Europa

continente della Terra
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L'Europa (/euˈrɔpa/[3]) è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente in base a fattori storico-culturali e geopolitici. Come continente, è l'unico situato interamente nell'emisfero settentrionale e costituisce l'estremità occidentale del supercontinente Eurasia, o anche una delle tre parti (la nord-occidentale) del supercontinente Eurafrasia, che è detto più comunemente "Continente Antico".

Europa
Earthlights 2002.jpg
Immagine satellitare dell’Europa di notte, scattata nel 2002
Stati46[1]
Superficie10 180 000 km²
Abitanti745 173 769[2] (2021)
Densità73 ab./km²
Linguevedi Lingue e Lingue parlate in Europa
Fusi orarida UTC-1 a UTC+6
Nome abitantieuropei
Europe (orthographic projection).svg
Posizione dell'Europa nel mondo.

È stata la culla della civiltà occidentale, assieme al Medio Oriente. La storia e la cultura europea hanno influenzato notevolmente quelle degli altri continenti, verso i quali, a partire dal XVI secolo, sono state frequenti e massicce le migrazioni, specialmente in America e in Oceania, dove le popolazioni di origine europea sono diventate numericamente maggioritarie rispetto alle popolazioni locali.

EtimologiaModifica

 
Affresco raffigurante Europa seduta sul dorso del toro (da Pompei)
 
Moneta da due euro greca raffigurante il mito di Europa

Il mito del ratto di EuropaModifica

Nella mitologia greca, il termine geografico era fatto derivare da quello di Europa, ninfa oceanina figlia di Oceano[4] o, secondo altri[5], principessa figlia di Agenore re di Tiro, antica città fenicia. Zeus, invaghitosi di lei, decise di rapirla e si trasformò in uno splendido toro bianco. Mentre coglieva i fiori in riva al mare, Europa vide il toro che le si avvicinava. Era un po' spaventata ma il toro si sdraiò ai suoi piedi ed Europa si tranquillizzò. Vedendo che si lasciava accarezzare, Europa salì sulla groppa del toro, che si gettò in mare e la condusse fino a Creta. Zeus si ritrasformò in dio e le rivelò il suo amore. Ebbero tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamanto. Minosse divenne re di Creta e con lui iniziò la civiltà cretese. Il nome Europa, da quel momento, indicò le terre poste a nord del Mar Mediterraneo[5].

Le ipotesi della derivazione dal greco antico o dal fenicioModifica

Il termine "Europa" deriva sicuramente dal latino Europa, a sua volta derivato dal greco antico Εὐρώπη (Eurṓpē). L'etimologia del termine greco, però, è da sempre oggetto di dibattito tra gli studiosi: ogni ipotesi etimologica è tutt'altro che sicura, e l'origine del nome "Europa" è da considerarsi tuttora ignota; questa incertezza è peraltro un fenomeno comune anche nel caso di numerosissimi altri nomi geografici antichi[6][7].

Una diffusa ipotesi etimologica fa derivare il termine dagli elementi εὐρύς (eurus), col significato di "largo, ampio"[8] e ὤψ - ὠπ- - ὀπτ- (ōps / ōp- / opt-) col significato di "occhio, sguardo, volto"[9] e dunque esso avrebbe il significato di "ampio sguardo", in riferimento alla vastità delle terre che si estendevano a nord dell'Egeo e, in seguito, a nord dell'intero Mediterraneo[6][10]. Furono Anassimandro (VII-VI sec. a.C.) e poi Ecateo di Mileto (VI - V sec. a.C.) a usare il termine in questo senso, descrivendo la Terra divisa in due continenti separati dal Mediterraneo, considerato centro del mondo; secondo la loro descrizione, da una parte l'Europa confinava a nord con le sconosciute regioni iperboree; dall'altra con l'Asia, nella quale erano compresi anche l'Egitto e la Libia.

Un'etimologia alternativa fa derivare invece il termine "Europa" dal termine semitico ereb, con il significato di "occidente", con cui i Fenici indicavano tutti i territori a ovest della loro terra d'origine. Secondo questa ipotesi etimologica, il termine "Europa" sarebbe dunque contrapposto ad "Asia", anch'esso derivante da una voce semitica significante "oriente", e che sarebbe stata usata dai Fenici per indicare tutte le terre a est della loro. Il termine "Europa" indicherebbe quindi le terre poste verso il punto in cui tramonta il Sole e "Asia" le terre poste verso il punto in cui il Sole sorge[7].

Allargamento del significato del termineModifica

 
Immagine satellitare dell'Europa.

In epoca greca antica, era chiamata "Europa" una regione pianeggiante dell'Egeo settentrionale, in contrapposizione al montuoso Peloponneso; successivamente il termine fu esteso ad indicare una terra a nord del Mediterraneo, della quale non si conoscevano con esattezza i confini settentrionali e il cui limite orientale era considerato il corso del Tanai (Don)[6][10].

Negli ultimi decenni dell'età classica greca, Filippo il macedone, padre di Alessandro Magno, si definì primo re d'Europa[11], un'Europa che andava dall'Adriatico al Danubio[12], corrispondendo quindi alla Penisola Balcanica. Per Teopompo[13] "[...] Filippo [...] deve regnare su tutta l'Europa". Per Strabone[14] l'Europa di Teopompo ha come confini il Danubio, l'Adriatico e il Mar Nero: "essa si trova a meridione dell'Istro [Danubio] ed è circondata dal mare. Inizia nella parte più interna del mare Adriatico e si estende [...] fin a quello Pontico [Mar Nero]". Ancora, Livio[15] racconta che Filippo "era stato preso dalla smania di salire fino alla vetta del monte Emo, credendo alla comune diceria che da essa il panorama si slargasse dal Ponto all'Adriatico, dal Danubio alle Alpi": è lo stesso monte che salirà Filippo V cento anni dopo la morte del grande Filippo, dal quale osservò l'ideale orizzonte delle sue conquiste.

In epoca romana, i termini "Europa" ed "europei" sono citati raramente dagli autori latini.

Nel Medioevo, tra il VI e l'VIII secolo, il termine fu ripreso; la prima testimonianza scritta risale alla fine del VI secolo: l'abate irlandese San Colombano lo citò (tutius Europae) in una delle lettere al papa Gregorio Magno [16]. Anche il monaco Isidoro Pacensis usò il termine per indicare i soldati che sotto la guida di Carlo Martello avevano combattuto a Poitiers (prospiciunt Europenses Arabum tentoria, nescientes cuncta esse pervacua)[17]. La battaglia aveva assunto infatti un grande valore simbolico: per Europa si intendeva l'Occidente cristiano, che aveva fermato l'espansione araba. Isidoro aveva quindi usato l'aggettivo "europeo" per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che avevano fermato gli invasori musulmani.

Sempre nel Medioevo, ma all'inizio del IX secolo, nacque una nuova realtà politica, dopo un trentennio di guerre; era l'impero di Carlo Magno, che fuse insieme la potenza dei popoli germanici e di quelli celtici con l'eredità di Roma, sotto l'autorità spirituale del sommo pontefice. L'Impero di Carlo Magno comprendeva gran parte dell'Europa occidentale, ebbe una sola lingua scritta ufficiale (il latino), usò una sola moneta e professò una sola religione; per questo, a volte, Carlo Magno è considerato il "padre d'Europa"[18]. Altri storici divergono decisamente da ques'idea, considerata anacronistica: secondo essi, l'ideale europeo nascerà molto più tardi, con l'Umanesimo e dunque intorno al XV secolo. In quegli anni papa Pio II scrisse il trattato De Europa, in cui l'Europa appare una realtà presente e nello stesso tempo un ideale da raggiungere. Carlo Magno invece non pensava al futuro ma, al contrario, aveva il suo ideale nel passato, intendendo restaurare l'Impero Romano, sia pur illuminato dal Cristianesimo[19][20].

