Europa

continente della Terra
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Europa
Europe (orthographic projection).svg
Stati 45 (48)[1]
Superficie 10 180 000 km²
Abitanti 743 789 420 (2019)
Densità 73 ab./km²
Lingue vedi Lingue e Lingue parlate in Europa
Fusi orari da UTC-1 a UTC+6
Nome abitanti europei

L'Europa (/euˈrɔpa/[2]) è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente in base a fattori storico-culturali e geopolitici, l'unico situato interamente nell'emisfero settentrionale. Costituisce l'estremità occidentale del supercontinente euroasiatico, o anche una delle tre parti del supercontinente Eurafrasia. Culla della civiltà occidentale, assieme al Medio Oriente, la storia e la cultura europea hanno influenzato notevolmente quelle degli altri continenti, verso i quali, a partire dal XVI secolo, sono state frequenti e massicce le migrazioni, specialmente in America e in Oceania, dove gli europei sono ora in maggioranza rispetto alle popolazioni locali; varie forme di colonialismo e di imperialismo europeo hanno influenzato profondamente la Storia degli ultimi secoli.

EtimologiaModifica

Nella mitologia greca, Europa era la figlia di Agenore re di Tiro, antica città fenicia nell'area mediterraneo-mediorientale. Zeus, innamoratosi di lei, decise di rapirla e si trasformò in uno splendido toro bianco. Mentre coglieva i fiori in riva al mare, Europa vide il toro che le si avvicinava. Era un po' spaventata ma il toro si sdraiò ai suoi piedi ed Europa si tranquillizzò. Vedendo che si lasciava accarezzare Europa salì sulla groppa del toro che si gettò in mare e la condusse fino a Creta. Zeus si ritrasformò in dio e le rivelò il suo amore. Ebbero tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamanto. Minosse divenne re di Creta e diede vita alla civiltà cretese, culla della civiltà europea. Il nome Europa, da quel momento, indicò le terre poste a nord del Mar Mediterraneo[3].

Quale termine geografico, indicava, in epoca greca, una terra a nord del Mediterraneo della quale non si conoscevano con esattezza i confini settentrionali. Nella ricostruzione del geografo greco Ecateo di Mileto (m. 480 a.C.) la Terra comprendeva due continenti divisi dal Mediterraneo, centro del mondo: da una parte l'Europa confinata a nord dalle sconosciute regioni iperboree; dall'altra l'Asia, nella quale erano compresi anche l'Egitto e la Libia.

Filippo il macedone, il padre di Alessandro Magno si definì primo re d'Europa[4], un'Europa che andava dall'Adriatico al Danubio[5]. Se per Teopompo[6] "[...]Filippo[...]deve regnare su tutta l'Europa", per Alessandro l'Europa diventa un'appendice dell'Asia. Per Strabone[7] l'Europa di Teopompo è definita dai due mari Adriatico e Ponto: "essa si trova a meridione dell'Istro ed è circondata dal mare. Inizia nella parte più interna dell'Adriatico e si estende [...] fin quello pontico". Ancora, Livio[8] racconta che Filippo "era stato preso dalla smania di salire fino alla vetta del monte Emo, credendo alla comune diceria che da essa il panorama si slargasse dal Ponto all'Adriatico, dal Danubio alle Alpi": è lo stesso monte che salirà Filippo V cento anni dopo la morte del grande Filippo, dal quale osservò l'ideale orizzonte delle sue conquiste

In epoca romana, i termini "Europa" ed "europei" sono citati raramente dagli autori latini: la prima testimonianza scritta di una ripresa del termine greco risale alla fine del VI secolo: l'abate irlandese San Colombano, futuro fondatore dell'abbazia di Bobbio, lo citò (tutius Europae) in una delle lettere al papa Gregorio Magno [9]. Anche il monaco Isidoro Pacensis usò il termine per indicare i soldati che sotto la guida di Carlo Martello avevano combattuto a Poitiers (prospiciunt Europenses Arabum tentoria, nescientes cuncta esse pervacua)[10]. La battaglia aveva assunto infatti un grande valore simbolico: l'Occidente cristiano era idealmente rappresentato dall'Europa, che aveva fermato l'espansione araba. Isidoro aveva quindi usato l'aggettivo "europeo" per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che avevano fermato gli invasori musulmani.

Il termine Europa indica una concreta e nuova realtà politica con l'impero di Carlo Magno[11], una nuova entità, nata all'inizio del IX secolo, dopo un trentennio di guerre contro Longobardi, Avari, Sassoni e Slavi, nella quale convergono la potenza dei popoli germanici, ciò che sopravvisse di Roma, dei Celti e di tutti i popoli precedenti fino al paleolitico più l'autorità spirituale del sommo pontefice. Carlo, un giovane condottiero franco, fonda un grande Impero che comprende la gran parte dell'Europa occidentale, adotta il latino come lingua scritta ufficiale, usa una sola moneta e professa una sola religione.

Vecchio continenteModifica

Dopo l'arrivo di Cristoforo Colombo in America, l'Europa è detta a volte anche Vecchio continente[12], in contrapposizione al nuovo continente, ossia l'America. Il termine Vecchio continente, però, è anche sinonimo dell'espressione "Continente antico", che comprende anche l'Asia e l'Africa[13]. Solo dal contesto si può capire a quale zona geografica ci si riferisca.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia d'Europa.

PreistoriaModifica

Il passaggio al Neolitico (Rivoluzione neolitica) si sarebbe verificato in Europa dal 7000 a.C. Il processo iniziò dal Medio Oriente, arrivò poi in Grecia e, risalendo il corso del Danubio, investì i Balcani e quindi l'Europa centrale. Questo percorso è suggerito dalla diffusione delle varie forme di ceramica (incisioni decorative lineari o punzonate, vasellame di forma standard o introduzione di boccali e coppe imbutiformi).

Successivamente, dal 5000 a.C. si sarebbe verificata l'invasione degli Indoeuropei, che interessò inizialmente la regione a nord del Mar Nero. Queste popolazioni erano dedite principalmente all'allevamento di bovini e alla pastorizia, conosceva l'uso del carro trainato da buoi e parlava la lingua proto-indoeuropea, antenata delle moderne lingue europee. La popolazione era divisa in tre classi sociali: guerrieri, sacerdoti e lavoratori; la struttura sociale era gerarchica e patriarcale, con a capo la figura del re. Era praticata l'inumazione dei defunti in tumuli, con corredi funerari che ne riflettevano la posizione sociale. La mitologia indoeuropea era influenzata dal politeismo e dall'attività bellica, ed era trasmessa da cantori di poemi epici.

L'introduzione di elementi indoeuropei dell'Europa centrale si osserva dal 3000 a.C. ed è contraddistinta da sepolture a tumuli, in cui i corredi funerari comprendevano asce da guerra e vasellame lavorato con decorazioni a corda.

L'espansione indoeuropea in Europa occidentale vide la fusione con la popolazione stanziale preesistente, che produceva vasellame di forma globulare (anfore). Dall'Europa orientale, gli Indoeuropei avrebbero anche introdotto la metallurgia del rame e successivamente del bronzo, e l'uso del cavallo.

Dopo l'invasione indoeuropea, in Europa occidentale si svilupparono i Protocelti; in Europa centrale e orientale nacquero invece i popoli proto-Germani e balto-slavi.

Evo anticoModifica

Nel 1600 a.C. in Grecia essi diedero vita a città-stato organizzate attorno a un centro politico-religioso dell'acropoli, la civiltà micenea, le cui vicende sono cantate dai poemi omerici. A seguito dell'invasione dei Popoli del Mare nelle coste mediterranee nel 1200 a.C. vi fu una decadenza delle città-stato. In questo periodo anche in Europa continentale riemersero le religioni pre-indoeuropee, con la pratica dell'incenerizione dei defunti e loro conservazione in urne, come nella cultura villanoviana dell'Italia settentrionale. Trascorso il Medioevo ellenico seguito alle invasioni dei Popoli del mare, si ebbe una ripresa dei commerci tra le città della Grecia e dell'Anatolia attraverso l'Egeo, e la nascita delle poleis, non più basate sulla monarchia e l'acropoli, bensì sulla democrazia e l'agora, che diffusero le loro colonie anche nella Magna Grecia in competizione con i Fenici, mentre nell'Italia centrale fiorirono la civiltà etrusca e quella romana.

L'unificazione politica e culturale del continente europeo fu dovuta all'espansione dell'Impero romano su tutta l'Europa mediterranea, con la diffusione della lingua latina e del diritto romano fino al limes renano e danubiano, e la diffusione della cultura greca in campo artistico e filosofico. A partire dall'imperatore Costantino, a queste due fonti si unì anche l'influenza della religione cristiana e, tramite essa, della tradizione giudaica.

