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DescrizioneModifica

La sua apertura alare può superare i 2 metri[3], il robusto becco è di forma appuntita e le zampe brevi e palmate.

BiologiaModifica

Si nutre di pesci ma anche di carogne di otarie (Arctocephalus spp.), grossi cetacei (Eubalaena australis), pinguini (Eudyptes spp.).[3]

Depone un singolo uovo tra ottobre e novembre la cui cova dura due mesi.[senza fonte]

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie nidifica in diverse località dei mari del sud tra cui le isole Falkland e altre isole al largo della provincia di Chubut (Argentina), la Georgia del Sud, le Isole Orcadi Meridionali, le Isole Shetland Meridionali, le Isole del Principe Edoardo, l'arcipelago delle Crozet, le isole Heard e Macquarie; piccole popolazioni sono presenti anche sull'isola Gough, su Tristan da Cunha, sulle Isole Kerguelen e in diverse località dell'Antartide.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Macronectes giganteus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 20 aprile 2016.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), family Procellariidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 6 maggio 2014.
  3. ^ a b (EN) Carboneras, C., Jutglar, F. & Kirwan, G.M. (2018), Southern Giant Petrel (Macronectes giganteus), su Handbook of the Birds of the World Alive, 2018. URL consultato il 26 gennaio 2018.

Voci correlateModifica

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