In Età Moderna, con il già ricordato papa Pio II, il termine "Europa" indicò un territorio ancora più esteso verso oriente, fino a comprendere tutti i territori abitati da popoli cristiani[21], compresi gli Slavi orientali, includendo quindi anche le attuali Ucraina e Bielorussia e il nucleo storico della Russia sino al fiume Don[22].

Dal XVIII sec. finalmente, furono considerate europee tutte le terre tra l'Atlantico, il Mediterraneo, il Mar Glaciale Artico e la catena degli Urali (Linea di von Strahlenberg), come si fa ancora oggi[22].

Vecchio continenteModifica

Dopo l'arrivo di Cristoforo Colombo in America, l'Europa è detta a volte anche Vecchio continente[23], in contrapposizione al nuovo continente, ossia l'America. Il termine Vecchio continente, però, è anche sinonimo dell'espressione "Continente antico", che comprende anche l'Asia e l'Africa[24]. Solo dal contesto si può capire a quale zona geografica ci si riferisca.

StoriaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia d'Europa.

PreistoriaModifica

Il passaggio al Neolitico (Rivoluzione neolitica) si sarebbe verificato in Europa dal 7000 a.C. Il processo iniziò dal Medio Oriente, arrivò poi in Grecia e, risalendo il corso del Danubio, investì i Balcani e quindi l'Europa centrale.

Successivamente, dal 5000 a.C. si sarebbe verificata l'invasione degli Indoeuropei, che interessò inizialmente la regione a nord del Mar Nero. Queste popolazioni erano dedite principalmente all'allevamento di bovini e alla pastorizia, conosceva l'uso del carro trainato da buoi e parlavano la lingua proto-indoeuropea, antenata delle moderne lingue europee. La popolazione era divisa in tre classi sociali: guerrieri, sacerdoti e lavoratori; la struttura sociale era gerarchica e patriarcale, con a capo la figura del re. La mitologia indoeuropea era influenzata dal politeismo e dall'attività bellica, ed era trasmessa da cantori di poemi epici.

L'espansione indoeuropea in Europa occidentale vide la fusione con la popolazione stanziale preesistente. Dall'Europa orientale, gli Indoeuropei avrebbero anche introdotto la metallurgia del rame e successivamente del bronzo, e l'uso del cavallo. Dopo l'invasione indoeuropea, in Europa occidentale si svilupparono i Protocelti e gli Italici; in Europa centrale e orientale nacquero invece i popoli proto-Germani e balto-slavi.

Evo anticoModifica

La Rivoluzione urbana si diffuse in Europa nel 1600 a.C. quando in Grecia gli Indoeuropei diedero vita a città-stato organizzate attorno a un centro politico-religioso dell'acropoli. Questa civiltà è detta micenea e le sue vicende sono cantate nei poemi omerici. A seguito dell'invasione dei Popoli del Mare nelle coste mediterranee nel 1200 a.C. vi fu una decadenza delle città-stato.

Trascorso il Medioevo ellenico seguito alle invasioni dei Popoli del mare, si ebbe una ripresa dei commerci tra le città della Grecia e dell'Anatolia attraverso l'Egeo, e la nascita delle poleis, non più basate sulla monarchia e l'acropoli, bensì sulla democrazia e l'agorà, che diedero origine alla colonizzazione greca in Occidente in competizione con i Fenici, mentre nell'Italia centrale fiorirono la civiltà etrusca e quella romana.

L'unificazione politica e culturale di una gran parte del continente europeo fu dovuta all'espansione dell'Impero romano, con la diffusione della lingua latina e del diritto romano fino al limes renano e danubiano, e la diffusione della cultura greca in campo artistico e filosofico. A partire dall'imperatore Costantino, a queste due fonti si unì anche l'influenza della religione cristiana e, tramite essa, della tradizione giudaica.

 
L'Europa nell'814.

MedioevoModifica

A seguito dell'invasione di popoli indoeuropei quali Germani, Slavi e Unni, l'Impero romano ebbe una fase di crisi, che portò alla caduta dell'Impero romano d'Occidente e al pesante ridimensionamento di quello d'Oriente. Questo periodo, caratterizzato dalla graduale integrazione tra la civiltà europea classica (greco-romana e giudaico-cristiana) e gli usi dei nuovi invasori, fu indicato dagli storici moderni come Medioevo.

Nacquero comunità monastiche, che si prefissero il compito di salvaguardare la cultura europea classica e cristiana, nonché di reinterpretarla creativamente attraverso l'evangelizzazione dei regni romano-barbarici sorti sulle rovine dell'impero romano. Grazie a ciò fu possibile la rinascenza carolingia con la ricostituzione dell'Impero romano d'occidente come Sacro Romano Impero e l'attribuzione al vescovo di Roma del ruolo primaziale nella guida dei cristiani.

Il basso Medioevo vide la nascita dei liberi comuni e delle repubbliche marinare, che riportarono nell'XI secolo di nuovo in Europa il ruolo egemone nei commerci nel Mediterraneo, perso dall'Europa sin dall'epoca delle invasioni barbariche. La conseguente ripresa dei contatti tra Europa, Asia ed Africa portò anche importanti sviluppi culturali, tra cui, tramite i contatti con la cultura araba, la riscoperta dell'aristotelismo e un'attenzione maggiore allo studio del mondo della natura, favorita anche dalla nascita di un ceto borghese di mercanti e artigiani interessato all'acquisizione di un sapere tecnico-pratico che è all'origine dei successivi sviluppi della civiltà europea.

Evo modernoModifica

La diffusione dei viaggi dei mercanti verso ogni parte del mondo conosciuto causò la messa in discussione dei valori tradizionali religiosi, dando vita all'Umanesimo e rendendo più forti le voci per una riforma della Chiesa e del Papato. Già alla fine del medioevo si vide la formazione delle monarchie nazionali in Francia, Spagna e Inghilterra, gravida di notevolissimi conseguenze sulla storia del continente.

In Italia, i liberi comuni furono assoggettati da un certo numero di signori, la cui competizione si avvaleva anche degli artisti, che attraverso le loro opere manifestassero la prosperità di ciascuna signoria. Questo periodo fu noto in Italia come Rinascimento ed ebbe il suo epicentro nella Firenze di Lorenzo il Magnifico.

La competizione tra le nuove monarchie nazionali per l'egemonia europea e nei commerci con il ricco Oriente, ostacolata dall'interposizione dell'Impero ottomano lungo la via della Seta, causò anche l'inizio di un periodo di esplorazioni geografiche, nuove scoperte e apertura di nuove rotte commerciali.

Con l'arrivo di Colombo in America, nel XV secolo, gli equilibri europei si modificarono: le potenze mediterranee vennero scalzate da quelle atlantiche: Portogallo e Spagna, presto imitati da Paesi Bassi, Gran Bretagna e Francia, aprirono le prime rotte transoceaniche. Queste Nazioni costruirono vasti imperi coloniali lungo le coste di tutti i continenti.

Alla ribellione all'autorità papale dei riformatori religiosi, seguì presto la ribellione dei Protestanti anche all'autorità regale con l'affermazione della democrazia in Inghilterra nel 1689.

Evo contemporaneoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Unificazione europea e Unione europea.

Nel XVIII secolo, nella colonia britannica d'oltremare degli Stati Uniti d'America, scoppiò la Rivoluzione americana presto seguita dalla Rivoluzione francese, esportata in tutta Europa con le guerre napoleoniche e le società segrete. Ciò portò al completamento del processo di nascita degli Stati nazionali: ad opera della Prussia si ebbe l'unificazione della Germania, mentre le lotte del Risorgimento italiano, guidate infine dal Regno di Sardegna, condussero all'Unità d'Italia. Culturalmente in questo periodo il sentimento nazionale si affianca alla fede religiosa e l'ideologia dominante è il Romanticismo.

