Pandora Internet Radio

servizio di radio on-line
Pandora
sito web
Logo
URLPandora.com
Tipo di sitoRadio on-line
LinguaInglese
RegistrazioneOpzionale
CommercialeSi
ProprietarioLiberty Media (tramite la sua controllata Sirius XM Satellite Radio)
Creato daMusic Genome Project
Lanciogennaio 2000
Stato attualeSito attivo solo negli Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda ma servizio sospeso in Italia per problemi di licenze

Pandora Internet Radio è un servizio di radio on-line, nato negli Stati Uniti, che si appoggia al Music Genome Project.

Il servizioModifica

Effettuando una registrazione, il sito permette agli utenti di creare delle stazioni radio virtuali partendo dall'inserimento di un brano o di un artista che sia gradito all'utilizzatore. Il sistema sfrutta l'algoritmo creato appositamente dal Music Genome Project per cercare brani simili a quello segnalato dall'utente, e quindi riprodurre musiche che possibilmente piacciano all'ascoltatore.

L'algoritmo elaborato dal Music Genome Project analizza 400 diversi parametri del brano inserito dall'utente, che deve essere presente e catalogato nell'archivio di Pandora. La playlist che viene elaborata può essere quindi ascoltata come una radio, oppure gestita dall'utente stesso che, di ogni singolo brano, può decidere se saltarlo o contrassegnarlo come "gradito" o "non gradito" (servirà in futuro a riproporre le musiche di maggiore gradimento).

Poiché l'algoritmo seleziona i brani in base alle caratteristiche musicali e non in base alla popolarità dell'artista o delle vendite di questo, il servizio di Pandora è molto apprezzato dagli utenti, in quanto ha la capacità di "raccomandare" o "consigliare" in maniera del tutto automatica brani possibilmente poco conosciuti che però corrispondono o si avvicinano alle preferenze dell'utente.

È possibile scegliere tra due tipi di registrazione: una gratuita che comprende la pubblicità e un'altra a pagamento, senza pubblicità.

I brani che è possibile ascoltareModifica

L'archivio di Pandora è molto ampio: molte volte il sistema riconosce brani che è difficile reperire in commercio perché molto vecchi o ancora sconosciuti dal grande pubblico. Tuttavia, gli artisti presenti nell'archivio sono pressoché tutti statunitensi o stranieri che hanno pubblicato i loro dischi anche negli Stati Uniti. Questo a causa di alcune limitazioni imposte dagli accordi di licenza dei brani.

Le restrizioni legate al diritto d'autoreModifica

L'ascolto del brano è completo e la qualità di questo è ottimale; tuttavia, per ottemperare agli accordi con la RIAA sulle licenze relative ai brani, il servizio offerto da Pandora ha alcune limitazioni:

  • Il servizio è riservato ai soli cittadini che risultano essere statunitensi, con il "meccanismo" dell'individuazione dell'indirizzo IP mediante il quale ci si collega al sito; "meccanismo" peraltro aggirabile[1]. Fino a poco tempo fa invece veniva richiesto di inserire uno zip code di provenienza USA.
  • L'utente non può scegliere di riprodurre un brano o un artista specifico, che comunque potrebbe essere inserito dal sistema nella playlist che viene proposta in ascolto.
  • I brani che è possibile saltare (cioè non ascoltare per ascoltare quello successivo, scelto sempre dal sistema) nell'arco di un'ora sono limitati a 7.
  • Come già detto, gli artisti presenti nell'archivio sono pressoché statunitensi o stranieri che hanno pubblicato i loro dischi anche negli Stati Uniti.

Le decisioni del Copyright Royalty BoardModifica

Il 6 marzo 2007, il Copyright Royalty Board, accogliendo le richieste della RIAA, ha triplicato i tassi sulle royalty dei brani destinati allo streaming su internet, penalizzando di fatto quelle radio che offrono agli utenti l'ascolto libero o semi-libero delle musiche, così come fa Pandora.

Per protestare contro questa decisione, il fondatore di Pandora Tim Westergren si è unito insieme ad alcuni ascoltatori, ad artisti e ad alcune case discografiche nella SaveNetRadio Coalition ed ha spedito a tutti gli utenti del sito una e-mail in cui chiedeva di sottoscrivere una petizione da inviare ai rappresentanti al Congresso degli Stati Uniti.

Secondo Tim Westergren e i sostenitori del progetto Pandora, i nuovi tassi sulle royalty metteranno a dura prova l'esistenza delle radio on-line, e potrebbero portare Pandora al fallimento finanziario, quindi alla chiusura definitiva del sito.

Contro l'iniziativa si sono schierati i Pink Floyd, a salvaguardia del diritto alle royalty degli artisti[2].

NoteModifica

Voci correlateModifica

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