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Parco Alessandrina Ravizza

parco di Milano
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1leftarrow blue.svgVoce principale: Milano.

Parco Ravizza
Milano parco Ravizza 1.jpg
Una veduta d'assieme
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
IndirizzoMunicipio 5
Caratteristiche
Tipoparco urbano
Superficie37.768 m2
Inaugurazione1902
GestoreComune di Milano
Ingressi
  • viale Toscana
  • via Bocconi
  • viale Bach
  • via Vittadini
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°26′52.04″N 9°11′32.73″E / 45.447789°N 9.192425°E45.447789; 9.192425

Il parco Ravizza è un parco pubblico di Milano, dedicato alla memoria di Alessandrina Ravizza in zona Università Bocconi.

È il primo a essere progettato lungo la circonvallazione, centro-sud della città a circa 200 metri in linea d'aria da ecopass.

StoriaModifica

L'area del parco Ravizza fu prevista in uno dei primi tentativi di espansione della città di Milano avvenuti sul finire dell'Ottocento. L'area venne già destinata a parco pubblico dal piano regolatore Beruto del 1889, ma venne realizzato solo nel 1902, quando venne completata la demolizione della cascina Camporicco che ne occupava lo spazio.

Il progetto definitivo fu steso dall'architetto Tettamanzi il quale articolò il parco Ravizza come l'area verde per il quartiere destinato a sorgervi attorno.

Il parco venne successivamente intitolato ad Alessandrina Ravizza, anticipatrice di molti temi femministi[1] e benefattrice della città dove si dedicò all'infanzia abbandonata e al problema del diritto allo studio delle donne. Il parco divenne molto popolare come ritrovo diurno di studenti a partire dagli anni quaranta dopo che venne costruita nei suoi pressi la nuova sede dell'Università Bocconi (1938-1941).

Impianto del parco, viali, alberi e attrezzatureModifica

Il parco è, in pianta, un grande rettangolo affacciato sul viale Toscana, fronteggiato dal parco ex OM; gli altri lati sono disegnati dalle vie Ferdinando Bocconi, Vignola e Vittadini. Il viale Giovanni Sebastiano Bach,[2] chiuso al traffico dagli anni sessanta lo taglia in due proseguendo la viabilità esterna, mentre il largo viale Giovanni Brahms ha andamento sinuoso e si raccorda, attraverso viali minori, al largo Ludovico Beethoven: i viali, secondo il gusto del tempo, sono affiancati da numerosi alberi di alto fusto, di cui è ricco l'intero parco. Tra le essenze ricordiamo: l'acero americano, l'ailanto, il cedro deodara, il cedro dell'Atlante, il platano, varie specie di quercia, la sophora, il tiglio, il pioppo nero, il bagolaro, il carpino, l'olmo e lo spino di Giuda.

NoteModifica

  1. ^ Emma Scaramuzza La santa e la spudorata. Alessandrina Ravizza e Sibilla Aleramo
  2. ^ Il nome, come i seguenti, ha la grafia italiana secondo la toponomastica municipale

BibliografiaModifica

  • Liliana Casieri, Lina Lepera; Anna Sanchioni, Itinerari nel verde a Milano, supervisione botanica: Pia Meda; supervisione farmacognostica: Massimo Rossi; Illustrazioni e impaginazione: Linke Bossi, Consonni, Montobbio, Comune di Milano, settore ecologia, GAV.
  • AA. VV., Enciclopedia di Milano, Milano, Franco Maria Ricci Editore, 1997.

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