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Nándor Éber

Nándor Éber (nato Eberl Ferdinandus Balthasar Bartholomeus) (Budapest, 23 maggio 1825Budapest, 27 febbraio 1885) è stato un giornalista e militare ungherese naturalizzato britannico, prese parte alla spedizione dei Mille.

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BiografiaModifica

Naque a Buda da János ragioniere di corte e Mária Jakubicska .

Studiò legalmente all'Università di Scienze di Budapest per poi avviare un'insolita carriera diplomatica studiando all'Accademia d'Oriente di Vienna. Completato il corso annuale, lavorò per alcuni mesi nel ministero degli Esteri, per poi essere nominato segretario dell'Ambasciata di Costantinopoli all'inizio del 1848. A marzo, lasciò il lavoro e tornò in patria (che si era resa indipendente).

Nel 1851 andò in Inghilterra, dove studiò scienze militari. Le sue conoscenze militari, politiche e diplomatiche gli permisero di lavorare nel campo giornalistico come corrispondente del The Times in Oriente.

Tra il 1853 e il 1856 partecipò alla Guerra di Crimea con i turchi.

Eber giunse in Sicilia, dove nella città di Palermo il 16 luglio 1860[1], partecipò alla formazione della legione ungherese. Questa inizialmente contava 50 uomini che arrivarono a essere 500 volontari. La Brigata, denominata "Eber", racchiuse tutti i combattenti stranieri e fu guidata da Eber con il grado di colonnello brigadiere e dal tenente colonnello Lajos Tukory, che cadde a Palermo il 29 maggio 1860. Passata al comando di Stefano Turr, divenuto in quei mesi governatore di Napoli, fu utilizzata per reprimere focolai di rivolta in provincia di Avellino, fino al Plebiscito. Turr fu posto in congedo nel dicembre 1861, mentre Eber aveva lasciato l'Italia nell'ottobre 1860[2].

Dopo la campagna, si dimise dall'esercito italiano e lavorò come giornalista in Francia, Italia e Inghilterra.

Nel 1867, con la salita al trono di Francesco Giuseppe Asburgo tornò in patria.

Nel 1883 fu eletto membro del Consiglio di amministrazione delle linee ungheresi delle Ferrovie dello Stato austriache.

NoteModifica

  1. ^ La legione ungherese contro il brigantaggio, Volume 1, di Andrea Carteny Edizioni Nuova Cultura, Roma 2012 pag. 19
  2. ^ Gli esuli ungheresi che hanno partecipato al Risorgimento italiano da literary.it

Voci correlateModifica

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