Preghiera di Manasse

Antico Testamento
Ebraico, Cattolico, Ortodosso, Protestante

Pentateuco:

Profeti anteriori o Libri storici:

Profeti posteriori - Profeti maggiori:

Profeti posteriori - Profeti minori:

Scritti:

Meghillot:

Sino a qui riferimenti ebraici

Deuterocanonici
(non canonici per/secondo gli ebrei,
canonici per cattolici e ortodossi,
apocrifi per protestanti)
Ortodosso
Siriaco (Peshitta)
Progetto Religione
uso tabella

La preghiera di Manasse, anche detta orazione di Manasse Re di Giuda o orazione di Manasse, è una breve preghiera penitenziale contenuta nell'antica versione greca della Bibbia detta Settanta. È un'opera pseudoepigrafa attribuita a Manasse re di Giuda (687-642 a.C.), e la sua composizione trae spunto da un episodio narrato nel Secondo libro delle cronache (v. 2Cr33,18[1]). È stata composta nella diaspora ebraica probabilmente nel II-I secolo a.C. o nei primi secoli dell'era cristiana.

Il più antico testo greco è il Codex Alexandrinus del V secolo. Sopravvivono anche alcuni testi siriaci: nella Biblioteca Meficeo-Laurenziana di Firenze (9aI), nella Didascalia Apostolorum (specialmente 10DI e 13DI), nella Biblioteca Pubblica Statale Saltykov-Shchedrin di Leningrado (Syr. Ms., Nuova Serie 19, abbreviato come 10tI).[2]

Ricorre anche nella Didascalia siriaca del III secolo e nelle Costituzioni apostoliche; un parallelo interessante si trova anche a Qumran in un salmo apocrifo molto frammentario (4Q38), databile paleograficamente alla metà del I sec. a.C.[senza fonte]

Nelle attuali versioni della Settanta è inclusa in Odi come capitolo 12.

È considerata canonica dalle Chiese ortodosse, mentre per le altre confessioni cristiane rappresenta un apocrifo dell'Antico Testamento.

Ritrovamento archeologicoModifica

Il 30 agosto 2004 a Hierapolis di Frigia (Turchia), alcuni archeologi dell'università "Cà Foscari" di Venezia hanno ritrovato su una parete nascosta di una stanza sotterranea di una casa privata un'iscrizione risalente al V - VI secolo, recante il testo greco della preghiera di Manasse. Si trattava probabilmente di un testo parietale per l'esercizio del rito della penitenza, forse davanti a un monaco 'confessore', oppure rimanderebbe a un rituale esorcistico.

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  1. ^ 2Cr33,18, su laparola.net.
  2. ^ J. H. Charlesworth, The Prayer of Manasseh (Second Century B.C.-First Century A.D.). A New Translation and Introduction, in James H. Charlesworth (1985), The Old Testament Pseudoepigrapha, Garden City, NY: Doubleday & Company Inc., Volume 2, ISBN 0-385-09630-5 (Vol. 1), ISBN 0-385-18813-7 (Vol. 2), p. 625.