La prima età contemporanea fu un periodo di tensioni sociali caratterizzato dalla Rivoluzione industriale e dalle politiche espansionistiche dei maggiori stati europei. Nella seconda metà del XIX secolo gli stati Europei stabilirono un dominio tecnologico, culturale, politico ed economico sul resto del mondo, conquistando o riducendo in colonie enormi estensioni territoriali negli altri continenti. Il periodo del "Grande gioco" fu in Europa ricordato come belle Époque per la classe borghese al potere, ma ciò portò anche alla luce le contraddizioni insite nel sistema economico capitalistico, lucidamente analizzate da Karl Marx e Friedrich Engels, che gettarono le basi del socialismo scientifico.

Nel 1914 tali tensioni sfociarono nella Prima guerra mondiale che si concluse nel 1918 con la sconfitta degli Imperi continentali tedesco e austro-ungarico e la vittoria di Regno Unito, Francia, Regno d'Italia e Stati Uniti d'America, nonché della neonata Unione Sovietica socialista, succeduta all'Impero russo.

Le tensioni sociali e quelle fra gli stati europei crebbero nuovamente, soprattutto in Germania, paese gravato dalle pesanti sanzioni post-belliche imposte dagli alleati su espressa richiesta della Francia, e sfociarono nella Seconda guerra mondiale, la quale fu principalmente provocata dall'aggressiva politica revanscistica messa in atto dalla Germania nazista e successivamente dall'Italia fascista, appoggiate in Asia dall'Impero giapponese. Le due guerre spezzarono l'egemonia del Continente sul resto del pianeta lasciando il posto di potenze mondiali agli Stati Uniti e all'Unione Sovietica.

Dal 1945 al 1991 l'Europa si ritrovò attraversata dalla cosiddetta cortina di ferro, ovvero la linea di confine fra il blocco occidentale-capitalista e quello orientale-comunista. questo periodo, detto della Guerra fredda, ebbe termine con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la caduta degli stati socialisti suoi alleati.

La nascita e il graduale allargamento dell'Unione Europea caratterizzano gli ultimi decenni della storia continentale.

GeografiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Europa.
 
Territori europei ed asiatici secondo la linea di von Strahlenberg

     Stati con territori esclusivamente europei (eccettuati i possedimenti d'oltremare)

     Territori europei di Russia, Turchia e Kazakistan

     Territori asiatici di Russia, Turchia e Kazakistan

     Stati con territori esclusivamente asiatici

L'Europa comprende una parte continentale e una parte peninsulare, separate dall'istmo ponto-baltico, una lunghissima linea (1200 km) che va da Odessa, sul mar Nero, a Danzica, sul Baltico[25]. A sua volta, la parte peninsulare d'Europa si articola in numerose penisole, di cui le principali sono la penisola italiana, quella balcanica, quella iberica, quella finno-scandinava, quella danese, a loro volta spesso comprendenti altre penisole minori; una caratteristica fondamentale d'Europa è infatti il suo frastagliatissimo profilo marittimo. Le isole europee sono numerose, tra cui due che rientrano tra le prime venti della Terra per estensione: la Gran Bretagna e l'Islanda.

L'Europa è uno dei continenti più piccoli: la sua superficie si estende per soli 10000000 km² circa[26], estensione poco superiore a quella dell'Oceania, il continente più piccolo della Terra; nello stesso tempo, il continente europeo è il secondo per densità di popolazione[N 1]; il fatto si spiega notando che la stragrande maggioranza dei territori europei gode di clima temperato; un altro fattore che favorisce il popolamento è l'assenza di zone inabitabili come deserti o calotte glaciali, caratteristica unica tra tutti i continenti. Con i suoi 747 747 395[27] abitanti risulta invece al quarto posto, ossia penultima tra tutti i continenti abitati.

L'Europa si trova al centro dell'emisfero continentale, cosa che ha sempre favorito gli scambi con gli altri continenti. Il centro esatto dell'emisfero (coordinate 47°13′N 1°32′W / 47.216667°N 1.533333°W47.216667; -1.533333) si trova a Nantes, in Francia).[28].

ConfiniModifica

Il confine naturale d'Europa è in gran parte costituito da mare: essa è delimitata a nord dal mar Glaciale Artico, ad ovest dall'oceano Atlantico e a sud dal mar Mediterraneo e dal mar Nero. Ad est, invece, il concetto di Europa sfuma gradatamente nell'Asia ed è definito solo attraverso linee convenzionali, molte delle quali ricadenti in territorio russo.

 
Le varie linee convenzionali di demarcazione tra Europa e Asia:
A: Linea di von Strahlenberg: Urali - fiume Emba - depressione del Kuma-Manyč
B: confine più seguito[29] (modifica alla Linea di von Strahlenberg): Urali - fiume Ural - depressione del Kuma-Manyč
C: confine del National Geographic: Urali - fiume Ural - spartiacque del Caucaso

Confine orientaleModifica

 
Il confine convenzionale tra Europa e Asia più diffuso[29]

Ad est l'Europa ha continuità territoriale con l'Asia. Il confine terrestre tra i due continenti è convenzionale e ricade per la maggior parte in Russia e per un tratto più breve in Kazakistan.

La linea di demarcazione parte dal Mar Glaciale Artico[30], segue poi i monti Urali, il corso del fiume Ural, la costa nord-occidentale del mar Caspio, la depressione del Kuma-Manyč e arriva infine alla foce del fiume Don, nel Mar d'Azov[29] (linea B nella carta a fianco). In Russia e in Kazakistan ci sono decine di monumenti che segnalano il confine Europa-Asia lungo lo spartiacque degli Urali, il fiume Ural e la depressione del Kuma-Manyč; i primi furono eretti negli anni trenta dell'Ottocento[31].

In linea di massima, questo confine deriva dalla linea di von Strahlenberg (linea A nella carta a fianco), definita ufficialmente fin dal 1730 dalla zarina di Russia Anna I, sulla base dei lavori geografici dello svedese Philip Johan von Strahlenberg[32]. Il suo parere fu poi convalidato dagli eminenti studiosi tedeschi Peter Simon Pallas, biologo, e Carl Ritter, geografo[33], oltre che dalla Società Geografica Sovietica[34].

L'unica differenza tra la linea di von Strahlenberg e quella comunemente seguita[29] riguarda il tratto che va dalle pendici meridionali degli Urali al mar Caspio: il geografo svedese, in quest'area, faceva coincidere il confine euro-asiatico con il fiume Emba e non con il fiume Ural come generalmente si fa oggi[34][35].

Se questa è la convenzione sulla quale la maggior parte degli autori si trova d'accordo, si deve tuttavia segnalare che molti autori anglosassoni[36] e non solo[37], nel tratto tra il Mar Caspio e il Mar Nero considerano confine euroasiatico non la depressione del Kuma-Manyč, ma lo spartiacque del Caucaso, lungo la frontiera della Russia, seguendo il criterio di far prevalere considerazioni di geografia politica su quelle di geografia fisica (linea C nella carta a fianco). Il confine tra i due continenti sul Caucaso si è affermato negli Stati Uniti dopo il 1994, in seguito alla sua approvazione da parte del Dipartimento di Stato, organo politico e non geografico[38]

L'autore della voce Europa dell'Enciclopedia Treccani, avvisa del fatto che "nessun criterio fondato su elementi fisici è soddisfacente", e che quindi "l'Europa può essere individuata soltanto come area culturale"[39].

Le frontiere orientali d'Europa rappresentano dunque un'eccezione nel campo dei confini tra i continenti, non coincidendo completamente con mari od oceani e quindi mancando di quella precisa definizione che si accompagna quasi sempre ai confini continentali. I limiti tra Europa e Asia sono definiti perciò in base a criteri storici e culturali, ai quali si affiancano considerazioni di geografia fisica. Le diverse convenzioni esistenti in merito indicano che, in Russia, i caratteri europei sfumano gradatamente verso quelli asiatici.

