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Pompeo Campana (Foligno, 9 settembre 1679Foligno, 9 gennaio 1743) è stato un tipografo italiano.

Storia editorialeModifica

Cresciuto alla bottega del cognato Niccolò Campitelli, dopo aver sperimentato per breve tempo una società con il libraio-tipografo Francesco Antonelli, apre a Foligno nei primi anni del Settecento un suo laboratorio e nel 1708 viene nominato "stampator pubblico". Dopo la sua morte, l'attività tipografica prosegue con la figlia Maria affiancata inizialmente dal marito Andrea Sgariglia; alla morte del marito, l’officina sarà diretta dalla sola Maria che assumerà Giovanni Tomassini da Pesaro, futuro marito della figlia Rosa Sgariglia e titolare, di lì a qualche anno, di un proprio laboratorio tipografico. Dopo la morte di Maria, il marchio di famiglia è utilizzato per qualche anno da Ottavio Sgariglia[1].

ProduzioneModifica

Si devono alla tipografia di Pompeo Campana la stampa degli "Avvisi" (poi "Gazzetta universale" successivamente stampata da Giovanni Tomassini), di almanacchi e lunari (dall’Apocatastasi celeste di Francesco Moneti, al Barbanera), di opere di Metastasio e Frezzi[2].

NoteModifica

  1. ^ Per un quadro più completo delle vicende legate alla successione del laboratorio di Campana e all’utilizzo del marchio dai suoi eredi, cfr. il profilo biografico Pompeo Campana, contributo inedito di Bruno Marinelli pubblicato sul sito del Centro studi Frezzi (sito consultato in data 10/12/2016).
  2. ^ Cfr. ancora la nota biografica sul sito del Centro studi Frezzi.