 
L'Europa nell'814

MedioevoModifica

A seguito dell'invasione di popoli indoeuropei quali Germani e Slavi, e successivamente degli Arabi, l'impero romano ebbe una fase di crisi, che portò alla caduta dell'Impero romano d'Occidente e al pesante ridimensionamento di quello d'Oriente, che fu ridotto alla sola Grecia e Anatolia. Questo periodo, caratterizzato dalla difficile integrazione tra la civiltà europea classica (greco-romana e giudaico-cristiana) e gli usi "barbari" dei nuovi invasori, fu indicato dagli storici moderni come Medioevo. Nacquero comunità monastiche come quelle colombaniane e benedettine, che si prefissero il compito di salvaguardare la cultura europea classica e cristiana, nonché di reinterpretarla creativamente attraverso l'evangelizzazione dei regni romano-barbarici sorti sulle rovine dell'impero romano. Grazie a ciò fu possibile la rinascenza carolingia con la ricostituzione dell'impero romano d'occidente come Sacro Romano Impero e l'attribuzione al vescovo di Roma del ruolo primaziale nella guida dei cristiani.

Inoltre con l'appoggio del Papato alcuni liberi comuni d'Italia, le repubbliche marinare, riportarono nell'XI secolo di nuovo in Europa il ruolo egemone nei commerci nel Mediterraneo, perso dall'impero romano nel VII secolo a seguito dell'espansione araba. Le repubbliche marinare furono anche un motore della Reconquista europea di alcune terre sottratte dagli Arabi nella loro espansione, sia in occidente (penisola iberica) che in oriente (soccorso contro i Turchi all'impero bizantino). Attraverso i rapporti con gli Arabi, vi fu una riscoperta dell'aristotelismo e un'attenzione maggiore allo studio del mondo della natura, favorita anche dalla nascita di un ceto borghese di mercanti e artigiani interessato all'acquisizione di un sapere tecnico-pratico che è all'origine del progresso della civiltà europea. La crisi del XIV secolo, fenomeno di ampia portata, caratterizzò la storia europea per vari decenni.

Evo modernoModifica

La diffusione dei viaggi dei mercanti verso ogni parte del mondo conosciuto, e la nascita di liberi comuni guidati da valori borghesi, causò la messa in discussione dei valori tradizionali religiosi con l'umanesimo rendendo più forti le voci per una riforma della Chiesa e del Papato, e causando anche la formazione delle monarchie nazionali in Francia, Spagna e Inghilterra, non più sottoposte all'imperatore quale unico sovrano europeo.

In Italia invece i liberi comuni furono assoggettati da un certo numero di signori, la cui competizione si avvaleva anche degli artisti, che attraverso le loro opere manifestassero la prosperità di ciascuna signoria. Questo periodo fu noto in Italia come Rinascimento ed ebbe il suo epicentro nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, che tuttavia non riuscì a imporsi come centro egemone unificatore.

La competizione tra le nuove monarchie nazionali per l'egemonia europea e nei commerci con il ricco Oriente, di nuovo ostacolata dall'interposizione dell'Impero ottomano lungo la via della Seta, causò anche l'inizio di un periodo di esplorazioni geografiche, nuove scoperte e apertura di nuove rotte commerciali. Nel XV secolo il Portogallo e la Spagna aprirono le rotte atlantiche, presto imitati da Paesi Bassi, Gran Bretagna e Francia. Queste Nazioni costruirono vasti imperi coloniali lungo le coste di tutti i continenti.

Alla ribellione all'autorità papale dei riformatori religiosi umanisti, seguì presto la ribellione dei Protestanti anche all'autorità regale con l'affermazione della democrazia in Inghilterra nel 1689.

Evo contemporaneoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Unificazione europea e Unione europea.

Nel XVIII secolo, nella colonia britannica d'oltremare degli Stati Uniti d'America, scoppiò la Rivoluzione americana presto seguita dalla Rivoluzione francese, esportata in tutta Europa con le guerre napoleoniche e le società segrete. Ciò portò al completamento del processo di nascita degli Stati nazionali ad opera della Prussia che unificò la Germania e della Savoia che unificò l'Italia. Culturalmente in questo periodo il sentimento nazionale si affianca alla fede religiosa e l'ideologia dominante è il Romanticismo, di ispirazione hegeliana.

Fu comunque un periodo di tensioni sociali caratterizzato dall'industrializzazione, dai moti rivoluzionari del 1848 e dalle politiche espansionistiche dei maggiori stati europei, tenuti in un precario stato di pace durante la fine del secolo dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck grazie ad alleanze che divisero in due il continente.

Nella seconda metà del XIX secolo gli stati Europei stabilirono un dominio tecnologico, culturale, politico ed economico sul resto del mondo, conquistando o riducendo in colonie enormi estensioni territoriali negli altri continenti. Il periodo del Grande gioco fu in Europa ricordato come belle Époque per la classe borghese al potere, ma ciò portò anche alla luce le contraddizioni insite nel sistema economico capitalistico, lucidamente analizzate da Karl Marx e Friedrich Engels gettando le basi del socialismo scientifico.

Nel 1914 tali tensioni sfociarono nella prima guerra mondiale che si concluse nel 1918 con la sconfitta degli Imperi continentali tedesco e austro-ungarico e la vittoria dell'intesa, cioè Regno Unito, Francia, Regno d'Italia e Stati Uniti d'America, nonché della neonata Unione sovietica socialista, succeduta all'impero russo. Le tensioni sociali e quelle fra gli stati europei crebbero nuovamente, soprattutto in Germania, paese gravato dalle pesanti sanzioni post-belliche imposte dagli alleati su espressa richiesta della Francia, e sfociarono nella seconda guerra mondiale, la quale fu principalmente provocata dall'aggressiva politica revanscistica messa in atto dalla Germania nazista e successivamente dall'Italia fascista, appoggiati in Asia dall'Impero giapponese. Le due guerre spezzarono l'egemonia del Continente sul resto del pianeta lasciando il posto di leader mondiali agli Stati Uniti e all'Unione Sovietica.

Dal 1945 al 1991 l'Europa si ritrovò attraversata dalla cosiddetta cortina di ferro, ovvero la linea di confine fra il blocco occidentale-capitalista e quello orientale-comunista, situazione finita con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e che al momento è ancora in fase di assestamento, con la creazione dell'Unione europea, il problema dei rapporti con il mondo arabo nel bacino del Mediterraneo e del confronto con il ruolo primario assunto dagli U.S.A. nel nuovo scacchiere internazionale. Il fenomeno della globalizzazione è un ulteriore stimolo al processo di unificazione europea, come ha sottolineato Romano Prodi: "L'Europa si trova in una condizione simile a quella dell'Italia del Rinascimento, che era prima in tutto: nell'economia, nell'arte, nella cultura, nella strategia militare. Poi è arrivata la prima globalizzazione (la scoperta dell'America), non ha saputo unirsi ed è sparita dalla carta geografica. Oggi di fronte alla seconda globalizzazione, l'Europa rischia di fare la stessa fine"[14].

GeografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Europa.

L'Europa comprende una parte continentale ed una parte peninsulare, separate dall'istmo ponto-baltico (mar Nero-mar Baltico). È uno dei continenti più piccoli: la sua superficie si estende per soli 10 091 000 km²[15], estensione poco superiore a quella dell'Oceania, il continente più piccolo della Terra; nello stesso tempo, è il continente europeo è il secondo per densità di popolazione[N 1]; il fatto si spiega notando che la stragrande maggioranza dei territori europei gode di clima temperato; un altro fattore che favorisce il popolamento è l'assenza di zone inabitabili come deserti o calotte glaciali, caratteristica unica tra tutti i continenti. Con i suoi 738 200 000[16] abitanti risulta invece al quarto posto.

Il confine naturale d'Europa è in gran parte costituito da mare: essa è delimitata a nord dal mar Glaciale Artico, ad ovest dall'oceano Atlantico ed a sud dal mar Mediterraneo e dal mar Nero. Ad est, invece, il concetto di Europa sfuma gradatamente nell'Asia ed è definito solo attraverso linee convenzionali, molte delle quali ricadenti in territorio russo e nel Caucaso.

Confini naturaliModifica

 
Mappa delle possibili linee di demarcazione tra Europa e Asia.
Confine orientale

Ad est l'Europa confina con l'Asia. Il confine tra i due continenti è convenzionale e ricade quasi completamente in Russia.

La linea di demarcazione parte dal Mar Glaciale Artico[17], segue poi il margine orientale dei monti Urali, prosegue lungo il corso del fiume Ural, la costa nord-occidentale del mar Caspio, la depressione del Kuma-Manyč e arriva infine alla foce del fiume Don, nel Mar d'Azov[18].

In linea di massima, questa linea di demarcazione è quella definita ufficialmente fin dal 1730 dalla zarina di Russia Anna I, sulla base dei lavori geografici del tedesco Philip Johan von Strahlenberg, appositamente incaricato del problema. Il suo parere fu poi convalidato dagli eminenti geografi Peter Simon Pallas e da Carl Ritter[19] e, con alcuni aggiustamenti, dalla Società Geografica Sovietica[20].

L'unica differenza tra la linea convenzionale di Philip Johan Von Strahlenberg e quella comunemente seguita riguarda il tratto tra gli Urali e il mar Caspio[21]: il geografo tedesco, in quest'area, faceva coincidere il confine euro-asiatico con il fiume Emba e non con il fiume Ural come generalmente si fa oggi.[20]

Se questa è la convenzione sulla quale la maggior parte degli autori si trova d'accordo, si deve tuttavia segnalare che molti autori anglosassoni, con l'importante eccezione dell'Enciclopedia Britannica[22], nel tratto tra il Mar Caspio e il Mar Nero considerano confine euroasiatico lo spartiacque del Caucaso, e non la depressione del Kuma-Manyč.

