Mehdi Karrubi

politico iraniano

L'Ḥojjat ol-Eslām Mehdī Karrūbī (in persiano مهدی کروبی‎; Aligudarz, 1939) è un politico e chierico sciita iraniano.

Mehdi Karrubi

Presidente dell'Assemblea consultiva islamica
Durata mandato3 agosto 1989 –
3 maggio 1992
PredecessoreAli Akbar Hashemi Rafsanjani
SuccessoreAli Akbar Nategh-Nouri

Durata mandato28 maggio 2000 –
27 maggio 2004
PredecessoreAli Akbar Nategh-Nouri
SuccessoreGholam-Ali Haddad-Adel

Membro dell'Assemblea consultiva islamica
Durata mandato28 maggio 1980 –
28 maggio 1984
SuccessoreMohammad-Reza Hashemi
CollegioShahrestān di Aligudarz

Durata mandato28 maggio 1984 –
28 maggio 1992
CollegioTeheran, Rey, Shemiranat e Eslamshahr

Durata mandato28 maggio 2000 –
28 maggio 2004
CollegioTeheran, Rey, Shemiranat e Eslamshahr

Dati generali
Partito politicoAssociazione dei Chierici Militanti
(1978-1988)

Partito Islamico Repubblicano
(1979-1987)

Società dei Chierici Militanti
(1988-2005)

Partito della Fiducia Nazionale
(dal 2005)

il Sentiero Verde della Speranza
(dal 2009)
UniversitàUniversità di Teheran

Biografia modifica

Appartenente all'etnia Lur, conobbe durante i suoi studi religiosi nella Facoltà di Teologia dell'Università di Tehran, Ruhollah Khomeini e divenne uno dei suoi seguaci al momento della vittoriosa rivoluzione islamica in Iran del 1979.

È stato il fondatore e il presidente (dimissionario) della Società dei Chierici Militanti. È stato il Presidente del Parlamento iraniano (Majles) fra il 1989 e il 1992 e fra il 2000 e il 2004.

Karrubi è stato anche candidato alle elezioni legislative del 2004 a Teheran. Arrivò 31° al primo turno, in cui erano eletti solo 30 candidati.

«Riformista pragmatico», Mehdi Karrubi ha criticato il Consiglio dei Guardiani della Costituzione ma sostiene la Guida Suprema e si considera lui stesso un discepolo di Ruhollah Khomeini. È stato consigliere della Guida Suprema e membro del Consiglio per il Discernimento, nominato da Ali Khamenei, fin quando non presentò le sue dimissioni da tutti i suoi incarichi politici, il 19 giugno 2005, dopo il primo turno delle elezioni presidenziali da cui uscì eletto poi Maḥmūd Aḥmadinežād

Campagne presidenziali modifica

2005 modifica

Karrubi faceva parte dei candidati riformatori all'Elezione presidenziale iraniana del 2005. Si classificò terzo al primo turno con il 17,2%, preceduto da Ali Akbar Hashemi Rafsanjani (21,1%) e da Maḥmūd Aḥmadinežād (19,4%).

Dopo l'annuncio dei risultati dell'elezione, Karrubi sostenne che una rete di moschee, di Pasdaran e di Basij avesse illegalmente operato per assicurare il sostegno dei più oltranzisti ad Aḥmadinežād. Ha in seguito esplicitamente indicato Mojtaba Khamenei, uno dei figli della Guida Suprema Ali Khamenei, tra i cospiratori. Dopo di che, l'Ayatollah Khamenei scrisse a Karrubi per fargli presente che le sue accuse erano

«al di sotto della sua dignità»

e che esse

«avrebbero causato una crisi»

in Iran: cosa che egli non poteva accettare. A mo' di risposta, in una lettera aperta indirizzata il 19 giugno a Khamenei, Karrubi si dimise da tutte le sue funzioni politiche, fra cui anche quelle cui l'aveva nominato proprio Ali Khamenei[1]. Il giorno seguente, 20 giugno 2005, ad alcuni giornali riformatori, tra cui Eghbal, Hayat-e No, Aftab-e Yazd e Eʿtemād, fu proibita la pubblicazione da parte del Procuratore Generale di Teheran, Sa'id Mortazavi per aver pubblicato la lettera di Karrubi. Il Procuratore vietò infine Eghbāl (Il futuro)[2]. Il 20 giugno fu del pari dichiarato che Karrubi era stato costretto agli arresti domiciliari a causa della sua lettera aperta.

Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, arrivato in testa al primo turno di scrutini, notò anch'egli interventi illegittimi che miravano a condizionare i voti degli elettori, e sostenne Karrubi nella sua protesta[3].

2009 modifica

Mehdi Karrubi si è iscritto come candidato alle elezioni presidenziali del 2009. Ha chiesto elezioni libere, senza alcun intervento dei Guardiani della Rivoluzione islamica (pasdaran ), che egli pensa siano stati decisivi per la sua precedente sconfitta del 2005. Karrubi ha ugualmente criticato Aḥmadinežād per le sue dichiarazioni riguardanti la realtà della Shoah.[4] Secondo i risultati ufficiali (ampiamente contestati da manifestazioni che hanno portato alla morte di alcune persone), ha ottenuto appena lo 0,85% dei voti e anch'egli (come Mir Hosein Musavi) ha protestato contro l'assai dubbia rielezione del Presidente uscente Aḥmadineżād.

Note modifica

  1. ^ (in persiano) Lettera aperta a Khamenei, Gooya.com, 19/06/2005 (consultato il 16/10/2006)
  2. ^ (In persiano) «Divieto del giornale Eghbal» Archiviato il 21 giugno 2009 in Internet Archive., ISNA, 20/06/2005 (consultato il 16/10/2005)
  3. ^ (In persiano) Dichiarazione di Rafsanjani, BBC Persiana, 19/06/2005 (consultato il 16/10/2006)
  4. ^ (EN) "Iran reformers face Ahmadinejad", BBC, 9 maggio 2009

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Collegamenti esterni modifica

Controllo di autoritàVIAF (EN36822442 · ISNI (EN0000 0000 4891 1226 · LCCN (ENnr97007491 · GND (DE1137212594 · WorldCat Identities (ENlccn-nr97007491