Polo (elettrotecnica)

Morsetto di un componente elettronico

Un polo, in elettrotecnica, si indica ciascuno dei morsetti elettrici di un componente elettrico.

DescrizioneModifica

Un componente elettrico dotato di 2 poli viene detto bipolo, mentre un componente elettrico dotato di 4 poli viene detto quadripolo.

In un bipolo (ad esempio una cella galvanica) operante in regime di corrente continua, si distingue tra un polo positivo (in cui si ha un potenziale elettrico più ridotto e una carica positiva, ovvero carenza di elettroni) e un polo negativo (in cui si ha un potenziale elettrico più alto e una carica negativa, ovvero eccesso di elettroni).[1][2]

Nel caso di componenti elettrici operanti in regime di corrente alternata, ogni polo può essere alternativamente positivo e negativo.

In elettrochimicaModifica

 
Rappresentazione di una cella galvanica. Al di fuori della cella, gli elettroni percorrono il circuito dal polo negativo (-) al polo positivo (+).

Nelle celle elettrochimiche:

  • il polo positivo è l'anodo nel caso delle celle elettrolitiche, mentre è il catodo nel caso delle celle galvaniche
  • viceversa, il polo negativo è il catodo nel caso delle celle elettrolitiche, mentre è l'anodo nel caso delle celle galvaniche.

Collegando i morsetti di una cella elettrochimica con un circuito esterno, il passaggio di elettroni al di fuori della cella avviene dal catodo all'anodo nel caso delle celle galvaniche, mentre nel caso delle celle elettrolitiche avviene in senso inverso (dall'anodo al catado).

Nell'uso comuneModifica

 
Rappresentazione di una pila stilo: sono visibili i simboli del polo positivo (+) in alto e del polo negativo (-) in basso.

Nelle applicazioni comuni, non viene indicato il segno della carica elettrica, ma il potenziale elettrico, questo può creare confusione, infatti il polo negativo (in chimica), che viene denominato polo positivo (per convenzione), è quello a potenziale maggiore e di carica elettrica negativa (eccesso elettroni), questo approccio si deve alla convenzione dell'elettricità, dove inizialmente la corrente veniva intesa come un fluido composto da elementi che si respingono tra loro ed un loro eccesso veniva indicato come segno positivo.
Per questo motivo nelle batterie, il polo a carica negativa è riconoscibile dal segno "+" impresso su un lato della batteria e viene chiamato polo positivo, mentre il polo a carica positiva è riconoscibile dal segno "-" e viene chiamato polo negativo. Per questo nelle applicazioni comuni la corrente scorre sempre dal polo positivo al polo negativo, in quanto la denominazione dei poli non segue quella della carica elettrica, ma del potenziale elettrico.[3]

Per fare un esempio pratico, nel caso di pile di sezione circolare (quali ad esempio le stilo e le mini-stilo) il polo negativo (carica elettrica positiva) è piatto, mentre il polo positivo (maggiore potenziale elettrico e carica elettrica negativa e concentrazione di elettroni) è più rialzato. In altre parole, "mettendo in piedi" la batteria il polo positivo è l'estremità più alta, mentre il polo negativo è l'estremità su cui si poggia.

NoteModifica

  1. ^ Elettrochimica (PDF), su chimica.unipd.it. URL consultato il 19 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2009).
  2. ^ Elettricità
  3. ^ Il circuito elettrico

Voci correlateModifica