Confine meridionaleModifica

Il mar Nero, lo stretto del Bosforo, il mar di Marmara e lo stretto dei Dardanelli sono universalmente riconosciuti come confine meridionale tra Europa e Asia. Il mar Mediterraneo separa l'Europa dall'Africa.

Le isole dell'Egeo prospicienti la penisola anatolica (le Sporadi orientali e il Dodecaneso), anche se dal punto di vista della geografia fisica ricadrebbero in Asia, sono considerate appartenenti all'Europa per motivi storico-culturali.

Confine occidentaleModifica

Ad ovest il confine è dato dall'Oceano Atlantico, includendo l'Islanda all'interno dell'Europa.

Confine settentrionaleModifica

Il Mar Glaciale Artico è il limite settentrionale del continente europeo, nel quale sono incluse anche tutte le isole artiche situate tra la costa e il Polo Nord.

Punti estremiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Punti estremi dell'Europa.
 
Punti estremi dell'Europa, in base ai vari criteri
Punto cardinale Tradizionale Effettivo
(massa continentale)
Effettivo
(comprese le isole)
Nord   Capo Nord   Knivskjellodden[N 2]   Capo Fligely (Terra di Francesco Giuseppe).
Sud    Punta de Tarifa    Punta de Tarifa    Capo Tripiti (isola di Gavdos)[N 3]
Est   Monti Urali   Monte Nogodaikha (nei pressi di Vorkuta)[40]   Capo Flissingskij[41] (Novaja Zemlja)
Ovest    Capo Slea[N 4]    Cabo da Roca   Bjargtangar (Islanda)[N 5]

Il centro del continenteModifica

Esiste un dibattito riguardante la localizzazione del centro dell'Europa; ciò dipende da come vengono effettuate le misurazioni, da quali punti estremi vengono considerati, nonché dai differenti modi di ottenere il risultato finale. Gli stati che, a vario titolo, ospitano uno degli ipotetici centri del continente ci sono: Lituania, Estonia, Slovacchia, Ucraina, Polonia, Bielorussia e Repubblica Ceca. Come si vede, sono tutti stati dell'Europa orientale, nella sua accezione più ampia[42].

OrografiaModifica

 
Carta geografica di localizzazione delle principali catene montuose, pianure e depressioni d'Europa. È segnalato il Monte Bianco, il più alto d'Europa.

I rilievi europei danno luogo a grandi dislivelli in aree relativamente piccole.

Si può descrivere il rilievo europeo in base alla longitudine. Le regioni meridionali sono prevalentemente montuose; le montagne più alte del continente si trovano in questa zona: la Sierra Nevada raggiunge i 3478 m, i Pirenei i 3.404 m, le Alpi i 4.807 m, gli Appennini i 2.912 m, i Carpazi i 2.655 m, i Balcani i 2.376 m, le Alpi Dinariche i 2.764 m, le Alpi Albanesi i 2.694 m, il Pindo i 2.637 m[43] e la catena dell'Olimpo, i 2.917 m, con il monte che le dà il nome[44]. Nelle Alpi si erge la vetta più alta d'Europa, il Monte Bianco (4.807 m).

Procedendo verso nord, i rilievi si fanno meno elevati: non raggiungono in nessun caso i 2000 metri; si tratta del Massiccio Centrale, dei Vosgi, del Giura, della Foresta Nera, dei Monti Metalliferi, della Selva Boema, dei Sudeti[43].

Spostandosi ancora verso nord, il paesaggio è caratterizzato da altopiani collinosi e poi da ampie e basse pianure, che hanno il loro centro nel Bassopiano germanico e che si estendono verso oriente con il vastissimo Bassopiano Sarmatico. Circondata dai rilievi, si estende la grande pianura ungherese. In alcuni casi, le pianure si trovano sotto il livello del mare, originando vaste depressioni: verso occidente quella dei Paesi Bassi, verso oriente, al confine con l'Asia, la Depressione Caspica e la Depressione del Kuma-Manyč[43].

Arrivando infine nelle terre più settentrionali d'Europa, si trovano di nuovo catene montuose; si tratta dei Monti Pennini e dei Monti Grampiani, in Gran Bretagna (massima altezza 1.345 m) e delle Alpi Scandinave, tra Norvegia e Svezia, solcate a nord da profondi fiordi[43] (massima altezza 2.452 m). Il più alto monte d'Islanda arriva a 2.110 metri.

IdrografiaModifica

 
I principali fiumi europei suddivisi in base ai diversi mari in cui sfociano

Il principale spartiacque europeo è quello che separa il continente in due vastissime aree[45]:

Questa linea, detta anche semplicemente "spartiacque europeo", si estende da ovest ad est, andando da Gibilterra fino alla costa nord-occidentale del Mar Caspio.

La distribuzione delle risorse idriche in Europa è irregolare. L'Europa è tuttavia un continente con buona disponibilità di risorse idriche in rapporto alla popolazione, sia pur in misura inferiore all'America, all'Oceania e all'Asia Settentrionale[46].

Non tutti i territori europei, comunque, hanno della stessa abbondanza d'acqua, anzi in alcune zone esiste il rischio, durante l'estate, della scarsità di acqua rispetto alle esigenze domestiche ed industriali. Non sono solo i paesi a clima mediterraneo, caratterizzato da estati calde e siccitose, a presentare questo problema, ma anche zone dell'Europa centrale. In particolare, la disponibilità varia tra un massimo di 5.000 e gli 8.000 litri in Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Grecia e un minimo sotto i 5.000 litri in Germania, Polonia e Romania. Anche in questi paesi, comunque, la situazione non è omogenea; in Italia e in Germania, ad esempio, sono favorite le aree alpine e quelle circostanti[46].

Regioni dell'EuropaModifica

La suddivisione dell'Europa in regioni è sempre puramente convenzionale e dunque varia notevolmente in base ai criteri adottati dai vari autori, in base alla scelta di dare la prevalenza a fattori di geografia fisica, o economici, storici, culturali e politici.

La prima carta a fianco raffigura uno dei vari criteri di suddivisione in cui le regioni europee sono più di dieci (spesso dodici) e non sono identificate in base ai punti cardinali, ma seguendo considerazioni storico-geografiche. Questi criteri sono diffusi soprattutto nei testi didattici.

La seconda, la terza e la quarta carta a fianco, invece, illustrano vari criteri di suddivisione dell'Europa molto diffusi a livello generale, accomunati da regioni identificate in base ai punti cardinali. In particolare: nella prima carta l'Europa è suddivisa in due sole grandi parti (occidentale e orientale); nella seconda carta le regioni sono invece cinque (settentrionale, meridionale, occidentale, orientale, centrale), mentre nella seconda sono quattro (è assente la regione centrale).

Suddivisioni didatticheModifica

 
Carta 1 - L'Europa suddivisa in dodici regioni secondo uno dei criteri didattici esistenti

Specialmente nei testi didattici, sono diffuse suddivisioni dell'Europa in circa una dozzina di regioni; alcune di esse hanno i confini variabili a seconda del testo in cui vengono presentate. Si fornisce di seguito un esempio di suddivisione didattica del continente europeo in dodici regioni[47].

I vari elenchi differiscono soprattutto per i seguenti punti[47]:

  • a volte la regione carpatico-danubiana non è chiamata con questo nome, ma "regione centro-orientale", in cui si inserisce anche la Bulgaria;
  • a volte dalla regione balcanica si esclude la Grecia, posta in una regione a parte, e la Bulgaria, inserita nella regione centro-orientale;
  • a volte il Benelux non è considerato una regione autonoma, ma è unito alla regione francese in una nuova entità detta "Francia e Benelux", oppure smembrato ponendo il Belgio nella regione francese, il Lussemburgo e i Paesi Bassi in quella germanica;
  • a volte la regione alpina non è considerata una regione autonoma: la Svizzera e l'Austria sono inserite nella regione germanica;
  • a volte la regione baltica non è considerata una regione autonoma: l'Estonia, la Lettonia e la Lituania sono inserite nella regione sarmatica;
  • a volte la Moldavia è inserita nella regione sarmatica.

