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Il propretore, durante la Repubblica, era un pretore che, esercitata per un anno questa carica, era destinato al comando di un esercito o di una provincia.

Una Lex Iulia del tempo di Gaio Giulio Cesare limitò la durata del mandato in una provincia praetoria ad un solo anno, mentre riguardo ad una consularis a due anni.[1] I governatori provinciali non avevano una paga, anche se certe spese erano coperte dall'Aerarium. Fu Augusto ad attribuire, per primo, una paga alla carica di governatore provinciale.[2]

Augusto, nella sua riforma dell'amministrazione provinciale, volle che i suoi legati assumessero il titolo di Legatus Augusti pro praetore, al fine di richiamare l'antica natura militare della pretura e conseguentemente della pro praetura.[3] A loro furono affidate alcune delle province imperiali a partire dal 27 a.C..[4]

NoteModifica

  1. ^ Cassio Dione, XLIII, 25; Cicerone, Orationes Philippicae, I, 8 e V, 3.
  2. ^ Cassio Dione, LIII, 15; SvetonioVita di Augusto, 36.
  3. ^ Cassio Dione, LIII, 13.5.
  4. ^ Cassio Dione, LIII, 12.5-7.

BibliografiaModifica

Fonti antiche