Le frontiere orientali d'Europa rappresentano dunque un'eccezione nel campo dei confini continentali, non coincidendo con mari od oceani e quindi mancando di quella precisa definizione che si accompagna quasi sempre ai confini continentali. I limiti tra Europa ed Asia si definiscono perciò con criteri politici e culturali, ai quali si affiancano considerazioni di geografia fisica. Le diversità di opinione in merito indicano che, in Russia, i caratteri europei sfumano gradatamente verso quelli asiatici[18].

Confine meridionale

Il mar Nero, il Bosforo, il mar di Marmara e i Dardanelli sono universalmente riconosciuti come confine meridionale tra Europa ed Asia. Il mar Mediterraneo separa l'Europa dall'Africa. Cipro e le isole greche situate nei pressi della costa turca sono territori tradizionalmente considerati parte integrante d'Europa, anche se da un punto di vista strettamente geografico si potrebbero considerare asiatici.

Confine occidentale

Ad ovest il confine è dato dall'Oceano Atlantico, includendo l'Islanda all'interno dell'Europa.

Confine settentrionale

Il Mar Glaciale Artico è il limite settentrionale del continente europeo, nel quale sono incluse anche tutte le isole artiche situate tra la costa e il Polo Nord.

Punti estremi
 Lo stesso argomento in dettaglio: Punti estremi dell'Europa.
Punto cardinale Tradizionale Effettivo
(massa continentale)
Effettivo
(isole e territori annessi)
Nord   Capo Nord   Knivskjellodden[N 2]   Capo Fligely, Terra di Francesco Giuseppe[N 3]
Sud   Punta de Tarifa   Punta de Tarifa   Capo Tripiti, Gavdos[N 4]
Est   Monti Urali   Repubblica di Komi   Capo Želanija
Ovest   Capo Slea[N 5]   Cabo da Roca   Bjargtangar[N 6]

Caratteristiche fisicheModifica

L'Europa è composta da un insieme di penisole connesse. La più grande è la Scandinavia, nel nord del continente. Tre altre penisole, l'iberica, l'italiana e la balcanica, si trovano invece a sud, protendendosi nel mar Mediterraneo.

I rilievi in Europa mostrano grandi dislivelli in aree relativamente piccole. Le regioni meridionali sono prevalentemente montuose, mentre, procedendo verso nord, il terreno scende da Alpi, Pirenei e Carpazi, verso altopiani collinosi e poi le ampie e basse pianure del nord, particolarmente vaste a oriente. La zona pianeggiante è conosciuta come la Grande Pianura Europea, e ha il suo centro nel Bassopiano germanico. Un arco montano esiste anche sulla costa nord-occidentale, comincia ad ovest con le Isole Britanniche e continua lungo l'asse montagnoso, tagliato dai fiordi, della Norvegia.

Questa è una descrizione semplificata. Sotto regioni come l'Iberia e l'Italia contengono le loro proprie complesse caratteristiche, come la terraferma europea stessa, dove i rilievi contengono molti altopiani, valli dei fiumi e bacini che complicano la struttura generale. L'Islanda e le Isole Britanniche sono casi speciali. Si credeva che fossero terre a sé nell'oceano settentrionale che viene considerato come una parte dell'Europa, mentre adesso si pensa che siano aree montagnose un tempo unite alla terraferma finché l'innalzamento del livello del mare non le ha tagliate fuori.

A causa delle poche generalizzazioni che si possono fare riguardo ai rilievi dell'Europa, non è sorprendente che tante regioni separate abbiano ospitato altrettante nazioni indipendenti durante la sua storia.

La distribuzione delle risorse idriche in Europa è irregolare. L'Europa, dopo le Americhe e l'Oceania, è tuttavia il continente con maggiore disponibilità di risorse idriche in rapporto alla popolazione.

Esiste un dibattito riguardante la localizzazione del centro dell'Europa.

Flora e faunaModifica

Avendo vissuto fianco a fianco con la civiltà agricola e industriale per millenni, animali e piante europei sono profondamente segnati dalla presenza e attività dell'uomo. Con l'eccezione della Scandinavia e della Russia, si possono trovare poche aree incontaminate e selvatiche in Europa, eccetto i parchi naturali.

La principale vegetazione naturale che ricopre l'Europa è la foresta. Le condizioni per la sua crescita sono molto favorevoli. A nord, la Corrente del Golfo e la Corrente del Nord Atlantico riscaldano il continente, a sud il clima è mediterraneo, e ci sono frequenti siccità estive in questa regione. Le creste delle montagne hanno spesso molta influenza sulle condizioni climatiche, alcune (Alpi, Pirenei), sono orientate dall'est all'ovest e permettono al vento di portare grandi masse d'acqua dall'oceano verso l'interno. Altre sono orientate da sud a nord (Montagne Scandinave, Alpi Dinariche, Carpazi, Appennini) e siccome la pioggia cade prima dal lato delle montagne orientato verso il mare, le foreste crescono meglio da questa parte, mentre dall'altro lato, le condizioni sono molto meno favorevoli. Pochi sono i luoghi del continente sui quali nei millenni non ha pascolato il bestiame e a ciò si aggiunge la massiccia deforestazione che ha causato danni incalcolabili all'ecosistema originario.

Un tempo l'Europa era coperta tra l'80% e il 90% dalle foreste, che si estendevano dal Mediterraneo all'Artico. Sebbene più della metà delle foreste originarie siano scomparse nei secoli di colonizzazione, l'Europa ha ancora più di un quarto delle foreste mondiali, abeti nelle foreste della Scandinavia, vaste foreste di pini in Russia, castagno nel Caucaso, e la quercia nel Mediterraneo. Recentemente, la deforestazione si è arrestata e sono stati piantati molti alberi. Tuttavia, spesso, le conifere sono state preferite agli originali alberi decidui per via della loro rapidità di crescita. Le piantagioni e le monocolture coprono oggi vaste aree di terra e ciò lascia pochi habitat alle specie animali originarie delle foreste europee. L'estensione delle foreste originarie è ormai ridotta al 2-3% nell'Europa Occidentale e al 5-10% nella Russia europea. Il paese meno coperto da foreste è l'Irlanda (8%), quello più coperto è la Finlandia (72%).

Nella terraferma, prevalgono le foreste decidue. Le specie più importanti sono il faggio, la betulla e la quercia. Nel nord, dove cresce la taiga, la betulla è molto comune. Nell'area mediterranea sono stati piantati un gran numero di ulivi che si adattano molto bene all'arido clima estivo. Un'altra specie comune nell'Europa Meridionale sono i cipressi. Le foreste di conifere prevalgono ad altitudini elevate, sopra il confine delle foreste, mentre nel nord della Russia e in Scandinavia, all'avvicinarsi dell'Artico, predomina la tundra. Le regioni semi-aride del mediterraneo ospitano anche piante del sottobosco. Una stretta lingua della prateria euroasiatica, la steppa, si estende dalla Russia meridionale e dall'Ucraina verso l'Ungheria nonché, attraverso la taiga, nel nord.

Sono endemiche europee due Specie di palme, la Chamaerops humilis, detta anche palma nana o di San Pietro del Mediterraneo meridionale, e la Phoenix theophrasti o dattero di Creta, dell'isola omonima.

La più recente glaciazione e la presenza dell'uomo, hanno influenzato la distribuzione della fauna europea. In molte parti dell'Europa, predatori e grandi animali sono stati cacciati fino all'estinzione. Il mammut e l'uro si sono estinti, e oggi, lupi (carnivori) e orsi (onnivori), un tempo diffusi ovunque nel continente, sono a rischio di estinzione anche a causa della deforestazione che li ha costretti a ritirarsi sempre di più. Già nel Medioevo l'habitat degli orsi era limitato a montagne più o meno inaccessibili con sufficiente copertura boschiva. Oggi l'orso bruno vive principalmente nella penisola balcanica, nel nord e in Russia; altre regioni (Austria, Pirenei ecc.) sono ancora abitate da un numero minore di esemplari ma in queste aree la presenza è frammentaria e gli esemplari vivono emarginati a causa della distruzione del loro habitat. Nell'estremo nord dell'Europa si può trovare l'orso polare. Il lupo, il secondo più grande predatore in Europa dopo l'orso bruno, si può trovare principalmente nell'Europa Orientale e nei Balcani.

Altri carnivori importanti sono la lince eurasiatica, il gatto selvatico, le volpi (specialmente la volpe rossa), gli sciacalli, le martore. Diffusi sono anche ricci, serpenti (vipere, bisce, ecc.), diversi uccelli e mammiferi, come roditori, cervi, caprioli e cinghiali. Le zone montuose sono popolate, tra gli altri, da marmotte, stambecchi e camosci.