Europa occidentaleModifica

 
Carta 2 - L'Europa suddivisa in occidentale e orientale.
 
Carta 3 - Uno dei criteri di suddivisione dell'Europa in regioni[49].
 
Carta 4 - Suddivisione dell'Europa in regioni secondo il Geoschema delle Nazioni Unite
  Lo stesso argomento in dettaglio: Europa occidentale.

Secondo il senso più ampio[50], rappresentato nella seconda carta, il concetto di Europa occidentale si riferisce all'intera metà occidentale dell'Europa, includendo dunque in essa la penisola iberica (Spagna, Portogallo, Andorra), la penisola italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), i paesi nordici (Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Danimarca), i paesi alpini (Svizzera, Liechtenstein, Austria), il Regno Unito, l'Irlanda, la Germania, la Francia, il principato di Monaco, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo. Spesso l'espressione "Europa orientale" si usa riferendosi alle divisioni della Guerra fredda; in questo caso, si include in questa regione anche la Grecia.

Secondo il criterio più ristretto rappresentato nella terza carta[49], l'Europa Occidentale (indicata con il colore rosso) include Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Liechtenstein, Lussemburgo e Svizzera.

Secondo il criterio adottato dall'ONU[51], rappresentato nella quarta carta, fanno parte dell'Europa occidentale (indicata con il colore azzurro) Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania, Austria, Svizzera (in colore celeste nella terza carta).

Europa orientaleModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Europa orientale.

Secondo il criterio più ampio[50], rappresentato nella seconda carta, l'Europa orientale comprende le seguenti repubbliche dell'ex Unione Sovietica: Bielorussia, Moldavia, Russia, Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania, oltre che la parte europea del Kazakistan, i paesi i cui territori ricadevano dell'ex Patto di Varsavia (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria[52], Bulgaria, Romania), i paesi dell'ex Jugoslavia (Bosnia-Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro) l'Albania e la parte europea della Turchia). Durante la Guerra fredda, l'espressione "Europa orientale" era molto usata ed era sinonimo di Blocco comunista.

Se non ci riferisce alle divisioni della Guerra fredda, ma si segue un criterio storico-religioso, a volte si inserisce in questa regione anche la Grecia, altrimenti considerata invece parte dell'Europa occidentale.

Secondo il criterio più ristretto rappresentato nella terza carta[49] l'Europa orientale (indicata con il colore arancione) include Russia, Estonia, Lituania, Lettonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Romania e la parte europea del Kazakistan.

Secondo il criterio adottato dall'ONU[51], nell'Europa orientale, (in colore rosa scuro nella quarta carta), sono compresi la Russia e tutti i paesi dell'ex patto di Varsavia tranne i Paesi Baltici.

Europa centraleModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Europa centrale.

Il criterio di Europa centrale è uno dei più variabili, in base ai criteri adottati. Solitamente, i suoi confini sono considerati a nord il mare del Nord e il mar Baltico, a ovest il Reno, a sud le Alpi, a est l'istmo ponto-baltico, ossia la linea che va da Odessa, sul mar Nero, a Danzica, sul Baltico[53]

Secondo il criterio rappresentato nella terza carta[49] si includono nell'Europa centrale (indicata con il colore azzurro) Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria, Slovenia, Germania.

Il criterio adottato dall'ONU[51], rappresentato nella quarta carta, non prevede la regione dell'Europa centrale.

Europa settentrionaleModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Europa settentrionale.

L'Europa settentrionale comprende i paesi nordici, ossia la Scandinavia nel suo senso più ampio: Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Danimarca[49].

Nella terza carta l'Europa settentrionale è indicata con il colore viola. A volte anche l'Estonia è considerata come un paese dell'Europa settentrionale, per la sua localizzazione e per i forti legami culturali con la Finlandia.

Secondo il criterio adottato dall'ONU[51], rappresentato nella quarta carta, l'Europa settentrionale comprende, oltre ai paesi nordici, anche i tre paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), Irlanda e Regno Unito.

Europa meridionaleModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Europa meridionale.

Secondo il senso più ampio, sono compresi nell'Europa meridionale tutti i territori del bacino mediterraneo; essa include quindi la penisola iberica (Spagna, Portogallo, Gibilterra e Andorra), la penisola italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), la penisola balcanica (Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro, Kosovo e Turchia europea), l'Arcipelago Maltese, l'isola di Cipro, il sud della Francia (con la Corsica) e il principato di Monaco.

Secondo il criterio più restrittivo rappresentato nella terza carta[49] l'Europa meridionale (indicata con il colore verde) comprende solo gli stati delle penisole iberica, italiana e balcanica.

Secondo il criterio adottato dall'ONU[51], rappresentato nella quarta carta, l'Europa meridionale include gli stati delle penisole iberica, italiana e balcanica, esclusa la Bulgaria (nella terza carta in colore verde intenso).

A cavallo tra Europa e AsiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Paese transcontinentale § Europa e Asia.

Alcuni stati si estendono, oltre che in Europa, anche in Asia. I territori asiatici di questi paesi sono:

AmbienteModifica

Flora e faunaModifica

 
Deforestazione in Europa

Avendo vissuto fianco a fianco con la civiltà agricola e industriale per millenni, animali e piante europei sono profondamente segnati dalla presenza e attività dell'uomo. Con l'eccezione della Scandinavia, della Russia, e delle Alpi Svizzere, si possono trovare poche aree incontaminate e selvatiche in Europa, eccetto i parchi naturali.

La principale vegetazione naturale che ricopre l'Europa è la foresta. Le condizioni per la sua crescita sono molto favorevoli. A nord, la Corrente del Golfo e la Corrente del Nord Atlantico riscaldano il continente, a sud il clima è mediterraneo, e ci sono frequenti siccità estive in questa regione. Le creste delle montagne hanno spesso molta influenza sulle condizioni climatiche, alcune (Alpi, Pirenei), sono orientate dall'est all'ovest e permettono al vento di portare grandi masse d'acqua dall'oceano verso l'interno. Altre sono orientate da sud a nord (Montagne Scandinave, Alpi Dinariche, Carpazi, Appennini) e siccome la pioggia cade prima dal lato delle montagne orientato verso il mare, le foreste crescono meglio da questa parte, mentre dall'altro lato, le condizioni sono molto meno favorevoli. Pochi sono i luoghi del continente sui quali nei millenni non ha pascolato il bestiame e a ciò si aggiunge la massiccia deforestazione che ha causato danni incalcolabili all'ecosistema originario.

 
Tundra, Spitsbergen
 
Giardino Sperimentale, Università tecnologica della Pomerania Occidentale a Stettino, Polonia

Un tempo l'Europa era coperta tra l'80% e il 90% dalle foreste, che si estendevano dal Mediterraneo all'Artico. Sebbene più della metà delle foreste originarie sia scomparsa nei secoli di colonizzazione, l'Europa ha ancora più di un quarto delle foreste mondiali, abeti nelle foreste della Scandinavia, vaste foreste di pini in Russia, castagno nel Caucaso, e la quercia nel Mediterraneo. Recentemente, la deforestazione si è arrestata e sono stati piantati molti alberi. Tuttavia, spesso, le conifere sono state preferite agli originali alberi decidui per via della loro rapidità di crescita. Le piantagioni e le monocolture coprono oggi vaste aree di terra e ciò lascia pochi habitat alle specie animali originarie delle foreste europee. L'estensione delle foreste originarie è ormai ridotta al 2-3% nell'Europa occidentale e al 5-10% nella Russia europea. Il paese meno coperto da foreste è l'Irlanda (8%), quello più coperto è la Finlandia (72%).

