del nobile bibliofilo russo Michaìl Dmitrievitch Bourtouline: (...) Un podere separava villa Gondi da quella del marchese Giuseppe Pucci, uomo progressista all'interno della nobiltà fiorentina. Nell'autunno del 1818 gli venne l'idea di compiere un viaggio in Europa e visitare la Russia, per cui chiese ai miei parenti di fornirgli lettere di raccomandazione per i nostri conoscenti. Insieme con lui partiva un altro fiorentino, il conte Serristori, in seguito entrato al servizio della Russia… […] Alla fine di ottobre o nel novembre 1838 giunse a Firenze l'erede al trono di Russia (il futuro zar Alessandro II, nda) […] il conte Luigi Serristori, come ex generale dell'esercito russo, ritenne anch'egli d'obbligo presentarsi con la divisa dello stato maggiore con la quale era stato congedato (...)

La moglie Sofia, nata a Costantinopoli nel 1808, era figlia di Antonio Franchini, originario di Pistoia, Consigliere di Stato e Primo Dragomanno presso l'ambasciata russa in Turchia, e di Elisabetta Kiriko (o Chirico) di Giorgio e della baronessa Elisabetta Hubsh. I figli furono Maddalena, Sofia, Alfredo (1833 - 1857), Paolina (... - 1899), Maria, Balbina e Matilde.

OpereModifica

  • Le rovine di Lizzano memoria del cav. Luigi Serristori di Firenze, Firenze, presso Pietro Allegrini alla Croce Rossa, 1815.
  • Sopra i principj fondamentali della teoria delle funzioni analitiche di Lagrange, Firenze, Stamperia Arcivescovile alla Croce Rossa, 1816.
  • Sopra le macchine a vapore. Saggio del cav. Luigi Serristori, Firenze, Stamperia Magheri da Badia, 1816.
  • Statistica dell'Italia, contenente le statistiche del regno di Sardegna, del principato di Monaco, [...], del commercio dell'Italia con alcune delle principali nazioni, Firenze, Stamperia Granducale, 1835-1839.

NoteModifica

  1. ^ Serristòri, Luigi
  2. ^ Cfr. Sulla possibilità di un'unione doganale tra gli stati italiani, in Annali, cit., pag. 300

BibliografiaModifica

  • Marco Lenzi, Moderatismo e amministrazione nel Granducato di Toscana. La carriera di Luigi Serristori, Firenze, Olschki, 2007. ISBN 978-88-222-5671-3

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Serristòri, Luigi la voce nella Treccani.it L'Enciclopedia Italiana. URL visitato il 10 febbraio 2013.
Controllo di autoritàVIAF (EN20882212 · ISNI (EN0000 0000 6135 5906 · SBN IT\ICCU\SBLV\043089 · LCCN (ENn85050027 · GND (DE13372638X · BNF (FRcb16277193k (data) · BAV ADV10676595 · CERL cnp01407418 · WorldCat Identities (ENn85-050027
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