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Pieve di Valdicastello

Pieve dei Santi Giovanni e Felicita
Pieve SS Felicita e Giovanni - Valdicastello.jpg
Veduta della Pieve
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàPietrasanta
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareGiovanni Battista e Felicita
Arcidiocesi Pisa
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXI secolo
Facciata e campanile
Interno

La Pieve dei Santi Giovanni e Felicita sorge in località Valdicastello, nel comune di Pietrasanta, in Versilia.

L'edificio è situato a poche centinaia di metri dalla Via Sarzanese, tracciato stradale che si sviluppa sull'antico percorso della via Francigena. Lungo questo asse viario nacquero e si svilupparono la maggior parte delle Chiese romaniche della Versilia, molte delle quali sono tuttora esistenti, come la Pieve di San Pantaleone o la Pieve di Santo Stefano a Camaiore.

La sua costruzione è iniziata probabilmente negli ultimi decenni dell'XI secolo, come si può desumere dalle caratteristiche stilistiche; non vi è tuttavia traccia di documenti che possano permettere una datazione precisa dell'opera. La Pieve dei Santi Giovanni e Felicita ebbe una grande importanza nell'evangelizzazione dei paesi circostanti fino almeno al 1387, anno della costruzione del Duomo di S. Martino a Pietrasanta. Essa estendeva infatti il suo controllo sul territorio e sulle Chiese di Pietrasanta e di Stazzema.

La costruzione attuale ha una lunghezza di circa 28m e una larghezza di circa 12m, si presenta come un edificio a tre navate privo di transetto, su schema basilicale, con un'unica abside e un campanile (alto circa 21 m) in facciata. La Chiesa è orientata con l'abside verso Est.

La Pieve si mostra oggi come il risultato di una serie di rifacimenti che si sono succeduti nel corso dei secoli. Soprattutto gli interventi del XV, XVI e XVII secolo ne hanno stravolto l'aspetto originario, risalente con molta probabilità, come abbiamo già detto, al XI-XII secolo.

Indice

StoriaModifica

La costruzioneModifica

Furono con certezza edificate nel XI-XII secolo le mura perimetrali costruite con bozze di tufo lavorate ad opera quadrata, la parte inferiore della facciata fino all'altezza del semipilastro d'angolo e l'abside. Risale allo stesso periodo anche il portale centrale composto da un architrave in marmo bianco sormontato da una lunetta che contiene al suo interno una finestra rotonda abbellita dalla presenza di una croce greca. Lo stile architettonico è quello romanico di discendenza lombarda.

Grande interesse destano le decorazioni marmoree delle mensoline absidali, della finestra monofora lato nord e dell'architrave in facciata. Esse rappresentano motivi tipici dell'arte medievale e la loro analisi ha contribuito in maniera decisiva alla datazione dell'opera. Vi sono scolpiti serpenti, testine umane, tori, cavalli e pecore, ed anche una bellissima figura di pellegrino con bastone.

È da sottolineare che alcune di queste decorazioni sono praticamente identiche a quelle presenti nella coeva Chiesa di Santa Maria Assunta di Stazzema; questo particolare permette di concludere che queste opere siano entrambe frutto del lavoro di un gruppo di “magistri lapicidi” operanti all'epoca in Versilia.

Gli interventi del XV secoloModifica

Dopo aver ottenuto l'autorizzazione vescovile nel 1408, l'architetto e scultore locale Bonuccio Pardini procedette al rialzamento generale dell'edificio, inquadrato com'era in un periodo storico in cui si tendeva a dare maggiore slancio verticale alle strutture. Altro elemento tipicamente gotico che fu aggiunto in questa fase è il rosone in facciata, evidentemente ispirato a quello presente nel Duomo di Pietrasanta.

Il Pardini inoltre inserì una decorazione in marmo composta da una serie di archetti a sesto acuto al termine dell'alzato della navata centrale.

Riguardo all'intervento quattrocentesco lo storico versiliese Santini affermò nel XIX secolo:

«innestò talmente col longobardico lo stile gotico tedesco, che è tuttora grata all'occhio per la sua severa struttura, ed elegante snellezza questa nostra Pieve.»

(Vincenzo Santini, Commentarii Versiliesi)

Interventi successiviModifica

Nel 1597 Vincenzo Bazzichi portò a compimento la costruzione del campanile, innestato nella parte destra della facciata. Gli esperti sono concordi nel ritenere che quest'opera fu comunque iniziata parecchio tempo prima, anche se successivamente alla prima fase costruttiva della Pieve.

La torre, in pietra e mattoni, a differenza del resto dell'edificio costruito interamente in tufo, si sviluppa su tre ordini sovrapposti di finestre, è a pianta quadrata ed ha un'altezza ragguardevole rispetto all'edificio della Chiesa.

Ad eccezione del prospetto meridionale, su ogni lato si aprono due monofore per ogni ordine. A causa dell'innesto del campanile, la facciata della Pieve perse la sua simmetria originaria, ed addirittura la copertura della navata centrale fu ridotta e spostata verso sinistra, cosicché il colmo del tetto non risulta più in asse con il rosone e il portale principale.

DescrizioneModifica

All'interno della Chiesa si possono ammirare gli affreschi del catino absidale che sono ritenuti tardo trecenteschi. Vi è rappresentato un Cristo Pantocrate benedicente, di pregevole fattura, simile a quello che troviamo nella vicina Pieve di Vallecchia. Sulla parete della torre campanaria all'interno della Pieve è dipinto un San Cristoforo col Bambino.

È presente inoltre la statua in bronzo di San Giovanni Battista, opera di Marcello Tommasi del 1971. Dello stesso artista sono le formelle bronzee del portone principale in facciata.

All'esterno della Pieve, precisamente nel cortile della canonica, ad impreziosire l'area del complesso della Chiesa, si erge un pozzo costruito nel 1559 da Giuseppe Stagi, figlio dello scultore pietrasantino Stagio Stagi.

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