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NGC 6888

resto di supernova nella costellazione del Cigno
Crescent Nebula
Resto di supernova
Crescenthunter.jpg
NGC 6888
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data1792
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneCigno
Ascensione retta20h 12m 06.4s
Declinazione+38° 21′ 18″
Distanza4700 a.l.
(1441 pc)
Magnitudine apparente (V)10.0 (b)
Dimensione apparente (V)20' x 10'
Caratteristiche fisiche
TipoResto di supernova
Galassia di appartenenzaVia Lattea
Dimensioni16 a.l.
(5 pc)
Caratteristiche rilevantiNebulosa a riflessione
stella di Wolf-Rayet all'interno
Altre designazioni
C 27, LBN 203; Sh2-105; H IV-72; GC 4561
Mappa di localizzazione
NGC 6888
Cygnus IAU.svg
Categoria di resti di supernova

Coordinate: Carta celeste 20h 12m 06.4s, +38° 21′ 18″

NGC 6888 (nota anche come Nebulosa Crescente o con la sigla C 27) è una nebulosa diffusa visibile nella parte meridionale della costellazione del Cigno.

OsservazioneModifica

Si individua 2,5 gradi a sud-ovest della stella γ Cygni, subito ad ovest di un ricchissimo campo stellare, in cui sono inclusi oggetti come M29 e IC 4996. La parte più intensa della nebulosa si trova ad occidente, e forma un arco esteso più in declinazione che in ascensione retta; questa caratteristica ha fatto sì che la nebulosa fosse chiamata crescente, poiché presenta la "gobba" a ponente, come la Luna in fase crescente. Per individuarla occorre un telescopio, anche se di piccola apertura; un binocolo consente di intravederla appena in condizioni di cielo nitido.

CaratteristicheModifica

 
La nebulosa attraverso piccoli strumenti.

La nube risplende per riflessione, a seguito dell'energia ricevuta durante l'esplosione della stessa supernova. Nel giro di pochi millenni si prevede che l'oggetto svanirà del tutto, disperdendosi nel mezzo interstellare. I gas della nebulosa appaiono centrati su una stella di Wolf-Rayet (HD 192163), che si trova ora al suo interno; questa stella sarebbe anche la responsabile della nebulosa, che costituirebbe il materiale degli strati più esterni della stella espulsi, che avrebbero poi colliso con altre nebulose creando così la forma che si osserva. Secondo altri studi si tratterebbe invece di un resto di supernova la cui stella progenitrice faceva parte del sistema di HD 192163. La nebulosa si estende nello spazio per una dimensione di circa 16 anni luce.

BibliografiaModifica

LibriModifica

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celestiModifica

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlateModifica

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