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Ogerio Alfieri

scrittore italiano
Ogerio Alfieri da una miniatura del liber vetus, del XII secolo

Ogerio Alfieri (1230 circa – 1294 circa) è stato uno scrittore italiano, autore di una Cronaca della città di Asti.

BiografiaModifica

Ogerio Alfieri apparteneva al ramo Alfieri dei consignori di Mombercelli, una delle famiglie nobili ghibelline più importante di Asti.
Ricoprì importanti cariche pubbliche in seno al Comune, tra cui le cariche di "sapiens" (nel 1292), quella di "sacrista Comunis" nel 1293 (cioè depositario degli atti pubblici) e fu parte attiva nella trascrizione delle carte del "liber vetus", nel 1292, su ordine del Podestà Guglielmo Lambertini.
Guglielmo Ventura inoltre afferma che all'Alfieri venne affidata la custodia di un ricco padiglione (il Tentorium magnum), sottratto in guerra al marchese Guglielmo VII del Monferrato e trasportato trionfalmente in città, con venti buoi aggiogati.
Ebbe un figlio, Bartolomeo.

La CronacaModifica

«Sebbene la città di Asti subì molti danni dagli imperatori, dai sommi pontefici, dal vescovo e dalla chiesa di Asti , dalla contessa Alasia (Adelaide), dai marchesi del Monferrato, dai conti di Biandrate, dai marchesi del Vasto, dai conti di Savoia, dal signor Carlo (I d'Angiò) fratello del re di Francia (Luigi IX il Santo) e re di Sicilia, nonché conte di Provenza,dai castellani di Torresana, dai castellani di oltre Tanaro, dai castellani dell'Astisio, dagli Alessandrini, dai Milanesi, dai falsi cittadini astesi e da molte altre persone»

(Dalla Cronaca di Ogerio Alfieri)

La Cronaca di Ogerio Alfieri, consta di 44 brevi frammenti che vanno dall'origine della città di Asti, al leggendario ampliamento della città da parte di Brenno nel 380 a.C., passando per gli scontri col Barbarossa, all'espansione delle casane astigiane fino al 1294 (probabile anno di morte dell'autore). I brevi capitoli sono scritti in un latino chiaro e semplice, con un linguaggio distaccato, quasi notarile. In questi scritti compaiono già termini in lingua volgare, come Francia, guerra, gabia, quarterium, segnorìa.

L'originale della Cronaca non è mai stato trovato, ma esiste una copia del XIV secolo e quattro copie posteriori tutte datate al XVI secolo. La copia più antica è inclusa nel Codex Astensis o de Malabayla. Delle quattro copie cinqucentesche, due sono state utilizzate dall'abate Malaspina nei suoi "Scriptores", una copia venne trascritta dal monaco cistercense Lorenzo Salvai, la quarta copia è conservata presso L'archivio di Torino.

Il panorama politico al tempo di Ogerio AlfieriModifica

Nel XIII secolo, il Piemonte presenta una certa stabilità politica, Asti è nel periodo massimo della sua espansione territoriale, e il cronista può compiacersi della grandezza del comune. Il governo ha una netta prevalenza popolare, con la presenza però, al contrario di molte altre realtà cittadine, di rappresentanti della nobiltà locale.
Nel quadro, alcune volte stucchevole della grandezza di Asti, in alcuni passi della cronaca, cominciano ad emergere i malesseri che affliggeranno la società astigiana nei secoli a venire: le lotte civili e la sempre più ingombrante intromissione nella politica interna delle forze signorili esterne.

Non a caso il capitolo 41 si intitola "Di alcuni cittadini pieni di falsità, ignavia e inganno", asserendo che:

«...costoro talvolta fingono di fare qualcosa di buono per l'utilità del comune e tuttavia agiscono così per poter meglio rapinare e sottrarre in gran quantità gli averi del comune...»

La pubblicazioneModifica

La breve cronaca di Ogerio, probabilmente fa parte di un sua opera più vasta, che il poeta astigiano Antonio Astesano nel XV secolo aveva consultato interamente. Questa tesi è avallata da una postilla presente sulla copia della "cronaca", presso la biblioteca Consorziale Astense, fatta dall'abate Filippo Malabaila nel XVII secolo, che così annota: «Extracta de Cronca astensis edicta per Ogerium Alferium».

La cronaca, venne trascritta nell'XI tomo dei Rerum italicarum Scriptores, e in seguito fu raccolta nel volume V degli Historiae Patriae Monumenta, ordinata dal re Carlo Alberto di Savoia nel 1848. Tra il 1903 e il 1906, su traduzione dei fratelli Ottolenghi, il prof. Vincenzo Ratti e alcuni studiosi astigiani, vennero pubblicati i frammenti di cronaca di Ogerio Alfieri con il Codex Astensis in lingua italiana.

BibliografiaModifica

  • Bianco A. Asti Medievale, ed. CRA 1960
  • Bera G. Asti edifici e palazzi nel medioevo, Gribaudo Editore Se Di Co Lorenzo Fornaca 2004 ISBN 88-8058-886-9
  • Bordone R. Araldica astigiana, Allemandi 2001
  • De Rolandis Giuseppe Maria, Notizie sugli scrittori astigiani, II edizione, Asti 1912
  • Ferro, Arleri, Campassi Antichi Cronisti Astesi, ed. dell'Orso 1990 ISBN 88-7649-061-2
  • Gorrini Giacomo, Il Comune astigiano e la sua storiografia, Firenze 1884.
  • Grassi S. Storia della Città di Asti vol I, II, Atesa ed. 1987
  • Peyrot A. Asti e l'Astigiano, tip. Torinese Ed. 1983
  • V. Malfatto Asti, antiche e nobili casate, Il Portichetto 1982
  • Vergano L. Storia di Asti voll. 1,2,3 Tip. S.Giuseppe Asti 1953, 1957

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN268431066 · LCCN (ENn97074283 · GND (DE102534373 · BAV ADV11719259 · CERL cnp00294755 · WorldCat Identities (ENn97-074283