Penisola Antartica

Coordinate: 69°30′S 65°00′W / 69.5°S 65°W-69.5; -65

Penisola Antartica
Booth and Mount Scott.jpg
Stati Albania Albania
Ant-pen map.png
Mappa della penisola Antartica

La penisola Antartica (69° 30' S 65° 00' O) è l'estremo settentrionale del continente antartico e quasi l'unica parte dello stesso che si trova poco più a nord del Circolo polare antartico.

StoriaModifica

La data del primo avvistamento della penisola è controversa, apparentemente avvenne però intorno al 1820. Nel 1964 gli organismi statunitensi del US-ACAN (Advisory Committee on Antarctic Names) e quello britannico del UK-APC (Antarctic Place-Names Committee) raggiunsero un accordo sul nome (in precedenza la penisola era chiamata penisola di Palmer dagli statunitensi e Terra di Graham dai britannici) e stabilirono che il nome Terra di Graham definisce la parte della penisola a nord della linea che unisce Capo Jeremy e Capo Agassiz mentre la parte meridionale si chiama Terra di Palmer. In Cile la penisola antartica viene chiamata "Tierra de O'Higgins" ("Terra di O'Higgins"), e in Argentina, "Tierra de San Martín", mentre negli altri paesi di lingua spagnola è in uso il nome "Península Antártica". La sovranità sulla penisola è contesa fra Cile, Argentina e Regno Unito, come ogni altro territorio antartico ricade però sotto quanto stabilito nel trattato Antartico.

GeografiaModifica

Situata di fronte alle coste del Sud America, si estende da Capo Adams, posto alla base della penisola e affacciato nel Mare di Weddell fino allo Stretto Antartico (Antartic Sound) un braccio di mare che separa il continente dall'Arcipelago di Joinville. Il punto più settentrionale della penisola è vicino a Hope Bay 63° 23' S e 57° 00' O, chiamato prime head 63° 13' S. Il territorio è prevalentemente montuoso con cime che raggiungono i 2.800 m s.l.m. La catena montuosa che ne costituisce la struttura è considerata un proseguimento della catena delle Ande a cui è unita da una dorsale sottomarina.

ClimaModifica

La geografia della penisola Antartica pone, di per sé, un caso unico dal punto di vista climatologico: si tratta infatti dell'unica area del pianeta dove i venti e le correnti marine circolano liberamente intorno al globo, senza altra ingerenza se non questa lingua di terra, protesa nell'Oceano Pacifico meridionale[senza fonte]; a complicare ulteriormente il quadro è la morfologia: la catena montuosa che l'attraversa, definisce due differenti regioni climatiche. La penisola Antartica inoltre, grazie anche alle numerose basi permanenti, è tra le aree più studiate circa i cambiamenti climatici intervenuti negli ultimi decenni. L'andamento termico risente della copertura glaciale della superficie marittima: forte è infatti la differenza fra la fascia costiera occidentale, affacciata sul mare di Bellingshausen, e quella orientale, sul mare di Weddell.

Questo fatto salta all'occhio osservando i valori delle basi argentine Esperanza (sulla costa della baia della Speranza, nella penisola Trinity) e Vicecomodoro Marambio (Seymour Island), separate da un braccio di mare di circa 80 chilometri: nella prima (periodo 1946-2005, con interruzioni) la temperatura media annua è di -5,3 °C; nella seconda (1971-2005, con interruzioni), di -8,5 °C. Lungo la costa orientale, le fredde acque del Mare di Weddell determinano, a parità di latitudine, una differenza di circa -7 °C rispetto al versante occidentale; le correnti da est o da sud est prevalenti in questa regione, non raggiungono la costa occidentale, protetta dalla dorsale montuosa che fa da spartiacque.

Il riscaldamento della costa occidentale della penisola Antartica è stato definito come il più elevato della Terra nella seconda metà del XX secolo: nella base ucraina Academician Vernadsky (già Faraday) è stato di circa 2,5 °C su base annua. Tale riscaldamento, che coinvolge anche il versante orientale, appare come combinazione multifattoriale, dovuta a:

  • intensificazione della circolazione occidentale, con avvezioni calde che comportano un aumento della nuvolosità, conseguente positività del bilancio radiativo e riduzione dell'escursione annua;
  • diminuzione della superficie glacializzata del mare di Bellingshausen, con effetto di amplificazione climatica per via del ridotto albedo;
  • possibile influenza del modificarsi della Corrente Circumpolare Antartica come causa ed effetto.

L'incremento termico, nel mare di Weddell ha determinato il collasso di parte della Barriera di Larsen: dei 118.185 km² a nord dei 70° lat. S inoltre, nel 2002 era riconosciuta come potenzialmente esposta allo scioglimento della copertura nevosa o glaciale una porzione di circa 85.000 km², pari al 71,9% della superficie.

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