Maestro Piero

compositore italiano

Maestro Piero, noto anche come Magister Piero e Piero, (1300 circa – 1350 circa), è stato un compositore italiano. Egli fu uno dei primi compositori del Trecento conosciuto per nome e probabilmente uno dei più vecchi. Viene particolarmente ricordato per i suoi madrigali.

BiografiaModifica

Non sono noti dettagli sulla sua vita diversi da quelli che possono essere dedotti dalla sua musica e da una illustrazione che contiene probabilmente la sua immagine. Egli è raffigurato come un uomo di 50-60 anni in una illustrazione bolognese della prima metà del XIV secolo, dal che si deduce che era nato probabilmente prima del 1300. A differenza di molti compositori del Trecento, non era un fiorentino, dal momento che non appare nella cronaca di Filippo Villani, che include tutti i musicisti attivi a Firenze nel XIV secolo. Piero era forse di Assisi ed è noto che fu a Milano e Verona alle dipendenze dei Visconti e dei della Scala, rispettivamente, inoltre potrebbe essere stato a Padova con Antonio della Scala prima di andare a Verona, insieme con il compositore Giovanni da Cascia (Giovanni da Firenze). Egli era anche associato con il compositore Jacopo da Bologna, durante questo periodo, ed i tre musicisti sembra siano stati impegnati in un concorso per impostare il testo di un madrigale, ma in effetti ne composero un intero ciclo: la data di questo concorso fu nel o dopo il 1349, molto vicina alla fine della vita di Piero. Non vi è alcuna traccia di qualsiasi attività di Piero, o Giovanni da Cascia, dopo il 1351. Uno di essi o entrambi morirono a seguito della peste nera che colpì l'Italia del nord in quel periodo.

MusicaModifica

Solo otto sue composizioni sono giunte ai nostri giorni, più altre due cacce attribuitegli in funzione delle similitudini compositive. Tutte le composizioni sono di musica profana: sei madrigali e due cacce. Tutte e otto le composizioni sono custodite presso la Biblioteca Nazionale di Firenze. Due di queste sono comprese anche nel Codice Rossi.[1]

I madrigali di Piero sono le prime opere sopravvissute in quella forma in cui viene impiegato il canone. I madrigali sono a due voci, e le due cacce a tre; ciò che distingue il suo lavoro da quello dei suoi contemporanei è il suo uso frequente del canone, in particolare nel ritornello dei suoi madrigali. Le opere di Piero mostrano chiaramente l'evoluzione del modulo a tre voci della caccia rispetto al madrigale, in cui la parte canonica del madrigale divenne un canone a due voci, su un tenor, caratteristico della caccia.

OpereModifica

Madrigali a due voci e caccia-madrigaleModifica

  1. All'ombra d'un perlaro
  2. Cavalcando con un giòvine
  3. Ogni diletto
  4. Quando l'àire comença
  5. Sì com'al canto
  6. Sovra un fiume regale

Cacce (tre voci)Modifica

  1. Con brachi assai
  2. Con dolce brama

NoteModifica

  1. ^ Kurt von Fischer, "Piero", Grove

BibliografiaModifica

  • The New Grove Dictionary of Music and Musicians, ed. Stanley Sadie. 20 vol. London, Macmillan Publishers Ltd., 1980. ISBN 1-56159-174-2
  • Richard H. Hoppin, Medieval Music. New York, W.W. Norton & Co., 1978. ISBN 0-393-09090-6
  • Kurt von Fischer/Gianluca d'Agostino: "Gherardello da Firenze", "Piero", Grove Music Online, ed. L. Macy (Accessed January 14, 2006)
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