Proterogyrinus

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Proterogyrinus
Proterogyrinus DB.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superordine Reptiliomorpha
Ordine Anthracosauria
Genere Proterogyrinus
Specie
  • P. scheelei
  • P. pancheni

Il proterogirino (gen. Proterogyrinus) è un tetrapode estinto appartenente ai rettiliomorfi. Visse alla fine del Carbonifero inferiore (circa 330 milioni di anni fa) e i suoi resti sono stati ritrovati in Nordamerica e in Europa.

DescrizioneModifica

Vagamente simile all'attuale salamandra del Giappone (Megalobatrachus japonicus), questo animale poteva raggiungere i due metri di lunghezza. Il corpo era piuttosto corto (erano presenti 32 vertebre presacrali), mentre la coda era lunga, forte e appiattita lateralmente. Le zampe erano ben sviluppate, adatte a una locomozione terrestre. Il cranio era piuttosto grosso e dotato di una dentatura notevole. Come nei pesci osteolepiformi, nella zona fra la scatola cranica e l'area delle guance le ossa erano debolmente saldate fra loro; questo permetteva una maggiore mobilità del cranio quando l'animale spalancava le fauci. Infine, il cranio era dotato di una incisura otica, che poteva indicare la presenza di un timpano.

ClassificazioneModifica

 
Ricostruzione del cranio di Proterogyrinus scheelei

Nonostante l'aspetto “anfibio”, il proterogirino è considerato un rappresentante primitivo dei rettiliomorfi, un gruppo di tetrapodi primitivi dai quali si originarono i rettili, e costituisce un passo evolutivo successivo rispetto a Tulerpeton del Devoniano. In particolare, le caratteristiche delle vertebre e del cranio hanno indotto gli studiosi a considerare il proterogirino un membro degli embolomeri, creature semiacquatiche che in seguito si estingueranno senza lasciare discendenti. Sono note due specie di proterogirino: Proterogyrinus pancheni, i cui resti sono stati ritrovati in Scozia, e P. scheelei, proveniente dalla Virginia Occidentale (USA).

Stile di vitaModifica

Questo animale doveva comportarsi in un modo molto simile a quello degli odierni coccodrilli: la maggior parte del tempo viveva a stretto contatto con l'acqua, nella quale si muoveva velocemente per cacciare i pesci grazie ai colpi laterali della potente coda. Le forti zampe, però, indicano che questo animale era in grado di spostarsi sulla terraferma: probabilmente il suo ambiente erano i bacini lacustri e le grandi foreste carbonifere. Nel giacimento di Greer (West Virginia) sono stati rinvenuti i resti di un altro tetrapode primitivo, Greererpeton, che viveva nello stesso ambiente di Proterogyrinus. Questo animale, però, era maggiormente legato all'ambiente acquatico.

BibliografiaModifica

  • Clack, J.A. 2002, Gaining Ground: the Origin and Evolution of Tetrapods. Indiana University Press, 369 pp.
  • Holmes, R.B. 1984. The Carboniferous amphibian Proterogyrinus scheelei Romer, and the early evolution of tetrapods. Philosophical Transactions of the Royal Society of London B 306: 431–527.

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