Mouvement africain des enfants et jeunes travailleurs

Il Mouvement africain des enfants et jeunes travailleurs (Maejt, in francese "Movimento africano dei bambini e dei giovani che lavorano") è una rete di associazioni costituite da bambini e ragazzi che lavorano in 20 paesi dell'Africa occidentale e centrale (tra cui Benin, Costa d'Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Senegal, Mali, Guinea-Bissau, Guinea, Niger e Togo).

AttivitàModifica

Il movimento si propone di difendere i diritti dei minori che lavorano attraverso il dialogo con le autorità, iniziative di solidarietà reciproca, e campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica locale e internazionale. Le singole associazioni dei diversi paesi sono note come Association des enfants et jeunes travailleurs (Aejt, "Associazione dei bambini e dei ragazzi che lavorano"). Associazioni correlate esistono anche in alcuni paesi di lingua inglese, dove vengono chiamate Association of working children and youth (Awcy). Il principale organo del movimento è il bollettino Lettre de la rue; nel 1999 il movimento ha descritto i propri principi e le proprie attività nel libro Voix des enfants d'Afrique ("Voce di bambini d'Africa"), tradotto nel mondo in varie lingue, incluso l'italiano.[1]

Principi ispiratoriModifica

Il movimento è nato formalmente nel luglio del 1994 a Bouaké (Costa d'Avorio), dove si è tenuto il primo incontro internazionale. In questa occasione è stato stilata la dichiarazione dei principi del movimento, che ha identificato 12 diritti fondamentali che il movimento si prefigge di promuovere e difendere:

  1. il diritto a essere rispettati;
  2. il diritto a esprimersi liberamente e organizzarsi;
  3. il diritto a imparare a leggere e scrivere;
  4. il diritto a una formazione per imparare un mestiere;
  5. il diritto a restare nel proprio villaggio;
  6. il diritto a essere ascoltati;
  7. il diritto a fare ricorso a una giustizia equa;
  8. il diritto al riposo per malattia;
  9. il diritto alle cure sanitarie;
  10. il diritto a un lavoro non pesante;
  11. il diritto alla sicurezza sul lavoro;
  12. il diritto a divertirsi e giocare.

Per contro, il movimento si oppone alle campagne per la lotta indiscriminata al lavoro minorile nel mondo:

«In questo momento c'è una grande campagna mediatica contro il lavoro dei bambini. [...] Vengono loro qui a prendersi cura di noi, dei nostri genitori e dei nostri fratelli e sorelle piccole? [...] Noi siamo obbligati a lavorare, non abbiamo scelta. Per aiutarsi, se volete farlo, dovete lottare contro la povertà e sostenerci nel miglioramento delle nostre condizioni di lavoro.»

(La voce dei bambini dell'Africa, p. 119)

Il movimento ha stretto relazioni con altri movimenti analoghi sorti in altre parti del mondo (per esempio India e Sudamerica e inviato le proprie delegazioni a molti eventi internazionali sulla situazione dei minori nel mondo, come il convegno dell'Unicef sullo sfruttamento del lavoro minorile in Africa occidentale e centrale (Abidjan, Costa d'Avorio 1996) e la sessione speciale sull'infanzia dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (New York 2002).

NoteModifica

  1. ^ V. bibliografia

BibliografiaModifica

  • AAVV. La voce dei bambini d'Africa: Storie e lotte di piccoli lavoratori (titolo originale: Voix des enfants d'Afrique). Terre di Mezzo 2006

Voci correlateModifica