Apri il menu principale

Distribuzione e habitatModifica

Il neon è originario dell'Amazzonia, dove abita il bacino idrografico del fiume Solimões, frequentando acque torbide e calme[1].

DescrizioneModifica

Presenta un corpo corto, compresso ai fianchi, il dorso leggermente incurvato, il ventre arrotondato. La pinna caudale è trasparente, come tutte le altre pinne, e biforcuta. La livrea è molto appariscente: il dorso è grigio, composto da fittissimi e minuti puntini scuri; dall'occhio parte una fascia orizzontale azzurro elettrico con riflessi metallici che termina al peduncolo caudale[2]. La gola è grigia, il ventre bianco argenteo e rosso vivo, con una macchia che si allunga fino alla pinna caudale. I colori accesi sono impiegati per mantenere il contatto visivo con gli altri pesci del banco, soprattutto nelle acque fangose o ricche di tannini. La lunghezza massima registrata in natura è di 2,2 cm[1], mentre in acquario (dove può vivere molto più a lungo) gli esemplari possono giungere anche a 5 cm.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

Gregario, in natura nuota sempre in gruppi numerosi[1]. In cattività sarebbe sempre meglio allevarlo in gruppi da cinque individui in su necessita spazio per nuotare e folta vegetazione per nascondersi.

AlimentazioneModifica

È una specie onnivora dalla dieta molto varia, che comprende piante, insetti, vermi e piccoli crostacei[3].

RiproduzioneModifica

È oviparo e la fecondazione è esterna. Non ci sono cure verso le uova[4], che si schiudono in circa un giorno[1].

AcquariofiliaModifica

Fu importato per la prima volta in Europa nel 1936; inizialmente gli esemplari importati erano molto delicati e non facili da allevare[2]. Oggi invece quasi tutti gli esemplari presenti in commercio provengono da allevamenti del sud est asiatico, in particolare da Hong Kong ed è considerato un hardy fish[5]. Grazie ai suoi colori, alla sua robustezza e vivacità, il neon è uno dei pesci d'acquario più diffusi, anche se non si riproduce molto facilmente[2].

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Paracheirodon innesi, su FishBase. URL consultato il 20 agosto 2014.
  2. ^ a b c B. Ward, p. 95.
  3. ^ (EN) Food items reported for Paracheirodon innesi, su FishBase. URL consultato il 20 agosto 2014.
  4. ^ (EN) Reproduction of Paracheirodon innesi, su FishBase. URL consultato il 20 agosto 2014.
  5. ^ pag. 13-14, M. Bailey, P. Burgess (2002)

BibliografiaModifica

  • (EN) Fisch-Muller, S., Loricariidae-Ancistrinae (Armored catfishes), in Roberto E. Reis, Sven O. Kullander, Carl J. Ferraris (a cura di), Check List of the Freshwater Fishes of South and Central America, Porto Alegre, EDIPUCRS, 2003.
  • (EN) Brian Ward, The Aquarium Fish Survival Manual, Barron's Educational Series, 1995.
  • Mary Bailey, Peter Burgess,Tropical Fishlopaedia: A Complete Guide to Fish Care, Interpet Publishing (Ringpress), 2002, ISBN 1 86054102X

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci