Piazza della Repubblica (Milano)

piazza di Milano
Piazza della Repubblica
Milano piazza Repubblica panorama.jpg
Vista panoramica
Nomi precedentiPiazzale Stazione Centrale
Piazzale Fiume
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàMilano
Informazioni generali
Tipopiazza
Superficie73,500
Costruzione1865
Mappa

Coordinate: 45°28′45.16″N 9°11′51.73″E / 45.479211°N 9.197703°E45.479211; 9.197703

Piazza della Repubblica è un'importante piazza di Milano, posta a nord del centro storico, lungo la circonvallazione delle mura spagnole.

La piazza, con i suoi 73.500 m² è tra le maggiori della città e d'Italia per superficie[1]. Ricca di spazi verdi, vi si affacciano edifici alti (tra cui la "Torre Breda"), il monumento dedicato a Giuseppe Mazzini e alberghi di prestigio.

StoriaModifica

 
Il piazzale antistante alla vecchia Stazione Centrale di Milano, poi diventato piazza della Repubblica
 
Pali nella piazza che recano i segni del bombardamento di Milano dell'agosto 1943
 
La roggia Balossa in piazza della Repubblica verso via Tarchetti a Milano prima della sua copertura
 
La piazza nel 1941, prima della costruzione della Torre Breda

La piazza fu aperta intorno al 1865 per servire l'allora nuova Stazione Centrale (il tracciato ferroviario correva sugli odierni viali Tunisia, Ferdinando di Savoia e Liberazione).

La costruzione della stazione rese necessaria l'apertura di una nuova strada radiale (l'attuale via Turati) per il collegamento con il centro cittadino; la nuova strada attraversava il bastione allora esistente tramite un sottopasso, battezzato Barriera Principe Umberto.

La nuova piazza racchiudeva un grande giardino centrale, intorno al quale correva il traffico carrabile e tranviario diretto alla stazione.

Negli anni venti del XX secolo la piazza, fino ad allora nota come Piazzale Stazione Centrale, prese il nome di Piazzale Fiume in onore della città del Carnaro.

Nel 1927 venne costruito l'Hotel Principe di Savoia.

Nel 1931 la Stazione Centrale fu chiusa e sostituita dall'attuale, posta circa 1 km più a nord; la piazza fu pertanto allargata, sia verso nord (sull'area già ferroviaria), sia verso sud (sull'area del bastione abbattuto), assumendo l'aspetto attuale. Negli stessi anni trenta furono realizzati gli imponenti edifici residenziali che ancora caratterizzano la piazza.

Anche se in maniera minima, la piazza reca ancora i segni del pesante bombardamento alleato che la città subì nell'agosto 1943. Su alcuni degli alti pali in ferro che reggono i cavi dei tram sono presenti i segni e i buchi delle schegge delle bombe esplose, che in alcuni casi li trapassarono da parte a parte lasciando delle vistose slabbrature verso l'esterno.[2]

Dopo il 2 giugno 1946 alla piazza fu cambiato il nome in quello attuale per celebrare la proclamazione della Repubblica.

Edifici notevoliModifica

Sulla piazza si affacciano numerosi edifici di valore architettonico.
Sul lato sinistro:

Sul lato destro:

TrasportiModifica

La piazza è servita dall'omonima stazione sotterranea delle "linee S", posta sul passante ferroviario, e dall'omonima fermata della linea M3 (gialla) della metropolitana. È anche un importante nodo della rete tranviaria cittadina (linee 1, 9 e 33).

NoteModifica

  1. ^ Classifica delle Piazze più grandi d'Italia Travel365.it
  2. ^ Polidoro, Massimo. Milano insolita e segreta, Jonglez, 2012, pag. 172, ISBN 978-2-36195-002-6
  3. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 226
  4. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 175
  5. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 275
  6. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 488
  7. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 190
  8. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 327
  9. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 388
  10. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 184
  11. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 282
  12. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 326
  13. ^ Gramigna, Mazza, op. cit., p. 262

BibliografiaModifica

  • Maurizio Grandi, Attilio Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Bologna, Zanichelli, 1980, ISBN 88-08-05210-9.
  • Giuliana Gramigna, Sergio Mazza, Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano, Hoepli, 2001, ISBN 88-203-2913-1.

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