Anche le creature marine sono importanti per la flora e la fauna europee. La flora marina è principalmente costituita da fitoplancton mentre tra le specie animali che popolano i mari europei vanno ricordati lo zooplancton, i molluschi, gli echinodermi, i crostacei, i calamari, i polpi, i pesci, i delfini e le balene.

Alcuni animali, come i protei e i pipistrelli, vivono in grotte.

Stati europeiModifica


 Lo stesso argomento in dettaglio: Stati dell'Europa.

Le tabelle sottostanti riportano l'elenco alfabetico dei Paesi europei, che compaiono anche nella carta visibile sopra.

Questi sono, per la maggior parte, europei sia dal punto di vista geografico che storico-culturale; altri, invece, si trovano in una situazione particolare:

Superficie, popolazione e densità degli Stati europeiModifica

Stato Membro dell'U.E. Superficie,
km²[26]
Popolazione,
abitanti
(2014)[27]
Densità,
abitanti
per km²[28]
Capitale
1   Albania - 28 748 3 020 209 105,1 Tirana
2   Andorra - 468 85 458 182,6 Andorra la Vella
3   Austria   83 874 8 223 062 98,1 Vienna
4   Belgio   30 528 10 449 361 342,5 Bruxelles
5   Bielorussia - 207 600 9 608 058 46,3 Minsk
6   Bosnia ed Erzegovina - 51 205 3 871 643 75,7 Sarajevo
7   Bulgaria   110 927 6 924 716 62,4 Sofia
8   Rep. Ceca   78 866 10 627 448 134,8 Praga
9   Cipro[29]   9 250 1 179 551 108,4 Nicosia
10   Città del Vaticano - 0,44 842 1 914 Città del Vaticano
11   Croazia   56 594 4 470 534 79,1 Zagabria
12   Danimarca[30]   44 424 5 621 177 126,5 Copenaghen
13   Estonia   45 227 1 257 921 27,8 Tallinn
14   Finlandia   336 756 5 240 297 15,6 Helsinki
15   Francia[31]   551 500 62 814 233 115,5 Parigi
16   Germania   357 093 80 996 685 226,9 Berlino
17   Grecia[32]   131 957 10 775 557 81,7 Atene
18   Irlanda   70 124 4 832 765 68,8 Dublino
19   Islanda - 103 000 317 351 3,1 Reykjavík
20   Italia[33]   301 340 61 680 122 204,7 Roma
21   Lettonia   64 571 2 165 165 33,5 Riga
22   Liechtenstein - 160 37 313 233,2 Vaduz
23   Lituania   65 300 3 505 738 53,8 Vilnius
24   Lussemburgo   2 586 520 672 201,3 Lussemburgo
25   Macedonia del Nord - 25 713 2 091 719 82,6 Skopje
26   Malta   316 412 655 1 306 La Valletta
27   Moldavia[34] - 33 850 3 583 288 105,9 Chișinău
28   Monaco - 2,0 30 508 15 645 Monaco
29   Montenegro - 13 812 650 036 47,1 Podgorica
30   Norvegia[35] - 323 792 5 147 792 15,9 Oslo
31   Paesi Bassi[36]   41 540 16 877 351 420,4 Amsterdam
32   Polonia   312 417 38 346 279 122,6 Varsavia
33   Portogallo[37]   91 370 10 545 959 118,1 Lisbona
34   Regno Unito[38] - 242 873 63 742 977 260,4 Londra
35   Romania   238 391 21 729 871 91,2 Bucarest
36   Russia (parte europea)[39][40] 3 711 747 90 472 563 24,3
  Russia (totale)[40] - 17 098 242 143 975 923 8,4 Mosca
37   San Marino - 61 32 742 537 San Marino
38   Serbia[41][42] - 88 366‬ 9 068 967‬ 102,6 Belgrado
39   Slovacchia   49 036 5 443 583 111,0 Bratislava
40   Slovenia   20 273 1 988 292 98,1 Lubiana
41   Spagna[43]   498 284 45 474 261 94,6 Madrid
42   Svezia   450 295 9 723 809 21,6 Stoccolma
43   Svizzera - 41 282 8 061 516 195,2 Berna
44   Ucraina[44] - 603 517 44 291 413 73,4 Kiev
45   Ungheria   93 027 9 919 128 106,6 Budapest
TOTALE
Includendo i paesi a riconoscimento limitato (Transnistria, Kosovo e Cipro del Nord).
9 601 168,44 683 662 243 71,20
TOTALE
Includendo anche i territori europei di Turchia e Kazakistan.
9 770 779,44 695 218 319‬ 71,15

Dipendenze o territori con status specialiModifica

Stato di appartenenza Nome Status Superficie,
km²[45]
Popolazione,
abitanti
(2014)[46]
Densità,
abitanti
per km²[47]
Capoluogo
2   Norvegia Svalbard e Jan Mayen Territorio non incorporato con trattato internazionale 62 081 1 872 0,03 Longyearbyen
3   Regno Unito Akrotiri e Dhekelia Territorio britannico d'oltremare 254 14 500 58,3 Episkopi Cantonment
4   Regno Unito   Gibilterra Territorio britannico d'oltremare 6,5 29 185 4 490 Gibilterra
5   Regno Unito   Guernsey Dipendenza della Corona britannica 78,0 65 849 844 Saint Peter Port
6   Regno Unito   Jersey Dipendenza della Corona britannica 116,0 96 513 832 Saint Helier
7   Regno Unito   Isola di Man Dipendenza della Corona britannica 572 86 866 151,9 Douglas
TOTALE 63 107,5 294 785‬ 4,6

Superficie, popolazione e densità degli Stati transcontinentaliModifica

Stato Superficie,
km²[48]
Popolazione,
abitanti
(2014)[49]
Densità,
abitanti
per km²[50]
Capitale[51]
1   Kazakistan (parte europea)[52] 145 908 715 600 4,9 [53]
1/bis   Kazakistan (territorio totale)[54] 2 724 902 17 498 145 6,4 Astana
2   Turchia (parte europea)[55] 23 703 10 840 476 457,3 [56]
2/bis   Turchia (territorio totale)[57] 783 562 77 695 904 97,0 Ankara
TOTALE
Turchia europea e Kazakistan europeo
169 611 11 556 076 68,13
TOTALE
Interi stati
3 508 464 95 194 049 27,13

Superficie, popolazione e densità degli Stati del CaucasoModifica

Stato Superficie,
km²[58]
Popolazione,
abitanti
(2014)[59]
Densità,
abitanti
per km²[60]
Capitale[61]
1   Armenia[62] 29 800 2 974 693 101,5 Erevan
2   Azerbaigian[62] 86 600 9 624 900 105,8 Baku
3   Georgia[62] 69 700 4 352 244 66,0 Tbilisi
TOTALE 186 100 16 951 837 91

Superficie, popolazione e densità degli Stati a riconoscimento limitatoModifica

Stato Superficie,
km²[63]
Popolazione,
abitanti
(2014)[64]
Densità,
abitanti
per km²[65]
Capitale[66]
1   Abcasia[62] 8 432 242 862 29,0 Sukhumi
2   Artsakh[62] 11 458,38 143 000 12,5 Step'anakert
3   Cipro del Nord 3 355 264 172 78,0 Nicosia Nord
4   Kosovo[42] 10 894 1 859 203 170,8 Pristina
5   Ossezia del Sud[62] 3 900 55 000 18,0 Tskhinvali
6   Transnistria[67] 4 163 505 153 121,3 Tiraspol
TOTALE ' ' '

Regioni dell'EuropaModifica

Le suddivisioni dell'Europa in regioni sono sempre convenzionali e dunque variano in base ai criteri adottati dai vari autori in base alla scelta di dare la prevalenza a fattori di geografia fisica, o economici, o storici o antropologici o politici. Le carte a fianco rappresentano quindi solo due esempi dei criteri in uso. La seconda e la terza carta dividono l'Europa in base ai punti cardinali in occidentale, orientale, settentrionale, meridionale, centrale. Esistono anche altri criteri, diversi anche nel numero e nella denominazione delle regioni.

 
L'Europa occidentale in senso ampio.
 
Uno dei criteri di suddivisione dell'Europa in regioni[68] (notare che nella carta sono considerati anche territori transcontinentali, come la Turchia e gli stati transcaucasici).
 
L'Europa secondo la suddivisione ONU (notare che nella carta sono considerati anche territori transcontinentali, come la Turchia e gli stati transcaucasici):

     Europa settentrionale

     Europa occidentale

     Europa orientale

     Europa meridionale

Europa occidentaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Europa occidentale.

In senso più ampio, il concetto di Europa occidentale si riferisce all'intera metà occidentale dell'Europa, includendo dunque in essa la penisola iberica (Spagna, Portogallo, Andorra), la penisola italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), i paesi nordici (Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Danimarca), i paesi alpini (Svizzera, Liechtenstein, Austria), le isole Britanniche (Regno Unito e Irlanda), la Germania, la Francia, il principato di Monaco, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo.

Usato in senso storico o politico (riferendosi alle divisioni della Guerra fredda), il termine può includere anche la Grecia e la Turchia europea.

