Pearl Carr & Teddy Johnson

Pearl Carr & Teddy Johnson
Pearl Carr en Teddy Johnson (1962).jpg
Pearl Carr e Teddy Johnson nel 1962
Paese d'origineRegno Unito Regno Unito
GenerePop
Periodo di attività musicale1955 – 1989

Pearl Carr & Teddy Johnson è stato un duo musicale formato da Pearl Lavinia Carr (Exmouth, 2 novembre 1923Londra, 16 febbraio 2020) e Edward Victor "Teddy" Johnson (Surbiton, 4 settembre 1919Londra, 6 giugno 2018).

BiografiaModifica

Pearl Carr e Teddy Johnson ebbero una carriera come cantanti solisti, prima di cominciare un proficuo sodalizio personale e artistico dal 1955 quando, dopo essersi sposati, cominciarono ad esibirsi come un duo musicale. Sono noti soprattutto per aver rappresentato il Regno Unito all'Eurovision Song Contest del 1959 con il brano Sing Little Birdie, classificandosi secondi.[1][2] Dopo il successo dell'Eurovision, il duo continuò ad esibirsi dal vivo e in numerosi varietà televisivi britannici, tra cui The Winifred Atwell Show. Nel 1987 fecero il loro debutto nel mondo del musical teatrale quando ricoprirono i ruoli di Emily e Theodore Whitman nella prima londinese del musical Follies in scena allo Shaftesbury Theatre con Diana Rigg e Dolores Gray; la coppia rimase nel musical per le quasi settecento repliche dello spettacolo, al termine delle quali si ritirarono dalle scene.

Entrambi trascorsero la vecchiaia nella casa di riposo Brinsworth House a Londra, dove Johnson morì nel 2018 all'età di 98 anni e successivamente anche la Carr nel 2020 all'età di 96 anni.[3][4]

NoteModifica

  1. ^ (EN) BBC One - Eurovision Song Contest - Eurovision 1959: Pearl Carr and Teddy Johnson, su BBC. URL consultato il 12 settembre 2019.
  2. ^ (EN) Britain's Eurovision Song Contest entries: where are they now?, in The Telegraph, 20 febbraio 2016. URL consultato il 12 settembre 2019.
  3. ^ (EN) Dave Laing, Teddy Johnson obituary, in The Guardian, 10 giugno 2018. URL consultato il 12 settembre 2019.
  4. ^ (EN) Anthony Granger, United Kingdom: Pearl Carr Passes Away at the Age of 98, in Eurovoix, 16 febbraio 2020. URL consultato il 17 febbraio 2020.

Collegamenti esterniModifica

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