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Molone[1] (in greco antico: Moλων, Molon; ... – 220 a.C.) è stato un funzionario e militare seleucide, fratello del satrapo Alessandro.

All'inizio del regno di Antioco III il Grande (222 a.C.), Molone era già il satrapo della Media; oltre a questa Molone ed il fratello Alessandro ricevettero il governo delle provincie settentrionali del regno.

L'odio di Molone e del fratello contro Ermia, primo ministro del re Antioco, li portò ad una aperta rivolta contro il sovrano. I primi due generali inviati contro i due fratelli vennero facilmente sconfitti e Molone si ritrovò padrone di tutti i territori seleucidi oltre il fiume Tigri. Successivamente sorprese e sconfisse il generale Xeneta, che aveva attraversato il fiume. In questo modo Molone riuscì ad impadronirsi della città di Seleucia sul Tigri e di gran parte della Mesopotamia.

Nel 220 a.C. Antioco stesso prese il comando delle operazioni. Molone fu abbandonato dalle sue truppe e si suicidò, in modo da non cadere vivo nelle mani del re. Tutti gli altri capi della ribellione seguirono l'esempio. Uno solo fuggì verso la Persia e, dopo aver ucciso la madre ed il figlio di Molone, riuscì a persuadere anche Alessandro a porre fine volontariamente alla sua vita.

NoteModifica

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