Nella terraferma, prevalgono le foreste decidue. Le specie più importanti sono il faggio, la betulla e la quercia. Nel nord, dove cresce la taiga, la betulla è molto comune. Nell'area mediterranea sono stati piantati un gran numero di ulivi che si adattano molto bene all'arido clima estivo. Un'altra specie comune nell'Europa Meridionale sono i cipressi. Le foreste di conifere prevalgono ad altitudini elevate, sopra il confine delle foreste, mentre nel nord della Russia e in Scandinavia, all'avvicinarsi dell'Artico, predomina la tundra. Le regioni semi-aride del mediterraneo ospitano anche piante del sottobosco. Una stretta lingua della prateria euroasiatica, la steppa, si estende dalla Russia meridionale e dall'Ucraina verso l'Ungheria nonché, attraverso la taiga, nel nord.

Sono endemiche europee due specie di palme, la Chamaerops humilis, detta anche palma nana o di San Pietro del Mediterraneo meridionale, e la Phoenix theophrasti o dattero di Creta, dell'isola omonima.

La più recente glaciazione e la presenza dell'uomo, hanno influenzato la distribuzione della fauna europea. In molte parti dell'Europa, predatori e grandi animali sono stati cacciati fino all'estinzione. Il mammut e l'uro si sono estinti, e oggi, lupi (carnivori) e orsi (onnivori), un tempo diffusi ovunque nel continente, sono a rischio di estinzione anche a causa della deforestazione che li ha costretti a ritirarsi sempre di più. Già nel Medioevo l'habitat degli orsi era limitato a montagne più o meno inaccessibili con sufficiente copertura boschiva. Oggi l'orso bruno vive principalmente nella penisola balcanica, nel nord e in Russia; altre regioni (Austria, Pirenei ecc.) sono ancora abitate da un numero minore di esemplari ma in queste aree la presenza è frammentaria e gli esemplari vivono emarginati a causa della distruzione del loro habitat. Nell'estremo nord dell'Europa si può trovare l'orso polare. Il lupo, il secondo più grande predatore in Europa dopo l'orso bruno, si può trovare principalmente nell'Europa Orientale e nei Balcani.

Altri carnivori importanti sono la lince eurasiatica, il gatto selvatico, le volpi (specialmente la volpe rossa), gli sciacalli, le martore. Diffusi sono anche ricci, serpenti (vipere, bisce, ecc.), diversi uccelli e mammiferi, come roditori, cervi, caprioli e cinghiali. Le zone montuose sono popolate, tra gli altri, da marmotte, stambecchi e camosci. Anche le creature marine sono importanti per la flora e la fauna europee. La flora marina è principalmente costituita da fitoplancton mentre tra le specie animali che popolano i mari europei vanno ricordati lo zooplancton, i molluschi, gli echinodermi, i crostacei, i calamari, i polpi, i pesci, i delfini e le balene. Alcuni animali, come i protei e i pipistrelli, vivono in grotte.

SocietàModifica

PopolazioneModifica

La popolazione dell'Europa è di circa 723 000 000 abitanti. Comprendendo le regioni del versante settentrionale del Caucaso, non unanimemente considerate europee, gli abitanti sono invece circa 740 000 000, distribuiti su 10091000 km². La densità media è pari a circa 70,6 abitanti/km².

L'Europa, se da un lato è uno dei continenti più piccoli, dall'altro ha un'elevata densità di popolazione, seconda solo a quella dell'Asia. Le cause di tale concentrazione sono da ricercarsi in molteplici fattori, in primo luogo la posizione geografica: l'Europa è infatti quasi del tutto compresa nella fascia temperata e l'80% del territorio è utilizzabile per l'agricoltura e le attività umane.

Nel corso dei secoli, il continente ha subito forti incrementi e decrementi di popolazione, legati agli avvenimenti storici. I primi dati attendibili risalgono all'era cristiana, quando si ritiene che in Europa vivessero 40 milioni di persone, concentrate sulle sponde del mar Mediterraneo. In seguito alle invasioni barbariche provenienti da oriente ci fu un forte calo dovuto alle guerre continue, alle carestie e alle epidemie. Intorno all'anno 1000, grazie alla rinascita dell'agricoltura e alla conseguente ripresa economica, la popolazione si era nuovamente assestata sulle cifre dei secoli precedenti. A partire dall'XI secolo e fino agli inizi del XIV ci fu un costante aumento: dai circa 35 milioni di abitanti nell'anno 1000, si arrivò a 80 milioni nel 1330. Poco più tardi, però, questa crescita subì una battuta d'arresto a causa di diverse epidemie di peste, la più terribile quella del 1347, che fecero 20 milioni di vittime.

Nel Quattrocento la popolazione tornò ad aumentare e tale tendenza continuò ininterrottamente con la sola eccezione di una fase di stagnazione nella prima metà del XVII secolo.

Agli inizi del Settecento la popolazione era salita a 110[56]-125 milioni. A permettere tale incremento era stato il forte calo del tasso di mortalità infantile, conseguenza a sua volta del miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie di gran parte della popolazione e del progresso economico conseguente alla rivoluzione industriale e alla rivoluzione agricola.

Da quella data in poi l'incremento demografico fu continuo nonostante l'emigrazione in altri continenti[56] in seguito al quale, già nel 1800, avevano lasciato l'Europa 180 milioni di persone che divennero 390 milioni nel 1900, 500 milioni nel 1930[56], 540 milioni nel 1950[56] e 700 milioni nel 2000[senza fonte].

Dopo una fase di crescita zero, dal 2000 in poi in Europa è iniziato un declino demografico causato dalla diminuzione della natalità, caso unico al mondo in quanto tutti gli altri continenti registrano ritmi di crescita decisamente elevati.

 
L'odierna distribuzione (approssimata) delle lingue indoeuropee all'interno delle zone originarie di Europa e Asia

     Albanese

     Armeno

     Lingue baltiche

     Celtiche

     Germaniche

     Greco

     Indo-Iraniche

     Romanze

     Lingue slave

     Lingue non indoeuropee

LingueModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Lingue parlate in Europa ed Eurolinguistica.

I dialetti e le lingue romanze, parlate in Europa da quasi 300 milioni di persone, sono tutte scritte usando l'alfabeto latino e dovrebbero corrispondere a quello di tutte le varietà neolatine (dette dialetti romanzi) parlati all'interno della Romània. Alcune di queste lingue però hanno subito nel corso del tempo delle normalizzazioni (per il lungo uso, l'opera delle Accademie e dei grammatici nonché il peso della tradizione letteraria) e godono di uno status di ufficialità: il portoghese (con oltre 11 milioni di parlanti)[57], lo spagnolo (con quasi 50 milioni di parlanti)[57], il francese (con quasi 75 milioni di parlanti)[57], l'italiano (con oltre 65 milioni di parlanti)[57], il romeno (con quasi 25 milioni di parlanti) e il catalano (con quasi 10 milioni di parlanti).

A queste possiamo aggiungere le lingue alle quali è stato riconosciuto uno status di ufficialità in ambito locale, sebbene non abbiano ricevuto una normalizzazione o l'abbiano ricevuta incompleta o non unanimemente accettata dai locutori: il galiziano, il mirandese[58], l'occitano, il francoprovenzale o arpitano, l'aromeno, il sardo, il corso, il friulano, il ladino dolomitico, il romancio, l'asturiano, l'aragonese, il leonese, il limosino, il piccardo, il vallone, il normanno, il gallo, il ligure, il piemontese, il veneto, il lombardo, l'emiliano, il romagnolo, il napoletano, il siciliano, l'istrioto, il morlacco, l'istroromeno, il meglenoromeno e il giudeo-spagnolo. Ci sono anche dialetti che non hanno avuto alcuna normalizzazione, perché sono parlate da un numero molto ristretto di persone, per esempio la lingua moesorumena.