Secondo il criterio più ristretto rappresentato nella prima carta[68], l'Europa Occidentale (indicata con il colore rosso) include Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Svizzera.

Secondo il criterio adottato dall'ONU, fanno parte dell'Europa occidentale Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania, Austria, Svizzera (in colore celeste nella seconda carta).

Europa orientaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Europa orientale.

Secondo il criterio più ampio, l'Europa orientale comprende le repubbliche europee dell'ex Unione Sovietica (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Russia, Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania, la parte europea del Kazakistan), i paesi i cui territori ricadevano dell'ex Patto di Varsavia (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria[69], Bulgaria, Romania), i paesi dell'ex Jugoslavia (Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro) e i rimanenti paesi della penisola Balcanica (Albania, Grecia e la parte europea della Turchia).

Durante la Guerra fredda, l'espressione "Europa orientale" era molto usata ed era sinonimo di Blocco comunista.

Secondo il criterio più ristretto rappresentato nella prima carta[68] l'Europa orientale (indicata con il colore arancione) include Russia, Lituania, Lettonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Romania e la parte europea del Kazakistan.

Secondo il criterio adottato dall'ONU, nell'Europa orientale, (in colore rosa scuro nella seconda carta), sono compresi la Russia e tutti i paesi dell'ex patto di Varsavia tranne i Paesi Baltici.

Europa centraleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Europa centrale.

Il criterio di Europa centrale è uno dei più variabili, in base ai criteri adottati.

Secondo il criterio rappresentato nella prima carta[68] si includono nell'Europa centrale (indicata con il colore azzurro) Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Liechtenstein, Austria, Slovenia, Germania.

Il criterio adottato dall'ONU non prevede la regione dell'Europa centrale.

Europa settentrionaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Europa settentrionale.

L'Europa settentrionale comprende i paesi nordici, ossia la Scandinavia nel suo senso più ampio: Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Danimarca.

Secondo il criterio rappresentato nella prima carta (dove è indicata con il colore viola)[68] anche l'Estonia è considerata come un paese dell'Europa settentrionale, per la sua localizzazione e per i forti legami culturali con la Finlandia.

Secondo il criterio adottato dall'ONU, l'Europa settentrionale comprende, oltre ai paesi nordici, anche i paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), Irlanda e Regno Unito (in azzurro scuro nella seconda carta).

Europa meridionaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Europa meridionale.

Secondo il senso più ampio, sono compresi nell'Europa meridionale tutti i territori del bacino mediterraneo; essa include quindi la penisola iberica (Spagna, Portogallo, Gibilterra e Andorra), la penisola italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), la penisola balcanica (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro e Kosovo), Malta, la Turchia europea e l'isola di Cipro. A volte sono inclusi nell'Europa meridionale anche la Romania, il sud della Francia (con la Corsica) e il principato di Monaco.

Secondo il criterio più restrittivo rappresentato nella prima carta[68] l'Europa meridionale (indicata con i colore verde) comprende solo gli stati delle penisole iberica, italiana e balcanica.

Secondo il criterio adottato dall'ONU, l'Europa meridionale include gli stati delle penisole iberica, italiana e balcanica, esclusa la Bulgaria e compresa la Turchia europea (nella seconda carta in colore verde intenso).

A cavallo tra Europa ed AsiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Paese transcontinentale § Europa e Asia.

Alcuni stati si estendono, oltre che in Europa, anche in Asia. I territori asiatici di questi paesi sono:

PopolazioneModifica

La popolazione dell'Europa, comprendendo le regioni del versante settentrionale del Caucaso, conta circa 740.000.000 abitanti, distribuiti su 10.091.000 km². La densità media è pari a circa 70,6 abitanti/km².

L'Europa, se da un lato è uno dei continenti più piccoli, dall'altro ha un'elevata densità di popolazione, seconda solo a quella dell'Asia. Le cause di tale concentrazione sono da ricercarsi in molteplici fattori, in primo luogo la posizione geografica: l'Europa è infatti quasi del tutto compresa nella fascia temperata e l'80% del territorio è utilizzabile per l'agricoltura e le attività umane.

Nel corso dei secoli, il continente ha subito forti incrementi e decrementi di popolazione, legati agli avvenimenti storici. I primi dati attendibili risalgono all'era cristiana, quando si ritiene che in Europa vivessero 40 milioni di persone, concentrate sulle sponde del mar Mediterraneo. In seguito alle invasioni barbariche provenienti da oriente ci fu un forte calo dovuto alle guerre continue, alle carestie e alle epidemie. Intorno all'anno 1000, grazie alla rinascita dell'agricoltura e alla conseguente ripresa economica, la popolazione si era nuovamente assestata sulle cifre dei secoli precedenti. A partire dall'XI secolo e fino agli inizi del XIV ci fu un costante aumento: dai circa 35 milioni di abitanti nell'anno 1000, si arrivò a 80 milioni nel 1330. Poco più tardi, però, questa crescita subì una battuta d'arresto a causa di diverse epidemie di peste, la più terribile quella del 1347, che fecero 20 milioni di vittime.

Nel Quattrocento la popolazione tornò ad aumentare e tale tendenza continuò ininterrottamente con la sola eccezione di una fase di stagnazione nella prima metà del XVII secolo.

Agli inizi del Settecento la popolazione era salita a 110[72]-125 milioni. A permettere tale incremento era stato il forte calo del tasso di mortalità infantile, conseguenza a sua volta del miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie di gran parte della popolazione e del progresso economico conseguente alla rivoluzione industriale e alla rivoluzione agricola.

Da quella data in poi l'incremento demografico fu continuo nonostante l'emigrazione in altri continenti[72] in seguito al quale, già nel 1800, avevano lasciato l'Europa 180 milioni di persone che divennero 390 milioni nel 1900, 500 milioni nel 1930[72], 540 milioni nel 1950[72] e 700 milioni nel 2000[senza fonte].

Dopo una fase di crescita zero, dal 2000 in poi in Europa è iniziato un declino demografico causato dalla diminuzione della natalità, caso unico al mondo in quanto tutti gli altri continenti registrano ritmi di crescita decisamente elevati.

 
L'odierna distribuzione (approssimata) delle lingue indoeuropee all'interno delle zone originarie di Europa e Asia

     Greco

     Romanze

     Indo-Iraniche

     Celtiche

     Germaniche

     Armeno

     Lingue baltiche

     Lingue slave

     Albanese

     Lingue non indoeuropee

LingueModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingue parlate in Europa ed Eurolinguistica.
I dialetti e le lingue romanze, parlate in Europa da quasi 300 milioni di persone, sono tutte scritte usando l'alfabeto latino e dovrebbero corrispondere a quello di tutte le varietà neolatine (dette dialetti romanzi) parlati all'interno della Romània. Alcune di queste lingue però hanno subito nel corso del tempo delle normalizzazioni (per il lungo uso, l'opera delle Accademie e dei grammatici nonché il peso della tradizione letteraria) e godono di uno status di ufficialità: il portoghese (con oltre 11 milioni di parlanti)[73], lo spagnolo (con quasi 50 milioni di parlanti)[73], il francese (con oltre 70 milioni di parlanti)[73], l'italiano (con oltre 65 milioni di parlanti)[73], il romeno (con quasi 25 milioni di parlanti) e il catalano (con quasi 10 milioni di parlanti).

A queste possiamo aggiungere le lingue alle quali è stato riconosciuto uno status di ufficialità in ambito locale, sebbene non abbiano ricevuto una normalizzazione o l'abbiano ricevuta incompleta o non unanimemente accettata dai locutori: il galiziano, il mirandese[74], l'occitano, il francoprovenzale o arpitano, l'aromeno, il sardo, il corso, il friulano, il ladino dolomitico, il romancio, l'asturiano, l'aragonese, il leonese, il limosino, il piccardo, il vallone, il normanno, il gallo, il ligure, il piemontese, il veneto, il lombardo, l'emiliano, il romagnolo, il napoletano, il siciliano, l'istrioto, il morlacco, l'istroromeno, il meglenoromeno e il giudeo-spagnolo. Ci sono anche dialetti che non hanno avuto alcuna normalizzazione, perché sono parlate da un numero molto ristretto di persone, per esempio la lingua moesorumena.

Le lingue germaniche, parlate da oltre 300 milioni di persone, usano l'alfabeto latino, a volte leggermente modificato. L'unica lingua germanica scritta con un alfabeto diverso dal latino è lo yiddish, che impiega l'alfabeto ebraico. Le lingue germaniche più diffuse in Europa sono l'inglese (parlato da oltre 70 milioni di persone) e il tedesco (con quasi 85 milioni di locutori). Altre lingue di rilevante importanza sono il nederlandese (con oltre 23 milioni di locutori) e le lingue scandinave (soprattutto danese (con oltre 5 milioni di parlanti), norvegese (con quasi 5 milioni di parlanti) e svedese) (con quasi 10 milioni di parlanti). Sono stimate, inoltre, altre 53 lingue germaniche.

Le lingue slave sono parlate da oltre 315 milioni di persone abitanti in Europa centro-orientale e balcanica[75]. Alcune lingue slave usano l'alfabeto latino con alcuni segni diacritici (bosniaco, ceco, croato, polacco, slovacco, sloveno), altre quello cirillico (bielorusso, bulgaro, macedone, russo, serbo, ucraino), con variazioni minime tra una lingua e l'altra.

EconomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Economia d'Europa.
 
Stati europei per Prodotto interno lordo nel 2006

L'economia d'Europa comprende più di 731 milioni di persone in 48 diversi Stati. Come in altri continenti la ricchezza degli stati in Europa varia, anche se gli stati più poveri sono ben al di sopra dei più poveri stati di altri continenti in termini di prodotto interno lordo e qualità di vita. La differenza di ricchezza in Europa può essere visto grossomodo durante la guerra fredda, dove si può notare il divario tra paesi come: Portogallo, Slovenia e Repubblica Ceca. Mentre gran parte degli Stati europei hanno un PIL pro capite superiore alla media del mondo e sono molto sviluppate (Liechtenstein, Lussemburgo, Principato di Monaco, Andorra, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, Svizzera), alcune economie europee, nonostante la loro posizione superiore alla media mondiale (tranne per la Turchia) hanno un Indice di sviluppo Umano (Armenia, Kosovo, Macedonia del Nord, Ucraina, Azerbaigian, Georgia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kazakistan) al di sotto dei paesi europei più ricchi.

L'Europa è una delle zone più ricche del globo: troviamo infatti grandi potenze dal punto di vista economico, quali Germania, Italia, Francia, Regno Unito, Russia e Spagna, che detengono un prodotto interno lordo nominale molto alto. L'economia europea può essere geograficamente divisa in due grandi zone: quella occidentale, caratterizzata da economie fortissime e valori di sviluppo alti, e quella orientale, in cui la ricchezza decresce verso Est, pur essendovi economie caratterizzate da un forte tasso di crescita. Grazie alla sua varietà di luoghi e di storia, l'Europa ha tutti i settori economici molto sviluppati: l'agricoltura, con il Bassopiano Sarmatico, il Bassopiano Francese, la Pianura Padana, il Bassopiano Germanico e le pianure spagnole, l'industria, con le aree di Parigi, Berlino, della Renania Settentrionale-Vestfalia, Londra, Mosca, Istanbul (in parte in territorio Asiatico), Barcellona, dell'Italia del centro-nord e molte altre, e il settore terziario, in cui, oltre alle attività finanziarie, assicurative e bancarie, spicca il turismo: infatti in Europa vi sono 3 delle nazioni più visitate al mondo: Italia, Spagna e Francia. Il turismo è uno dei settori più sviluppati dell'economia del continente. L'Europa è infatti il continente che concentra le più svariate e visitate attrazioni turistiche al mondo, potendo contare sui suoi millenni di storia che le hanno tramandato innumerevoli vestigia monumentali, città d'arte, ma vanta anche attrazioni paesaggistiche, naturalistiche, parchi di divertimento.

TrasportiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Europa.
 
Strade europee rispetto ai confini europei del 1990

I trasporti dell'Europa sono un insieme di principali linee di mezzi di trasporto che prevedono per il movimento di oltre 700 milioni di persone e le relative merci. La geografia politica dell'Europa divide il continente in più di 50 Stati sovrani e territori. Questa frammentazione, con maggiore movimento di persone a partire dalla rivoluzione industriale, ha portato ad un elevato livello di cooperazione tra i paesi europei in via di sviluppo e manutenzione di reti di trasporto. Organizzazioni sovranazionali e intergovernative, come l'Unione europea (UE), il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa hanno portato allo sviluppo di norme internazionali e di accordi che permettono alle persone e alle merci di attraversare le frontiere d'Europa, in gran parte con livelli unici di libertà e semplicità.

Il continente europeo è ricco di importanti e trafficate vie di comunicazione stradali, ferroviarie e marittime. L'Europa è stata infatti il primo continente a fare dei progressi nel campo dei trasporti, in quanto le prime ferrovie e le prime autostrade sono nate proprio nei paesi dell'Europa Occidentale. Ad oggi inoltre nel vecchio continente si trovano molti tra i più importanti porti e aeroporti mondiali. Con l'istituzione dell'area Schengen, dal 1990 in 25 paesi europei oggi è possibile viaggiare liberamente senza controlli doganali. Il trasporto di merci ha un alto livello di compatibilità intermodale e lo Spazio economico europeo consente la libera circolazione delle merci in 30 stati.

CulturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura dell'Europa.

La cultura dell'Europa potrebbe essere meglio descritta come una serie di molteplici culture, spesso in competizione; regioni geografiche opposte l'un l'altro, ortodossia in contrapposizione al cattolicesimo al protestantesimo in contrapposizione rispetto al giudaismo al contrario di laicità in contrasto con l'Islam, molti hanno affermato di individuare le linee di faglie culturali in tutto il continente. Andreas Kaplan descrive Europa come un continente che "possiede una massima diversità culturale in distanze geografiche minime"[76]. Ci sono molte innovazioni culturali e movimenti, spesso in contrasto tra loro, come ad esempio proselitismo cristiano o Umanesimo. Così la questione della "cultura comune" o "valori comuni" è molto più complessa di quanto sembra essere.

Dopo le culture pagane di aborigeni in Europa, le fondamenta delle moderne culture europee sono state poste dai Greci, rafforzate in seguito dai Romani, stabilizzate dal cristianesimo, aggiunte dal resto d'Europa, rinnovate e modernizzate verso il XIV secolo da rinascimento, umanesimo e protestantesimo e in seguito, nel XVIII secolo, dall'illuminismo, e globalizzata dai successivi imperi europei tra il XVI e il XX secolo. Così la cultura europea trasformata in un fenomeno molto complesso di una più ampia gamma di filosofia, l'umanesimo giudaico-cristiana e laica, modi razionali di vita e di pensiero logico sviluppata attraverso una lunga età di cambiamento e di formazione con gli esperimenti di illuminismo, naturalismo, romanticismo; la scienza, la democrazia, il fascismo, il comunismo, e il socialismo. A causa della sua connessione globale, la cultura europea è cresciuta con un'urgenza di adottare, adattare e, in definitiva influenzare altre tendenze della cultura. È un dato di fatto, quindi, a partire dalla metà del XIX secolo con l'espansione dell'istruzione europea e la diffusione del colonialismo, la cultura europea e il modo di vita, in gran parte, si è trasformata in cultura globale, se così si può chiamare.

 
Dati riguardo le fede in Europa.

ReligioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Europa.

La religione in Europa è stata determinante per la grande influenza avuta su arte, cultura, filosofia e diritto. La più grande religione in Europa per almeno un millennio e mezzo è stato il cristianesimo. Una serie di paesi dell'Europa meridionale e orientale hanno maggioranze musulmane. Comunità minori includono l'ebraismo, il buddhismo, il sikhismo, l'induismo, soprattutto in Gran Bretagna e Francia.

Attualmente, insieme ai 555 milioni di cristiani (di cui 269 cattolici, 170 ortodossi, 80 protestanti, 30 anglicani) vivono in Europa 32 milioni di musulmani; 3,4 milioni di ebrei; 1,6 milioni di induisti; 1,5 milioni di buddisti e 500.000 sikh.

Santo PatronoModifica

Il Santo Patrono dell'Europa e protettore degli europei è San Benedetto da Norcia.

 
Veduta di San Siro prima di una partita di calcio.

SportModifica

In Europa gli sport più praticati e seguiti sono diversi. Sicuramente fra i più popolari vi sono il calcio, la pallacanestro, l'automobilismo, il motociclismo, la pallavolo, il tennis.

Il calcio rappresenta sia a livello dilettantistico che a livello professionistico lo sport europeo per eccellenza. Sono infatti famose le competizioni nazionali ed internazionali per club, come la UEFA Champions League, e per nazione, come il Campionato europeo di calcio. Per la pallacanestro sono invece famose le competizioni internazionali come l'Euroleague Basketball.

