Pietro Centranico

doge della Repubblica di Venezia
Pietro Centranico
Doge di Venezia
Stemma
In carica 1026-1032
Predecessore Ottone Orseolo
Successore Domenico Flabanico
Nome completo Pietro Centranico Barbolano (Salamon)

Pietro Centranico, o Barbolano, poi Salamon (Eraclea, ... – dopo il 1032), fu il 28º doge della Repubblica di Venezia.

BiografiaModifica

Non proveniva da una famiglia "nuova", ma nemmeno particolarmente importante. I Centranico, che sarebbero un ramo dei Barbolani (da qui il doppio cognome del doge, che assunse inoltre - secondo talune fonti - il cognome Salamon)[1][2][3], compaiono nei documenti già nel 982 e poi ancora nei secoli seguenti, ma con frequenza scarsa; inoltre, nessun altro membro sembra aver raggiunto cariche di rilievo[4].

Fu eletto dall'assemblea dei nobili nel 1026, dopo la deposizione del predecessore.

Pietro Barbolano cercò di ottenere dall'imperatore d'occidente Corrado II il rinnovo dei privilegi commerciali, ma non ci riuscì; nel frattempo l'imperatore aveva costretto papa Giovanni XIX a convocare un sinodo per confermare la supremazia del Patriarca d'Aquileia, all'epoca Poppone, nei confronti del patriarcato di Grado, gradito invece a Venezia e Bisanzio. Gli ungheresi intanto, dopo il matrimonio del predecessore Ottone Orseolo con la principessa Elena di Ungheria, vantavano dei diritti sulla Dalmazia veneziana.

Approfittando dell'assenza da Venezia di Domenico Flabanico, responsabile della deposizione di Ottone Orseolo, gli Orseolo catturarono il doge, gli rasarono barba e capelli e lo esiliarono a Costantinopoli, richiamando in patria il loro parente. Questi non rientrò subito ma nominò reggente suo fratello Orso, patriarca di Grado; dopo un anno Ottone Orseolo morì in esilio e la sua famiglia elesse allora al dogado Domenico Orseolo. Il giorno successivo, l'assemblea popolare elesse invece Domenico Flabanico e Domenico Orseolo fuggì.

BibliografiaModifica

  • Claudio Rendina, I dogi. Storia e segreti, Roma 2003.
  • Andrea Castagnetti, Famiglie e affermazione politica, in Storia di Venezia, vol. I, Origini - Età ducale, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma 1992.

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane. Note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, vol. 2, Venezia, Filippi editore, 2009 [1863], s.v. "Salamon".
  2. ^ Casimiro Freschot, La nobiltà veneta, o' sia tutte le famiglie patrizie con le figure de suoi scudi et arme, Venezia, 1707, s.v. "Salamon".
  3. ^ Andrea Da Mosto, I dogi di Venezia, con particolare riguardo alle loro tombe, Venezia, Ongania ed., 1939, p. 44.
  4. ^ Andrea Castagnetti, Storia di Venezia, vol. 1: Origini - Età ducale. Famiglie e affermazione politica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1992.
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