Le lingue germaniche, parlate da oltre 300 milioni di persone, usano l'alfabeto latino, a volte leggermente modificato. L'unica lingua germanica scritta con un alfabeto diverso dal latino è lo yiddish, che impiega l'alfabeto ebraico. Le lingue germaniche più diffuse in Europa sono l'inglese (parlato da oltre 70 milioni di persone) e il tedesco (con quasi 100 milioni di locutori). Altre lingue di rilevante importanza sono il nederlandese (con oltre 23 milioni di locutori) e le lingue scandinave, soprattutto danese (con oltre 5 milioni di parlanti), norvegese (con quasi 5 milioni di parlanti) e svedese (con quasi 10 milioni di parlanti). Sono stimate, inoltre, altre 53 lingue germaniche.

Le lingue slave sono parlate da oltre 315 milioni di persone abitanti in Europa centro-orientale e balcanica[59]. Alcune lingue slave usano l'alfabeto latino con alcuni segni diacritici (bosniaco, ceco, croato, polacco, slovacco, sloveno), altre quello cirillico (bielorusso, bulgaro, macedone, russo, serbo, ucraino), con variazioni minime tra una lingua e l'altra.

Altre lingue indoeuropee al di fuori dei tre gruppi principali includono le lingue baltiche (lettone e lituano), le lingue celtiche (irlandese, gaelico scozzese, mannese, gallese, cornico e bretone), greco, armeno e albanese.

Una distinta famiglia non indoeuropea di lingue uraliche (estone, finlandese, ungherese, erza, komi, mari, mokša e udmurto) è parlata principalmente in Estonia, Finlandia, Ungheria e parti della Russia. Le lingue turche includono l'azero, il kazako e il turco, oltre alle lingue più minoritarie nell'Europa orientale e sud-orientale (gagauzo, turco, baschiro, ciuvascio, tataro di Crimea, caraciai-balcara, calmucco, nogai e tataro). Le lingue cartveliche (georgiano, mingrelio e svan) sono parlate principalmente in Georgia. Altre due famiglie linguistiche risiedono nel Caucaso settentrionale (nel quale si parlano il ceceno, l'avaro e lesgo e l'adighé). Il maltese è l'unica lingua semitica ufficiale all'interno dell'UE, mentre il basco è l'unica lingua europea isolata.

Città principali e aree urbaneModifica

Le quattro aree urbane più grandi d'Europa sono Istanbul, Mosca, Parigi e Londra, ciascuna con oltre 10 milioni di residenti,[60] e come tali sono state descritte come megalopoli. Istanbul ha la popolazione totale più alta ma trovandosi in parte in Asia rende Mosca la città più popolosa dell'intera Europa. In ordine di popolazione, seguono San Pietroburgo, Madrid, Berlino e Roma.[61]

EconomiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Economia d'Europa.
 
Stati europei per Prodotto interno lordo nel 2006

L'economia d'Europa comprende più di 732 milioni di persone in 48 diversi Stati. Come in altri continenti la ricchezza degli stati in Europa varia, anche se gli stati più poveri sono ben al di sopra dei più poveri stati di altri continenti in termini di prodotto interno lordo e qualità di vita. La differenza di ricchezza in Europa può essere visto grossomodo durante la guerra fredda, dove si può notare il divario tra paesi come: Portogallo, Slovenia e Repubblica Ceca. Mentre gran parte degli Stati europei hanno un PIL pro capite superiore alla media del mondo e sono molto sviluppate (Liechtenstein, Lussemburgo, Principato di Monaco, Andorra, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, Svizzera), alcune economie europee, nonostante la loro posizione superiore alla media mondiale (tranne per la Turchia) hanno un Indice di sviluppo Umano (Armenia, Kosovo, Macedonia del Nord, Ucraina, Azerbaigian, Georgia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kazakistan) al di sotto dei paesi europei più ricchi.

L'Europa è una delle zone più ricche del globo: troviamo infatti grandi potenze dal punto di vista economico, quali Germania, Italia, Francia, Regno Unito, Russia e Spagna, che detengono un prodotto interno lordo nominale molto alto. L'economia europea può essere geograficamente divisa in due grandi zone: quella occidentale, caratterizzata da economie fortissime e valori di sviluppo alti, e quella orientale, in cui la ricchezza decresce verso Est, pur essendovi economie caratterizzate da un forte tasso di crescita. Grazie alla sua varietà di luoghi e di storia, l'Europa ha tutti i settori economici molto sviluppati: l'agricoltura, con il Bassopiano Sarmatico, il Bassopiano Francese, la Pianura Padana, il Bassopiano Germanico e le pianure spagnole, l'industria, con le aree di Parigi, Berlino, della Renania Settentrionale-Vestfalia, Londra, Mosca, Istanbul (in parte in territorio Asiatico), Barcellona, dell'Italia del centro-nord e molte altre, e il settore terziario, in cui, oltre alle attività finanziarie, assicurative e bancarie, spicca il turismo: infatti in Europa vi sono 3 delle nazioni più visitate al mondo: Italia, Spagna e Francia. Il turismo è uno dei settori più sviluppati dell'economia del continente. L'Europa è infatti il continente che concentra le più svariate e visitate attrazioni turistiche al mondo, potendo contare sui suoi millenni di storia che le hanno tramandato innumerevoli vestigia monumentali, città d'arte, ma vanta anche attrazioni paesaggistiche, naturalistiche, parchi di divertimento.

TrasportiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Europa.
 
Strade europee rispetto ai confini europei del 1990

I trasporti dell'Europa sono un insieme di principali linee di mezzi di trasporto che prevedono per il movimento di oltre 700 milioni di persone e le relative merci. La geografia politica dell'Europa divide il continente in più di 50 (cinquanta) Stati sovrani e territori. Questa frammentazione, con maggiore movimento di persone a partire dalla rivoluzione industriale, ha portato ad un elevato livello di cooperazione tra i paesi europei in via di sviluppo e manutenzione di reti di trasporto. Organizzazioni sovranazionali e intergovernative, come l'Unione europea (UE), il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa hanno portato allo sviluppo di norme internazionali e di accordi che permettono alle persone e alle merci di attraversare le frontiere d'Europa, in gran parte con livelli unici di libertà e semplicità.

Il continente europeo è ricco di importanti e trafficate vie di comunicazione stradali, ferroviarie e marittime. L'Europa è stata infatti il primo continente a fare dei progressi nel campo dei trasporti, in quanto le prime ferrovie e le prime autostrade sono nate proprio nei paesi dell'Europa Occidentale. Ad oggi inoltre nel vecchio continente si trovano molti tra i più importanti porti e aeroporti mondiali. Con l'istituzione dell'area Schengen, dal 1990 in 25 paesi europei oggi è possibile viaggiare liberamente senza controlli doganali. Il trasporto di merci ha un alto livello di compatibilità intermodale e lo Spazio economico europeo consente la libera circolazione delle merci in 30 stati.

CulturaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura dell'Europa.

La cultura dell'Europa potrebbe essere meglio descritta come una serie di molteplici culture, spesso in competizione; regioni geografiche opposte l'un l'altro, ortodossia in contrapposizione al cattolicesimo al protestantesimo in contrapposizione rispetto al giudaismo al contrario di laicità in contrasto con l'Islam, molti hanno affermato di individuare le linee di faglie culturali in tutto il continente. Andreas Kaplan descrive Europa come un continente che "possiede una massima diversità culturale in distanze geografiche minime"[62]. Ci sono molte innovazioni culturali e movimenti, spesso in contrasto tra loro, come ad esempio proselitismo cristiano o Umanesimo. Così la questione della "cultura comune" o "valori comuni" è molto più complessa di quanto sembra essere.

