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Omar Ibn Abi Rabia (in arabo: عمر بن أبي ربيعة‎, ʿUmar b. Abī Rabīʿa) (La Mecca, 644La Mecca, 712) è stato un poeta arabo, celebre per le sue poesie d'amore (ghazal).

Il suo nome completo era Abū l-Khaṭṭāb ʿUmar b. ʿAbd Allāh b. Abī Rabīʿa b. al-Mughīra b. ʿAbd Allāh b. ʿUmar b. Makhzūm b. Yakāza b. Murra al-Makhzūmī.

Fu il tipico esponente della poesia d'amore cittadina, dai molti amori felici in contrasto con quella, beduina, definita ʿudhrita, di Jamil e Majnun, in cui l'amore era fedele e votato all'infelicità.

VitaModifica

Nacque alla Mecca, la stessa notte - era solito ricordare - in cui venne ucciso il califfo ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, vale a dire mercoledì 25 Dhu l-Hijja 23 H. (novembre 644)[1].

Tra i suoi tanti amori, quello più noto e da lui più celebrato nelle sue poesie fu quello per Thurayya bint ʿAlī b. ʿAbd Allāh b. al-Ḥārith, una bellissima e nobile discendente della famiglia degli Omayyadi, che peraltro andò poi in sposa a Suhayl b. ʿAbd al-Raḥmān b. Awf al-Zuhrī, che la portò con sé in Egitto. In tale occasione avrebbe composto dei versi in cui, prendendo spunto dai nomi Thurayya (designazione araba delle Pleiadi) e Suhayl (denominazione di Canopo), così si esprimeva:

«o tu che congiungi in matrimonio Thurayya e Suhayl, dimmi, te ne prego, come potranno essi mai incontrarsi? Quella sorge a nordest, questo a sudest!»

NoteModifica

  1. ^ Secondo Ibn Khallikan (Ibn Khallikan's Biographical Dictionary translate by Mac Guckin de Slane, Paris, Oriental Translation Fund of Great Britain and Ireland, vol. 3, 1868, p. 396 e vol. 2, 1843, p. 373.)

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN43325378 · ISNI (EN0000 0000 7992 9859 · LCCN (ENn86101840 · GND (DE118997181 · BNF (FRcb12356108g (data) · CERL cnp00402890 · WorldCat Identities (ENn86-101840
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