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ Vedi Confronto tra popolazione e superficie dei continenti.
  2. ^ In realtà Knivskjellodden è situato su un'isola, anche se vicinissima e non considerata tale. Il punto sulla terra ferma è il sempre norvegese Capo Nordkinn.
  3. ^ In realtà la Terra di Francesco Giuseppe, isola russa, è molto più settentrionale, ma non è considerata geograficamente parte dell'Europa
  4. ^ Se si considerassero le Isole Madeira o le Canarie come territori europei, dato che geograficamente associate all'Africa ma politicamente dipendenti da Portogallo e Spagna, sarebbero il punto più meridionale.
  5. ^ Da molti, specialmente irlandesi, questo punto viene considerato come il più occidentale d'Europa. Ciò è inesatto dato che l'Islanda è decisamente più ad ovest, anche se comprensibile data la lontananza dell'isola nordica dalla massa continentale europea rispetto all'Irlanda. La convinzione deriva dal fatto che anticamente l'Islanda non era del tutto considerata una terra europea quanto artica. Ma il fatto curioso è che non si considerino le Isole Blasket, situate proprio davanti al promontorio: a quel punto An Tiaracht dovrebbe essere il punto più ad ovest d'Europa, cosa che comunque non è.
  6. ^ Se si considerassero tutte le varie dipendenze politiche europee, le isole Azzorre dovrebbero essere il punto più occidentale, o addirittura le Isole Cayman. Sulle Azzorre c'è anche un rilievo geologico da fare, dato che sono disposte su due placche terrestri distinte: considerando l'interno arcipelago il primato spetterebbe a Flores, altrimenti considerando solo la placca eurasiatica sarebbe Faial la più occidentale
Fonti
  1. ^ Secondo il criterio storico-culturale seguito nel geoschema della Commissione statistica delle Nazioni Unite, i Paesi europei sono 45, includendo tra essi la Russia, Stato transcontinentale che si estende anche in Asia.
    Considerando che il Kazakistan e la Turchia sono paesi anch'essi transcontinentali, con parte del loro territorio in Europa, il numero dei paesi con territori, almeno parzialmente, europei è 48.
    Considerando inoltre che Cipro, fisicamente asiatico, è spesso considerato dal punto di vista storico-culturale uno Stato europeo e che inoltre è un membro dell'Unione Europea, il numero sale a 48.
    In questo computo non si includono gli Stati che hanno riconoscimento ufficiale limitato.
    Gli stati presenti in Europa quindi sono in tutto 50: 45 europei a tutti gli effetti + Turchia + Kazakistan + Cipro.
  2. ^ Luciano Canepari, Europa, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ Per tutto il mito di Europa: Donatella Puliga e Silvia Panichi, Un'altra Grecia: le colonie d'Occidente tra mito, arte e memoria, Torino, Einaudi, 2005, p. 76, ISBN 978-88-06-17539-9.
  4. ^ Diodoro (16, 95, 1)
  5. ^ Polibio (1, 2, 4)
  6. ^ Teopompo, Encomio di Filippo
  7. ^ Strabone (7,312-313)
  8. ^ LIvio (40, 21, 2)
  9. ^ Domino Sancto et in Christo Patri, Romanae pulcherrimo Ecclesiae Decori, totius Europae flaccentis augustissimo quasi cuidam Flori. Epistola I.1 – I.2, in: George Stuart Murdoch Walker (a cura di), Sancti Columbani Opera, in Scriptores Latini Hiberniae, Dublin Institute for Advanced Studies, 1957, ISBN 978-1855000506.
  10. ^ Francesca Canale Cama, Daniela Casanova, Rosa M. Delli Quadri, Storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo, Alfredo Guida Editore, p. 133, 134, ISBN 978-88-6042-623-9.
  11. ^ Alessandro Barbero, Carlo Magno: Un padre dell'Europa, Gius.Laterza & Figli, 2011. ISBN 9788858101612.
  12. ^ Franz Turchi, Lettere dall'Europa. Un futuro per il nostro vecchio continente, FrancoAngeli editore, 2012.
  13. ^ Bruno Migliorini, Giacomo Devoto, Lingua nostra, volumi 69-70, Sansoni, 2008 (pagina 8).
  14. ^ Romano Prodi, Discorso alla Fiera di Forlì, su forlitoday.it, 14 giugno 2012.
  15. ^ Fino allo spartiacque del Caucaso, linea F nella figura relativa al confine orientale, §4.1 in questa voce.
  16. ^ World Population Prospects, su esa.un.org. URL consultato il 3 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2011).
  17. ^ Precisamente dalla Baia della Bajdarata, comprendendo in Europa la Novaja Zemlja e la Penisola di Jugor
  18. ^ a b c d Questa linea di demarcazione è quella sulla quale si trovano d'accordo la maggior parte degli autori; vedi:
    • AA.VV. Atlante Geografico Mondiale, edito da Istituto Geografico De Agostini, Novara nel 1995 (vece Europa). In particolare, si precisa che gli Urali sono compresi tutti in Europa, sino al loro margine orientale;
    • AA.VV., Calendario Atlante De Agostini 2013, De Agostini, 2012, p. 80, ISBN 978-88-511-1705-4.
  19. ^ Per ciò che riguarda il Pallas e il Ritter: Enciclopedia Treccani, voce Europa .
  20. ^ a b c d La Società Geografica Sovietica segue integralmente la convenzione indicata da Philip Johan von Strahlenberg. La differenza tra essa e quella comunemente seguita in Occidente consiste nella scelta di far correre il confine euroasiatico lungo il corso del fiume Emba e non lungo il fiume Ural.
    Anche nei libri di testo russi, sin dal 1958, il confine tra Europa e Asia è disegnato secondo le raccomandazioni espresse formalmente dalla Società Geografica Sovietica; tale confine segue la linea che inizia dalla Baia della Bajdarata (nel Mar di Kara), prosegue lungo il piede orientale dei Monti Urali, quindi sulle colline del Mugodzhar, sul corso del fiume Emba e sulla depressione del Kuma-Manyč e termina infine nel mar d'Azov, nei pressi di Rostov sul Don (passando pertanto a nord del Caucaso).
    Si veda: (RU) "Живём мы в Европе или Азии?" (Viviamo in Europa o in Asia?).
  21. ^ Porre il confine Europa-Asia tra monti Urali e mar Caspio lungo il corso del fiume Emba e non lungo quello del fiume Ural è parte della proposta originaria di Philip Johan von Strahlenberg. Normalmente si preferisce il fiume Ural perché esso nasce direttamente dai monti Urali, mentre il fiume Emba nasce sulle colline Mugodzhar in Kazakistan; porre il confine sull'Emba è dunque problematico, perché rende necessario tracciare la linea di demarcazione continentale fra le ultimi pendici dei monti Urali e le colline Mugodzhar, fino alle sorgenti del fiume Emba. La questione non è sostanziale, in quanto le foci dei due fiumi distano poco più di cento chilometri.
  22. ^ Europe, su Enciclopedia Britannica.
  23. ^ a b c d Gli stati del mondo suddivisi per continente - dal sito di statistica delle Nazioni Unite. In tale pagina aprire la scheda "Regioni geografiche".
  24. ^ Sebbene una parte del territorio turco si trovi geograficamente in Asia, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea hanno confermato l'ammissibilità della richiesta di adesione della Turchia all'Unione Europea sostenendo che i termini "Stato europeo" non possono essere interpretati in senso strettamente geografico.https://www.europarl.europa.eu/enlargement/briefings/23a2_it.htm
  25. ^
  26. ^ media dei dati desunti da
    CIA The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 20 settembre 2014.
    UN Demografic Yearbook 2013 (PDF), su unstats.un.org.
    Calendario Atlante De Agostini, 2014.
    salvo dove diversamente convenuto.
    In alcuni casi (es. Paesi Bassi e Francia) vi sono sensibili differenze tra le diverse fonti dovute al diverso criteri di valutazione delle acque interne (vedasi Brun Christophe, Comment l'usage de la mesure de la superficie de la France s'est-il imposé au XVIIIe siècle? Quelques remarques, in Histoire & Mesure, vol. 8, nº 3-4 "La mesure de la terre", 1993, 417-440. URL consultato il 26 settembre 2014.
  27. ^ stima al 1º luglio 2014,
    fonte (EN) CIA, The World Factbook, su cia.gov. URL consultato l'8 settembre 2014.
  28. ^ risultati grezzi, la superficie include le acque interne e le terre polari.
  29. ^ Inclusa Cipro del Nord, in quanto stato a riconoscimento limitato; escluse Akrotiri e Dhekelia che sono basi militari sovrane del Regno Unito. Per i soli dati di Cipro del Nord si veda il capitolo #Superficie, popolazione e densità degli Stati europei o caucasici a riconoscimento limitato
  30. ^ Incluse le Isole Fær Øer, nazione costitutiva del Regno di Danimarca e ricadente su territorio europeo; esclusa la Groenlandia, anch'essa nazione costitutiva del Regno di Danimarca, ma ricadente sul continente americano
  31. ^ Dati riferiti alla Francia metropolitana, escludendo quindi i territori extraeuropei: i dipartimenti d'oltremare, le collettività d'oltremare e le "collettività sui generis" (Nuova Caledonia e Terre australi e antartiche francesi).
  32. ^ Incluso il Dodecanneso e le isole dell'Egeo settentrionale più vicine alla Turchia, geograficamente asiatiche.
  33. ^ Incluse le isole Pelagie e Pantelleria, geograficamente appartenenti all'Africa.
  34. ^ Inclusa la Transnistria, stato a riconoscimento limitato.
  35. ^ Escluse le isole Svalbard e Jan Mayen, che godono di un particolare status internazionale stabilito dal trattato delle Svalbard.
  36. ^ Esclusi i Paesi Bassi caraibici, ossia le isole di Bonaire, Sint Eustatius e Saba (isole BES), municipalità speciali appartenenti al continente americano.
  37. ^ Incluse le Azzorre, perché situate sulla Placca euroasiatica; esclusa Madeira (801 km², 267875 ab., stima 2011), perché situata sulla Placca africana.
  38. ^ Escluse le dipendenze
  39. ^ *Computo dei distretti federali che compongono la Russia europea: centrale, nordoccidentale, del Volga e meridionale, escludendo da quest'ultimo l'Adighezia e il territorio di Krasnodar, situati a sud della depressione del Kuma-Manyč e perciò considerati asiatici secondo le più diffuse convenzioni.
  40. ^ a b Stima popolazione al 1/01/2014, fonte (RU) Popolazione 2014 (XLS), Servizio di statistica dello Stato federale. URL consultato il 10 settembre 2014.
  41. ^ Incluso il Kosovo, in quanto stato a riconoscimento limitato. Per i soli dati del Kosovo, si veda il capitolo #Superficie, popolazione e densità degli Stati europei o caucasici a riconoscimento limitato.
  42. ^ a b Il Kosovo, sebbene non sia membro o osservatore delle Nazioni Unite, da quando ha dichiarato l'indipendenza ha raggiunto un notevole grado di riconoscimento diplomatico. Inoltre, è stato accettato per l'adesione a diverse organizzazioni internazionali, tra cui due agenzie delle Nazioni Unite, e attualmente sta cercando l'adesione all'UE. Al 13 novembre 2019, 98 su 193 ( 51%) Stati membri delle Nazioni Unite (ONU), 23 su 28 ( 82%) Stati membri dell'Unione europea (UE), 25 su 29 ( 86%) Stati membri della NATO , e 34 su 57 ( 60%) Stati membri dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC) hanno riconosciuto il Kosovo. Il governo della Serbia non riconosce il Kosovo come uno stato sovrano, ma ha iniziato a normalizzare le relazioni con il governo del Kosovo conformemente all'accordo di Bruxelles. Per tutta la nota, si veda: (in Albanese) sito beinkosovo.com, pagina Paesi che hanno riconosciuto il Kosovo come stato indipendente.
  43. ^ Esclusi i territori spagnoli che appartengono al continente africano: le Canarie (7447 km² 2.118.344 ab, stima al 1/01/2012), Ceuta e Melilla (33 km², ab. 145.336 al 1/01/2012).
  44. ^ Incluse la Repubblica di Crimea e la città autonoma di Sebastopoli,de facto sotto l'amministrazione della Russia
  45. ^ media dei dati desunti da
    CIA The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 20 settembre 2014.
    UN Demografic Yearbook 2013 (PDF), su unstats.un.org.
    Calendario Atlante De Agostini, 2014.
    salvo dove diversamente convenuto.
  46. ^ stima al 1º luglio 2014,
    fonte (EN) CIA, The World Factbook, su cia.gov. URL consultato l'8 settembre 2014.
  47. ^ risultati grezzi, la superficie include le acque interne e le terre polari.
  48. ^ media dei dati desunti da
    CIA The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 20 settembre 2014.
    UN Demografic Yearbook 2013 (PDF), su unstats.un.org.
    Calendario Atlante De Agostini, 2014.
    salvo dove diversamente convenuto.
    In alcuni casi (es. Paesi Bassi e Francia) vi sono sensibili differenze tra le diverse fonti dovute al diverso criteri di valutazione delle acque interne (vedasi Brun Christophe, Comment l'usage de la mesure de la superficie de la France s'est-il imposé au XVIIIe siècle? Quelques remarques, in Histoire & Mesure, vol. 8, nº 3-4 "La mesure de la terre", 1993, 417-440. URL consultato il 26 settembre 2014.
  49. ^ stima al 1º luglio 2014,
    fonte (EN) CIA, The World Factbook, su cia.gov. URL consultato l'8 settembre 2014.
  50. ^ risultati grezzi, la superficie include le acque interne e le terre polari.
  51. ^ capoluogo per i territori dipendenti, città principale (tra parentesi) per gli stati transcontinentali con capitale extraeuropea.
  52. ^ distretti delle province del Kazakistan Occidentale e di Atyrau a ovest del fiume Ural al 1/01/2014 - Computo del territorio in http://books.google.it "Calendario Atlante De Agostini 2014" (valore medio),
    dati da (RU) Popolazione all'inizio del periodo 2014[collegamento interrotto], Agenzia della Repubblica del Kazakistan sulle statistiche. URL consultato il 10 settembre 2014.
  53. ^ Il Kazakistan europeo non costituisce entità amministrativa a sé stante, ma comprende i territori occidentali della Regione di Atyrau e della Regione del Kazakistan Occidentale; le città più importanti sono Oral ed Atyrau, entrambe sul corso del fiume Ural
  54. ^ Dati da (RU) Popolazione all'inizio del periodo 2014[collegamento interrotto], Agenzia della Repubblica del Kazakistan sulle statistiche. URL consultato il 10 settembre 2014.
  55. ^ regione di Marmara a Ovest del Bosforo, Mar di Marmara e Dardanelli (Tracia orientale) - Computo del territorio in Enciclopedia Treccani App. VI alla voce "Europa" e http://books.google.it "Calendario Atlante De Agostini 2014" (valore medio),
    dati da Population of provinces/districts/2013, Istituto turco per le statistiche, 2013. URL consultato il 10 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2012).
  56. ^ La Turchia europea non costituisce un'unità amministrativa a sé stante, ma è parte della Regione di Marmara, che si estende anche in territori asiatici. La città più importante è Istanbul
  57. ^ Dati da Turkish Statistical Institute, www.tuik.gov.tr Archiviato il 10 ottobre 2012 in Internet Archive. "Population of provinces/districts/2013", consultati il 10 settembre 2014
  58. ^ media dei dati desunti da
    CIA The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 20 settembre 2014.
    UN Demografic Yearbook 2013 (PDF), su unstats.un.org.
    Calendario Atlante De Agostini, 2014.
    salvo dove diversamente convenuto.
    In alcuni casi (es. Paesi Bassi e Francia) vi sono sensibili differenze tra le diverse fonti dovute al diverso criteri di valutazione delle acque interne (vedasi Brun Christophe, Comment l'usage de la mesure de la superficie de la France s'est-il imposé au XVIIIe siècle? Quelques remarques, in Histoire & Mesure, vol. 8, nº 3-4 "La mesure de la terre", 1993, 417-440. URL consultato il 26 settembre 2014.
  59. ^ stima al 1º luglio 2014,
    fonte (EN) CIA, The World Factbook, su cia.gov. URL consultato l'8 settembre 2014.
  60. ^ risultati grezzi, la superficie include le acque interne e le terre polari.
  61. ^ capoluogo per i territori dipendenti, città principale (tra parentesi) per gli stati transcontinentali con capitale extraeuropea.
  62. ^ a b c d e f Secondo la convenzione più comunemente adottata in Italia è parte dell'Asia. Si veda: Anche la Commissione statistica delle Nazioni Unite, nel suo geoschema, considera asiatico questo stato. Si veda:
  63. ^ media dei dati desunti da
    CIA The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 20 settembre 2014.
    UN Demografic Yearbook 2013 (PDF), su unstats.un.org.
    Calendario Atlante De Agostini, 2014.
    salvo dove diversamente convenuto.
    In alcuni casi (es. Paesi Bassi e Francia) vi sono sensibili differenze tra le diverse fonti dovute al diverso criteri di valutazione delle acque interne (vedasi Brun Christophe, Comment l'usage de la mesure de la superficie de la France s'est-il imposé au XVIIIe siècle? Quelques remarques, in Histoire & Mesure, vol. 8, nº 3-4 "La mesure de la terre", 1993, 417-440. URL consultato il 26 settembre 2014.
  64. ^ stima al 1º luglio 2014,
    fonte (EN) CIA, The World Factbook, su cia.gov. URL consultato l'8 settembre 2014.
  65. ^ risultati grezzi, la superficie include le acque interne e le terre polari.
  66. ^ capoluogo per i territori dipendenti, città principale (tra parentesi) per gli stati transcontinentali con capitale extraeuropea.
  67. ^ Paese con riconoscimento minoritario, stima pop. 1/01/2014.
  68. ^ a b c d e f g Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE)
  69. ^ Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria hanno costituito nel 1991 il Gruppo di Visegrád
  70. ^ Europe: Physical Geography National Geographic - Education, su education.nationalgeographic.com.
  71. ^ Oppure, secondo un'altra convenzione, sono asiatici i territori kazaki ad est del fiume Emba
  72. ^ a b c d Il Milione, p. 10.
  73. ^ a b c d CIA - The World Factbook - World
  74. ^ Mirandese riconosciuto ufficialmente nel Portogallo dal 29 gennaio 1999, su mirandes.no.sapo.pt, 8 dicembre 2003. URL consultato il 22 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2002).
  75. ^ (EN) Britannica.com Lingue slave, su britannica.com.
  76. ^ Andreas Kaplan: European Management and European Business Schools: Insights from the History of Business Schools, in European Management Journal, 2014, DOI:10.1016/j.emj.2014.03.006.

BibliografiaModifica

  • Stanislaw Grygiel, Dove nasce l'Europa?, ne Il Nuovo Areopago, n. 2/2004, pp. 10–18.
  • Achille e Adolfo Boroli (a cura di), Il Milione - Enciclopedia di tutti i Paesi del mondo, vol. 1, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1974.
  • Alan Siaroff, Comparative European Party Systems: An Analysis of Parliamentary Elections Since 1945, 081532930X, 9780815329305, 9780203900307, Routledge, 2000

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