Ponte dei Leoni

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Ponte dei Leoni
Ponte dei Leoni 1.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàMonza
Coordinate45°35′02.74″N 9°16′39.8″E / 45.584094°N 9.277722°E45.584094; 9.277722Coordinate: 45°35′02.74″N 9°16′39.8″E / 45.584094°N 9.277722°E45.584094; 9.277722
Dati tecnici
TipoPonte ad arco
Materialepietra
Realizzazione
Progettistaing. Caimi
Costruzione1838-1840[1]
Mappa di localizzazione

Il Ponte dei Leoni è uno storico ponte sul fiume Lambro, a Monza. Sorge in corrispondenza del più vecchio Ponte d'Arena, di epoca romana, all'epoca in rovina.[2]

Storia e descrizioneModifica

Venne costruito in occasione della risistemazione della via militare per Lecco e per il Tirolo, che comportò il totale riassetto urbanistico della zona compresa fra l'Arengario e il Lambro. Il precedente Ponte d'Arena, lungo quasi il triplo con le sue sette arcate, metteva infatti in collegamento trasversalmente le due rive del fiume, garantendo l'accesso alla città attraverso la Torre di Teodolinda. Con la nuova sistemazione la nuova larga strada che si veniva a creare non puntava più a quest'ultima, ma all'Arengario, che la chiudeva prospetticamente a ovest.

 
Uno dei quattro leoni del ponte.

In chiave retorica questo era l'accesso monumentale alla città dall'Austria: l'avvio dei lavori infatti, fortemente voluti dall'Impero austriaco, coincise con l'incoronazione a Re del Regno Lombardo-Veneto di Ferdinando I d'Austria, avvenuta nel settembre del 1838[3], al quale venne dedicata la strada, Ferdinandea[4], e il ponte.

I lavori si protrassero fino al 1840[1]. Il nuovo ponte, che esaltava la forza e l'egemonia dell'Impero austriaco, si componeva di tre arcate con spallette in granito. Ai quattro angoli, altrettanti leoni in marmo di Carrara, opera dello scultore milanese Antonio Tantardini, agli inizi della sua attività artistica. Il disegno del ponte è dell'ingegner Caimi, la sua costruzione venne invece affidata per asta al capomastro Bardelli, per la somma di 71.433 lire, che comprendevano anche la cessione dei materiali del vecchio Ponte d'Arena.

Storicamente sul ponte sorgevano anche delle lanterne con illuminazione a gas.

NoteModifica

  1. ^ a b AAVV, Il Cicerone di Monza. Guida storica, turistica e culturale della città, Edizioni Cadorin Paolo, Monza, 1996 - p. 168 | Altre fonti riportano invece come data il 1842.
  2. ^ Ancora oggi si possono osservare le sue fondamenta sulla sponda orientale, protette da una teca. Altri resti sono invece visibili all'interno delle cantine private di alcuni stabili.
  3. ^ La data di inizio dei lavori, fissata al settembre 1838, è verosimile se considerata in relazione alla presenza in città di Ferdinando I e della moglie Maria Anna di Savoia a seguito dell'incoronazione di quest'ultimo a Re del Lombardo-Veneto, avvenuta nel Duomo di Milano con la Corona Ferrea il 6 settembre 1838. Nella sua discesa verso Milano il sovrano aveva infatti preso la nuovissima e faraonica strada realizzata fra il 1822 e il 1825 attraverso il Passo dello Stelvio, che metteva in collegamento diretto Innsbruck con Milano, passando per la Valtellina, il versante orientale del Lago di Como e appunto Monza.
  4. ^ Dal 1849 ribattezzata via Francesco Giuseppe; oggi via Vittorio Emanuele.

BibliografiaModifica

  • AAVV, Il Cicerone di Monza. Guida storica, turistica e culturale della città, Edizioni Cadorin Paolo, Monza, 1996 - p. 168

Voci correlateModifica

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