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(SC)

«Rosa chi ses de Venus raighina si no est jà finzione fabulosa: contra Venus s'armesit un'ispina, bessit su samben et naschet sa rosa, oh rosa rubicunda subraffina chi ses fiza de Venus amorosa! Oh odorifera, bella et grassiosa, chie no amat a tie no est humanu!»

(IT)

«Rosa che sei derivata da Venere, se non è un'immagine favolosa: una spina punse Venere, uscì il sangue e nacque la rosa, oh rosa colorata e sopraffina, che sei figlia dell'amore di Venere! Oh profumata, bella e graziosa, chi non ti ama non è umano»

(Luca Cubeddu, Bidu nd'happo de rosa et giuttu in manu)

Padre Luca Cubeddu, nato Luca Pio Cubeddu (Pattada, 19 marzo 1748Oristano, 1828), è stato un poeta italiano di lingua sarda.

BiografiaModifica

Nato a Pattada da un'umile famiglia era il primo di cinque fratelli, la mamma si chiamava Maddalena Deroma e il padre Gian Luca. Da bambino fu servo pastore ma e diede già da allora diverse dimostrazioni della sua attitudine alla poesia. Crescendo, poi, la sua fama di piccolo poeta si diffuse nel circondario e alcuni sacerdoti consigliarono la famiglia affinché mandasse il giovane a studiare. A undici anni fu mandato a studiare alle Scuole Pie di Sassari e a sedici espresse per la prima volta il desiderio di diventare padre. A ventidue anni, nel 1771, prese a Pattada i primi voti religiosi e nel 1773 fu ordinato sacerdote dal vescovo di Sassari Giuseppe Maria Incisa col nome di Padre Giuanne Pedru nonostante fosse conosciuto da tutti come Padre Luca (nome del padre). Insegnò grammatica latina per qualche anno nelle scuole aperte dagli Scolopi a Sassari, Tempio Pausania, Oristano, Isili e Cagliari. Visse tranquillamente per qualche anno, finché non ci fu una morte in chiesa e qualcuno diede la colpa proprio a lui. Si diede perciò alla macchia tra le campagne di Pattada e Bitti. Si dice che per anni, ogni domenica, diceva messa sotto una quercia dopo aver chiamato a raccolta tutti i banditi della zona. Negli ultimi anni di vita ritornò alla vita religiosa continuando a predicare ed insegnare.

Le sue opere più importantiModifica

  • Su cuccu e sa rondine (Il cucculo e la rondine). Su leone e s'ainu (Il leone e l'asino). Protesta de amore (Protesta d'amore). Sa femina onesta (La donna onesta).
  • Sa congiura iscoberta de sos troianos madamizantes: dramma sardu (La congiura scoperta dei troiani: dramma sardo).
  • Sa famosa Giuditta (La famosa Giuditta). Su rusignulu (L'usignolo). Ottava rima sarrada (Ottava rima serrata).
  • Apollo (Apollo). Sa dama incantadora (La dama incantatrice). Poesias sardas (Poesie sarde).
  • Lodes de sa bellesa (Lodi della bellezza)
  • Sos piagheres mundanos: cantigu in limba sarda logudoresa (I piaceri mondani: cantico in dialetto sardo logudorese).
  • Sa potenzia de Deus, o siat Veridade e grandesa de sa religione cristiana: cantigu cumpostu in limba sarda logudoresa (La potenza di Dio, ossia Verotà e grandezza della religione cristiana: cantico composto in dialetto sardo logudorese).
  • Sa rosa (La rosa). Sas tres rosas (Le tre rose). S'amante e sas deas de parnasu (L'amante e le dee del parnaso).
  • A nobilissima dama incantadora (A nobilissima dama incantatrice). Esagerazione amorosa (Esagerazione amorosa). Apollo cun sas musas d'Elicona (Apollo con le muse di Elicona).
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