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Lutterio

principe e militare gallo

Lutterio (in latino Lucterius; Aquitania, ... – Roma, forse 46 a.C.) che, nel I secolo a.C., a capo dei Cadurci (popolo celtico della regione di Cahors), fu l'ultimo capo gallico a resistere all'avanzata degli invasori romani guidati da Giulio Cesare.

BiografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Conquista della Gallia.

Nel suo De bello Gallico, Cesare e il suo storiografo Irzio raccontano l'assedio dell'oppidum di Uxellodunum, piazzaforte appartenente ai Cadurci, che si erano ricongiunti agli sconfitti dell'assedio di Alesia, la cui capitolazione, nel 51 a.C., aveva segnato di fatto la conclusione della conquista romana della Gallia.

La tribù dei Cadurci, che resisterà fino all'ultimo respiro, era assai vicina agli Arverni (regione dell'Alvernia), e il loro capo Lutterio fu un fedele alleato di Vercingetorige nella sua lotta contro Giulio Cesare.

Un anno dopo la resa di Vercingetorige nell'assedio di Alesia, Lutterio e Drappete il senone (di Sens) si rifugiarono nell'oppidum di Uxellodunum per proseguirvi la lotta. Ma invano: sconfitto, Lutterio cercherà rifugio presso il capo arverno Epasnatto che però, alleatosi con i romani, lo consegnerà nelle mani di Cesare.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Lutterio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 20 agosto 2014.