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Pierre-Edme Balzac

BiografiaModifica

Pierre-Edme Balzac nacque in Francia nel 1705 circa, figlio di Louis Balzac, impiegato della corte e di Etiennette Moyon,[1] e fu un celebre argentiere,[2]uno dei più importanti di Parigi nella sua epoca.[3]

Assieme al fratello Jean-François iniziò un apprendistato sotto François Marteau, argentiere du Roi aux galleries du Louvre.[1]

Registrò il suo marchio a Parigi nel 1739; nel 1781 si ebbero notizie che fosse ancora vivente, anche se dai marchi dei suoi lavori non risultò più attivo del 1775.[2]

Pierre-Edme Balzac ottenne la carica di maestro argentiere per privilegio di corte nel 1739.[4]

Diventò famoso soprattutto per una coppia di candelieri realizzati nel 1767, che si distinse per la miscela di elementi rococò e altri di tendenza già classicheggiante.[2] Generalmente i suoi candelieri si caratterizzarono per una ricca decorazione laterale, con cascate di gioielli.[5]

Tra le opere di Balzac più apprezzate vi furono la zuppiera e il suo pezzo compagno (al Museo del Louvre); Balzac contribuì anche al servizio delle zuppiere, dei refrigeratori per vino e delle ampolle negli anni 1757-1761.[3] Le zuppiere di Balzac furono famose per i loro ornamenti in stile rococò con temi di caccia, un tema molto popolare tra l'aristocrazia e la corte,[6] per i pinnacoli altamente scultorei, per i quattro piedi a forma di gambi di sedano, per le foglie di sedano che coprono i lati, formando le maniglie;[6] un bordo decorato da foglie di quercia circonda il coperchio, sormontato da un gruppo scolpito a tutto tondo, raffigurante un cervo attaccato da due segugi,[6] ed è possibile che questa scena in cima all'opera alluda al tipo di stufato che potrebbe contenere la zuppiera.[3][6] La zuppiera era originariamente accompagnata da un grande stand ovale.[3]

Tra i musei principali che conservano ed espongono le sue opere, si possono menzionare il Museo del Louvre e il Metropolitan Museum of Art.[7]

Suo fratello Jean-François (1711-1766), ottenne la carica di maestro nella stessa arte per privilegio di corte nel 1749 e confermato nella Corporazione nel 1755.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Jean-François Balzac, su richardreddingantiques.com. URL consultato il 12 maggio 2019.
  2. ^ a b c d Pierre-Edme Balzac, in le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 25.
  3. ^ a b c d (EN) Edme-Pierre Balzac, su metmuseum.org. URL consultato il 12 maggio 2019.
  4. ^ (EN) Pierre-Edme Balzac, su metmuseum.org. URL consultato il 12 maggio 2019.
  5. ^ (FR) Paire de flambeaux – Edmé-Pierre BALZAC – Paris 1766, su serret-portier-expertises.com. URL consultato il 12 maggio 2019.
  6. ^ a b c d (EN) Tureen and platter, su louvre.fr. URL consultato il 12 maggio 2019.
  7. ^ (EN) Edme-Pierre Balzac, su artcyclopedia.com. URL consultato il 12 maggio 2019.

BibliografiaModifica

  • (EN) R. Came, Silver, Londra, 1962.
  • (ES) Carles Codina, Orfebrería, Barcellona, Parramón, 2010.
  • (ES) Sergio Coradeschi, Plata, Madrid, Anaya, 1994.
  • (EN) F. Dennis, Three Centuries of French Domestic Silver, New York, 1960.
  • (DE) Carl Hernmarck, Die Kunst der europäischen Gold- und Silberschmiede von 1450 bis 1830, Monaco di Baviera, Beck, 1978.
  • (DE) Claudia Horbas e Renate Möller, Silber von der Renaissance bis zur Moderne. (Fakten, Preise, Trends), Monaco di Baviera, Deutscher Kunstverlag, 2000.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica