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Abbreviazioni
WP:Identità di genere

Questa pagina riporta la convenzione di stile adottata su Wikipedia in italiano per l'indicazione corretta del genere per le persone transessuali e transgender.

Tipo Regola
Regola base Si usa il genere indicato dal/dalla diretto/a interessato/a. Tale regola deve essere applicata a prescindere da quanto indicato dalla legge italiana[1] o dalle singole norme nazionali cui appartiene il soggetto interessato. (Es. Vladimir Luxuria parla si sé al femminile e la redazione della voce deve essere al femminile.)
Regola suppletiva In una situazione di recentismo o/e nel quale non è conosciuta l'indicazione del diretto interessato, il genere corretto da utilizzare è quello del sesso "di elezione", non quello di "nascita".

NoteModifica

  1. ^ Nella redazione delle voci tieni sempre presente delle linee guida riguardanti il localismo. It.wikipedia è Wikipedia in lingua italiana, non Wikipedia dell'Italia o di altro Stato.

BibliografiaModifica

  • Fabianna Tozzi, Elementi di base su transgenderismo e transessualismo (PDF), in Marco Michelucci (a cura di), Accoglienza inclusiva: volontariato a confronto con omosessualità e transessualismo, Cesvot, 2009, p. 14. URL consultato il 3 febbraio 2011.
    «Le persone transgender sono “MtF”, persone, cioè, nate di sesso maschile ma con una identità di genere femminile –donne nate in corpi maschili- (in questo caso i termini transgender/transessuale andranno declinati al femminile, genere di elezione) o “FtM”, persone, al contrario, nate di sesso femminile ma con una identità di genere maschile –uomini nati in corpi femminili- (questa volta i termini transgender/transessuale andranno declinati al maschile).».
  • Mirella Izzo, Le parole per dirle (PDF), in Liberazione, 22 marzo 2007. URL consultato il 3 febbraio 2011.
  • R. Vitelli, M. Bottone; N. Sisci; P. Valerio, L'identità transessuale tra storia e clinica. Quale intervento per quale domanda, in P. Rigliano; M. Graglia (a cura di), Gay e lesbiche in psicoterapia, Raffaello Cortina Editore, 2006, pp. 307, 309, ISBN 8860300312.
    «L'articolo [Legge 14 aprile 1982, n. 164. Art. 2] non fa espressamente menzione della esatta natura dell'intervento, endocrinologico o chirurgico, né della natura primaria o secondaria dei caratteri sessuali eventualmente da modificare (Fabeni, 2002). L'interpretazione prevalente oggi in Italia ritiene che il tribunale possa disporre la rettificazione degli atti dello stato civile e la modificazione del nome soltanto in presenza di un intervento chirurgico demolitivo-ricostruttivo degli organi genitali. Eppure sembrerebbe lecito ipotizzare la mancanza, all'interno dell'attuale normativa di legge, di un reale rapporto di necessità tra tali interventi e la rettificazione anagrafica del sesso. A favore di questa interpretazione, condivisa da parte della dottrina (La Barbera, 1998; Patti, Will, 1983; Boccaccio, 1991), vi è l'importante sentenza del Tribunale di Roma, del 18 ottobre 1998, con la quale è stata disposta la rettificazione dell'atto anagrafico, e quindi del nome e del sesso anagrafico, di un soggetto transessuale nonostante non fosse stato effettuato alcun intervento chirurgico.
    [...] Costituisce oggi oggetto di dibattito la possibilità di introdurre anche nel contesto italiano la cosiddetta "kleine Losung", piccola soluzione, ovvero la possibilità per la persona transgender o transessuale nella fase di "transizione" di adeguare il nome all'identità psicofisica e all'aspetto esteriore, pur in assenza di uno specifico preliminare intervento di modifica dei caratteri sessuali primari.»
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  • Linee guida per un'inforazione rispettosa delle persone LGBT, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), 2013
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