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Con la locuzione preferenza di legge ci si riferisce, nell'ambito del diritto italiano ed in particolare nella disciplina dei concorsi pubblici, a quelle "situazioni" preferenziali di accesso a posti a concorso, situazioni che sono stabilite per legge; con "preferenza di legge" sono indicate, cioè, quelle categorie di cittadini che nei concorsi pubblici hanno preferenza a parità di merito dei normali criteri selettivi del concorso.

In Italia la materia è disciplinata dal Decreto del Presidente della Repubblica 487/1994 ("Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi.") e successive modificazioni ed integrazioni[1]. Il combinato disposto di tali norme (art. 5, commi 4 e 5, del DPR indicato come modificati dalle leggi n. 127/1997 e 191/1998) indica quali siano tali "situazioni preferenziali":

  1. insigniti di medaglia al valor militare;
  2. mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti;
  3. mutilati ed invalidi per fatto di guerra;
  4. mutilati ed invalidi per servizio nel settore pubblico e privato;
  5. orfani di guerra;
  6. orfani dei caduti per fatto di guerra;
  7. orfani dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato;
  8. feriti in combattimento;
  9. insigniti di croce di guerra o d'altra attestazione speciale di merito di guerra, nonché i capi di famiglia numerosa;
  10. figli dei mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti;
  11. figli dei mutilati e degli invalidi per fatto di guerra;
  12. figli dei mutilati e degli invalidi per servizio nel settore pubblico e privato;
  13. genitori vedovi non risposati, coniugi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti di guerra;
  14. genitori vedovi non risposati, coniugi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per fatto di guerra;
  15. genitori vedovi non risposati, coniugi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per servizio nel settore pubblico o privato;
  16. coloro che abbiano prestato servizio militare come combattenti;
  17. coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo, per non meno di un anno nell'amministrazione che ha indetto il concorso;
  18. coniugati e non coniugati con riguardo al numero dei figli a carico (si considerano figli a carico anche i figli minori, non conviventi, per i quali il candidato contribuisca al mantenimento);
  19. invalidi ed i mutilati civili;
  20. militari volontari delle Forze Armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma;

A parità di merito e di titoli la preferenza di cui sopra è determinata, secondo l'ordine indicato:

a) dal numero di figli a carico, indipendentemente che il candidato sia coniugato o meno;
b) dall'avere prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche;
c) dalla maggiore età (intendendo che sia preferito il candidato più giovane di età).

La preferenza di legge è anche uno dei criteri interpretativi dell'operatore giuridico, laddove egli dovrà sempre preferire la fonte normativa primaria (ed atti equiparati) a quelle di tipo secondario come, ad esempio, i regolamenti.

NoteModifica

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Voci correlateModifica