Con ploidia si indica genericamente il numero delle serie (omologhe) di cromosomi presenti in una cellula. Ogni serie si simboleggia con la lettera N: una cellula con una sola serie di cromosomi avrà ploidia 1 (indicata con 1N) e si dirà dunque aploide; di una cellula in cui ogni cromosoma ha un omologo si dirà che ha 2N ovvero è diploide. Una cellula con più di due serie di cromosomi (3N, 4N…) si dirà poliploide. L'aggettivo aploide viene dalla combinazione di quello greco ἁπλόος (haplòos), semplice, singolo,[1] con il suffisso -ειδής (eidès), da εἶδος (éidos), aspetto.[2]

Facendo il caso dell'organismo umano, la aploidia 1N, la diploidia 2N e la poliploidia purché pari, sono condizioni che si definiscono di euploidia (buona ploidia). Infatti abbiamo, normalmente, cellule aploidi da 23 cromosomi, che sono quelle della linea germinale (spermatozoi e ovuli); cellule diploidi, che costituiscono la maggior parte dei tessuti (46 cromosomi, 23 coppie di omologhi); cellule poliploidi ovvero binucleate o polinucleate con un numero di cromosomi multipli del patrimonio diploide (4N=92, 6N=138, ecc.), per esempio alcuni epatociti (da 2N a 8N), megacariociti precursori delle piastrine (da 16N a 64N), sincizi muscolari, ecc.

Queste ultime poliploidie possono avvenire, a seconda del tipo cellulare, per formazione di sincizi (fusione di più cellule nucleate) o plasmodi (replicazione del genoma di una cellula non seguito da divisione cellulare). La poliploidia 3N, 5N, ecc. nell'uomo non è una condizione normale mentre in alcune piante diversissime poliploidie possono essere la norma.

La aneuploidia è la condizione in cui il numero totale di cromosomi di una cellula non è un multiplo di N (patrimonio aploide). Nell'uomo si possono verificare anomalie genomiche con eliminazione (monosomia) o aggiunta (trisomia) di un cromosoma, quindi si hanno 45 o 47 cromosomi. Anche le cellule tumorali acquisiscono, frequentemente, mostruose forme di aneuploidia.

Altri termini connessi con il concetto di ploidia sono:

  • autopoliploidia: condizione di un organismo (di solito vegetale) nel quale tutto il corredo cromosomico poliploide deriva da una singola specie (quella propria dell'organismo)
  • allopoliploidia: condizione di un organismo (solitamente vegetale) nel quale il corredo cromosomico poliploide deriva da due o più specie
  • nulliploidia: cellula senza nessun cromosoma 0N (globuli rossi e piastrine umani)

NoteModifica

  1. ^ Lorenzo Rocci, Vocabolario Greco Italiano, 37ª ed., Società editrice Dante Alighieri, 1993, p. 206.
  2. ^ aploide: documenti, foto e citazioni nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 4 dicembre 2021.

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