Marianerkreutz

Marianerkreutz
Marianer-Kreuz des Deutschen Ritterordens
Het Kruis van De Duitse Orde met het ordelint op grijze achtergrond.jpg
La medaglia
Grunwald Wielki Mistrz1.svg Flag of Austria-Hungary 1869-1918.svg
Ordine teutonico, Impero austro-ungarico
TipologiaMedaglia
Istituzione26 marzo 1871
Primo capoGuglielmo Francesco d'Asburgo-Teschen
Precedenza
Marianerkreutz.jpg
Il nastro

La Marianekreutz o Croce mariana o Croce di Maria fu un'onorificenza dell'Impero austriaco.

StoriaModifica

La Marianekreutz venne fondata come decorazione da Guglielmo Francesco d'Asburgo-Teschen, 57° gran maestro dell'Ordine Teutonico il quale, nel 1871 decise di istituire in seno all'ordine teutonico un corpo di volontari per il servizio di sanità attivo sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

La condizione, come per l'ammissione all'Ordine Teutonico, era la nobiltà di provenienza e come tale tutti i volontari dovevano, o nel privato o direttamente sul campo di battaglia, prestare assistenza e aiuto ai feriti ed ai caduti attraverso ospedali da campo specializzati.

In concomitanza con la nascita di questa branca dell'Ordine, il 26 marzo 1871 venne approvato il decreto per la creazione di una decorazione apposita per quanti si fossero distinti con impegno e dedizione in questo compito.

InsegneModifica

La madaglia consisteva in una croce latina in argento smaltata di nero e profilata di bianco. Al centro vi era un medaglione in smalto bianco al centro del quale si trovava una croce greca rossa orlata d'oro. Il medalgione centrale era contornato da una banda nera che riportava in argento l'iscrizione "ORDO TEUT HUMANITATI". Sul retro della medaglia il disco centrale, smaltato di bianco e bordato di nero, riportava in centro la data "1871" in nero.

Il nastro riprendeva quello delle decorazioni di guerra e il colore del nastro dell'Ordine Teutonico, ovvero a strisce orizzontali bianche e nere con, per ciascun lato, una striscia bianca ed una nera.

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Collegamenti esterniModifica

  • I Marianer, su germanici.altervista.org. URL consultato il 3 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2010).