Macchina operatrice

In generale, per macchina operatrice si intende una macchina che utilizza l'energia esterna fornita alla macchina (ad esempio energia elettrica) per modificare la forma, la posizione o la natura di materiali o fluidi.[1]

Per lavori edili, civili e agricolturaModifica

Nel linguaggio corrente il termine "macchina operatrice" viene solitamente applicato a un insieme più ristretto di dispositivi, addetti a lavori specifici, come gli escavatori, le macchine per le lavorazioni stradali, le macchine edili ed agricole, a prescindere dal fatto che siano a ruote o a cingoli, semoventi o trainate.[1]

Nel Codice della strada italiano, le macchine operatrici sono definite come:[2]

«macchine semoventi o trainate, a ruote o a cingoli, destinate ad operare su strada o nei cantieri, equipaggiate, eventualmente, con speciali attrezzature. In quanto veicoli possono circolare su strada per il proprio trasferimento e per lo spostamento di cose connesse con il ciclo operativo della macchina stessa o del cantiere, nei limiti e con le modalità stabilite dal regolamento di esecuzione.»

Macchine a fluidoModifica

Nel contesto delle macchine a fluido si intende per "macchina operatrice" una macchina che trasferisce energia al fluido elaborato a spese di lavoro meccanico in ingresso all'albero della macchina. Ad esempio pompe, compressori e ventilatori sono macchine operatrici. Si contrappongono alle macchine motrici.

NoteModifica

  1. ^ a b operatrice, macchina, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 23 ottobre 2021.
  2. ^ Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 18 maggio 1992, n. 114) - Nuovo codice della strada.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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