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Pescarzo (Capo di Ponte)

frazione del comune italiano di Capo di Ponte
Pescarzo
frazione
Pescarzo – Veduta
Panorama di Pescarzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
ComuneCapo di Ponte-Stemma.png Capo di Ponte
Territorio
Coordinate46°01′59″N 10°19′42″E / 46.033056°N 10.328333°E46.033056; 10.328333 (Pescarzo)Coordinate: 46°01′59″N 10°19′42″E / 46.033056°N 10.328333°E46.033056; 10.328333 (Pescarzo)
Altitudine612 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale25044
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantipescarzesi
PatronoSS. Vito, Modesto e Crescenzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pescarzo
Pescarzo

«A' mano sinistra sopra Cemo, piegando alquanto tra mattina e settentrione, luogo di rettoria parochiale, sotto il titolo di s.Vito e Modesto, si ritrova, detto Pescarzo di sopra, à differenza dell'altro di Breno»

(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698[1])

Pescarzo (Pehcàrh in dialetto camuno[2]) è una frazione del comune di Capo di Ponte. Esistono due paesi con questo nome in Valle Camonica, l'altro si trova nel comune di Breno.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il paese sorge sulla sponda nord della valletta del Clegna, in posizione dominante sulla media Valle Camonica, a ridosso di un piccolo altipiano. Il borgo medioevale di Pescarzo è il luogo che sa farci riconoscere la nostra identità. Camminando tra i vicoli, qualcosa di straordinario pervade l'anima del visitatore: un'armonia tra luogo ed espressione, nei semplici gesti degli artigiani, tra i sorrisi dei bimbi e gli sguardi pieni di storia degli anziani. Pescarzo è rimasta a testimoniare per secoli il senso della nostra storia e continua a darci la possibilità di immergerci in tanta purezza.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.
 
Pescarzo (in alto a destra)

Sabato 4 aprile 1299 i consoli della vicinia di Pescarzo si recano ad Cemmo dove è presente Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi. Qui giurano secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagano la decima dovuta. Assieme agli uomini di Sellero dovevano far da guardia al castello di Cemmo.[3]

Il borgo attuale è di struttura medievale, ma è stata rinvenuta una abitazione alpina dell'età del ferro che conferma l'antropizzazione della zona già a quel tempo. I reperti sono conservati al Museo di Cividate Camuno.

Nel 1987 si è proceduti in un progetto pilota di restauro conservativo, al fine di valorizzare il centro storico del paese.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Le chiese di Pescarzo sono:[4]

  • Parrocchiale di San Vito, Crescenzio e Modesto, costruzione seicentesca, fatta erigire su consiglio di San Carlo Borromeo.
  • Chiesa di San Rocco

Tradizioni e folcloreModifica

La frazione durante l'estate conta circa 300 abitanti,ma di inverno e d'autunno 150.

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Pescarzo di Capo di Ponte è Bàsoi .[5] Immaginarti · La nostra storia “ImmaginArti” a Pescarzo di Capo di Ponte nasce nel 2000, grazie ad un'idea di Emilio Visconti, fondatore della Scuola Bottega di Bienno. L'intento della mostra è quello di radunare nel caratteristico borgo tardomedioevale un insieme di artigiani locali e provenienti dall'esterno per far rivivere la cultura e la tradizione dell'artigianato, ormai largamente perduta. Agli abitanti del borgo viene chiesto di mettere a disposizione i locali a pian terreno delle abitazioni, i cortili interni, i fondaci e le cantine, che si trasformano per alcune sere d'estate in altrettante botteghe di artigianato tradizionale e sono aperte all'affluenza dei visitatori, che possono - ad un tempo - visitare il centro storico ed ammirare le creazioni in mostra ed il lavoro dei maestri artigiani all'opera. ImmaginArti” è una manifestazione che raccoglie oltre settanta Maestri Artigiani provenienti dalla Vallecamonica e dal centro e nord Italia, che per nove giorni espongono le proprie opere nel centro storico. Grazie alla tradizionale ospitalità degli abitanti, cortili e cantine si trasformano in altrettanti laboratori e botteghe che diventano esposizioni aperte ai numerosissimi visitatori. Le strade, illuminate col fuoco di mille ceri, ogni sera si popolano di ospiti, musici e saltimbanchi in una grande festa che si protrae fino a notte fonda. Immaginarti • I nostri artigiani I Maestri Artigiani espongono esclusivamente prodotti che sono il frutto della propria abilità creatività e fantasia, spaziando dalle attività di artigianato tradizionale, alle sperimentazioni polimateriche e alle applicazioni artistiche. Ai maestri provenienti dalla Vallecamonica e da altre zone dell'Italia centrosettentrionale, si affiancano inoltre numerosi artigiani e hobbisti della comunità locale, facenti parte dell'Associazione “Arti Camunorum”. I generi presenti a “ImmaginArti” sono soprattutto la pittura, la scultura, l'intaglio del legno, la lavorazione della pietra, la tessitura tradizionale, l'oreficeria e l'argento, il rame ed i metalli, la lavorazione della ceramica, il ricamo, la sartoria, l'intreccio, il restauro, la fotografia, l'affresco e l'acquarello. Eccezionalmente, sono presenti lungo il percorso espositivo allestimenti di associazioni non profit e degustazione e vendita di prodotti tipici locali.

visita il sito: www.immaginarti.it

EconomiaModifica

Il paese era famoso per l'estrazione di ardesia (piòda in dialetto camuno), un tempo usata per i tetti delle case. Alla fine del seicento Gregorio Brunelli cita la copiosità di questa pietra predona.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 290.
  2. ^ Tratto da: Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 162.
  3. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, ottobre 1994, p. 306.
  4. ^ Tratto da: Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 112.
  5. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 163.
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