Port-a-cath

Avvertenza
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Il port-a-cath, a volte chiamato solo port, è una sorta di catetere venoso centrale ad inserzione periferica, totalmente impiantabile sotto pelle, che permette di avere un accesso venoso centrale permanente.

Un port-a-cath

Consiste di un catetere in genere di silicone, posizionato per via percutanea in vena succlavia, giugulare o femorale comune, con estremo distale in vena cava superiore o inferiore; il catetere è collegato ad uno o più reservoir (port)[1], anch'esso in silicone o titanio, totalmente impiantabile nel sottocute.

UsoModifica

 
Reservoir di un port-a-cath con ago non carotante in posizione
 
Immagine radiografica di un port-a-cath impiantato

Attraverso il port-a-cath, avendo sempre l'accortezza di accedervi con un ago non carotante (ago di Huber), può essere somministrata, quando necessaria, anche l'alimentazione parenterale totale; possono essere inoltre effettuate trasfusioni di sangue e prelievi ematici.

La prescrizione dell'impianto è prevalentemente oncologica e viene utilizzato al fine di garantire un accesso venoso centrale sempre disponibile per chemioterapie infusionali, esami contrastografici e prelievi ematici, evitando il continuo repere di vene periferiche.

Si tenga inoltre presente che altrimenti, alcuni farmaci utilizzati in chemioinfusione continua risulterebbero a lungo termine lesivi per l'endotelio delle vene periferiche, senza contare l'ulteriore possibilità di stravaso e di tossicità per i tessuti periferici.

Il "port-a-cath" è perforabile all'incirca 2000 volte.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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