Dopo le culture pagane di aborigeni in Europa, le fondamenta delle moderne culture europee sono state poste dai Greci, rafforzate in seguito dai Romani, stabilizzate dal cristianesimo, aggiunte dal resto d'Europa, rinnovate e modernizzate verso il XIV secolo da rinascimento, umanesimo e protestantesimo e in seguito, nel XVIII secolo, dall'illuminismo, e globalizzata dai successivi imperi europei tra il XVI e il XX secolo. Così la cultura europea trasformata in un fenomeno molto complesso di una più ampia gamma di filosofia, l'umanesimo giudaico-cristiana e laica, modi razionali di vita e di pensiero logico sviluppata attraverso una lunga età di cambiamento e di formazione con gli esperimenti di illuminismo, naturalismo, romanticismo; la scienza, la democrazia, il fascismo, il comunismo, e il socialismo. A causa della sua connessione globale, la cultura europea è cresciuta con un'urgenza di adottare, adattare e, in definitiva influenzare altre tendenze della cultura. È un dato di fatto, quindi, a partire dalla metà del XIX secolo con l'espansione dell'istruzione europea e la diffusione del colonialismo, la cultura europea e il modo di vita, in gran parte, si è trasformata in cultura globale, se così si può chiamare.

ReligioneModifica

 
Le percentuali si riferiscono alle persone in ogni paese che hanno risposto "Credo che Dio esista" in un sondaggio condotto da Eurobarometro nel 2005 . I paesi contrassegnati in grigio non sono stati inclusi nel sondaggio.
  Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Europa.

La religione in Europa è stata determinante per la grande influenza avuta su arte, cultura, filosofia e diritto. La più grande religione in Europa per almeno un millennio e mezzo è stato il cristianesimo. Una serie di paesi dell'Europa meridionale e orientale hanno maggioranze musulmane. Comunità minori includono l'ebraismo, il buddhismo, il sikhismo, l'induismo, soprattutto in Gran Bretagna e Francia.

Insieme ai 555 milioni di cristiani (di cui 269 cattolici, 170 ortodossi, 80 protestanti, 30 anglicani) vivono in Europa 32 milioni di musulmani; 3,4 milioni di ebrei; 1,6 milioni di induisti; 1,5 milioni di buddisti e 500 000 sikh.

Stati europeiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Stati dell'Europa.

Le tabelle sottostanti riportano l'elenco alfabetico dei Paesi europei, che compaiono anche nella carta visibile sopra.

Questi sono, per la maggior parte, europei sia dal punto di vista geografico che storico-culturale; altri, invece, si trovano in una situazione particolare:

Superficie, popolazione e densità degli Stati europeiModifica

L'elenco seguente include: tutti gli stati europei, quelli transcontinentali tra Europa ed Asia e quelli che, pur essendo asiatici, sono membri del Consiglio d'Europa.

     fondo bianco: paesi europei e territori europei di paesi transcontinentali

     fondo verde chiaro: dati complessivi dei paesi transcontinentali (Russia e Turchia)

     fondo grigio: paesi asiatici che sono membri del Consiglio d'Europa o dell'Unione Europea (Armenia e Cipro)

     fondo celeste: paesi che hanno una piccola parte dei loro territori in Europa, ma solo secondo la convenzione che pone il confine Europa-Asia sullo spartiacque del Gran Caucaso (Azerbaigian e Georgia)

Stato Membro dell'U.E. Superficie,
km²[68]
Popolazione,
abitanti
(2014)[69]
Densità,
abitanti
per km²[70]
Capitale
1   Albania - 28 748 3 020 209 105,1 Tirana
2   Andorra - 468 85 458 182,6 Andorra la Vella
3   Armenia[71] - 29 800 2 974 693 101,5 Erevan
4   Austria   83 874 8 223 062 98,1 Vienna
5   Azerbaigian[72] - 86 600[73] 9 624 900 105,8 Baku
6   Belgio   30 528 10 449 361 342,5 Bruxelles
7   Bielorussia - 207 600 9 608 058 46,3 Minsk
8   Bosnia ed Erzegovina - 51 205 3 871 643 75,7 Sarajevo
9   Bulgaria   110 927 6 924 716 62,4 Sofia
10   Rep. Ceca   78 866 10 627 448 134,8 Praga
11   Cipro[74]   9 250 1 179 551 108,4 Nicosia
12   Città del Vaticano - 0,44 842 1 914 Città del Vaticano
13   Croazia   56 594 4 470 534 79,1 Zagabria
14   Danimarca[75]   44 424 5 621 177 126,5 Copenaghen
15   Estonia   45 227 1 257 921 27,8 Tallinn
16   Finlandia   336 756 5 240 297 15,6 Helsinki
17   Francia[76]   551 500 62 814 233 115,5 Parigi
18   Georgia[77] - 2 543[78] 4 352 244 66,0 Tbilisi
19   Germania   357 093 80 996 685 226,9 Berlino
20   Grecia[79]   131 957 10 775 557 81,7 Atene
21   Irlanda   70 124 4 832 765 68,8 Dublino
22   Islanda - 103 000 317 351 3,1 Reykjavík
23   Italia[80]   301 340 61 680 122 204,7 Roma
24   Kazakistan (parte europea)[81] - 145 908 715 600 4,9
  Kazakistan (totale) - 2 724 902 17 498 145 6,4 Astana
25   Lettonia   64 571 2 165 165 33,5 Riga
26   Liechtenstein - 160 37 313 233,2 Vaduz
27   Lituania   65 300 3 505 738 53,8 Vilnius
28   Lussemburgo   2 586 520 672 201,3 Lussemburgo
29   Macedonia del Nord - 25 713 2 091 719 82,6 Skopje
30   Malta   316 412 655 1 306 La Valletta
31   Moldavia[82] - 33 850 3 583 288 105,9 Chișinău
32   Monaco - 2,0 30 508 15 645 Monaco
33   Montenegro - 13 812 650 036 47,1 Podgorica
34   Norvegia[83] - 323 792 5 147 792 15,9 Oslo
35   Paesi Bassi[84]   41 540 16 877 351 420,4 Amsterdam
36   Polonia   312 417 38 346 279 122,6 Varsavia
37   Portogallo[85]   91 370 10 545 959 118,1 Lisbona
38   Regno Unito[86] - 242 873 63 742 977 260,4 Londra
39   Romania   238 391 21 729 871 91,2 Bucarest
40   Russia (parte europea)[87][88] 3 711 747 90 472 563 24,3
  Russia (totale)[88] - 17 098 242 143 975 923 8,4 Mosca
41   San Marino - 61 32 742 537 San Marino
42   Serbia[89][90] - 88 366 9 068 967 102,6 Belgrado
43   Slovacchia   49 036 5 443 583 111,0 Bratislava
44   Slovenia   20 273 1 988 292 98,1 Lubiana
45   Spagna[91]   498 284 45 474 261 94,6 Madrid
46   Svezia   450 295 9 723 809 21,6 Stoccolma
47   Svizzera - 41 282 8 061 516 195,2 Berna
48   Turchia (parte europea)[92] - 23 703 10 840 476 457,3
  Turchia (totale) - 783 562 77 695 904 97,0 Ankara
49   Ucraina[93] - 603 517 44 291 413 73,4 Kiev
50   Ungheria   93 027 9 919 128 106,6 Budapest
TOTALE
SEGUENDO IL CONFINE DELLA DEPRESSIONE DEL KUMA-MANYČ
Inclusi i territori europei di Turchia e Kazakistan.
Inclusi i territori della Russia a nord della depressione del Kuma-Manyč e ad ovest degli Urali e del fiume Ural
Esclusi i paesi a sud della depressione del Kuma-Manyč: Azerbaigian, Georgia.
Esclusi i paesi geograficamente asiatici secondo entrambe le convenzioni sul confine europeo: Armenia, Cipro
9 772 423,44 696 237 112 71,24
TOTALE
SEGUENDO IL CONFINE DELLO SPARTIACQUE DEL GRAN CAUCASO
Inclusi i territori europei di Turchia e Kazakistan.
Inclusi i territori della Russia a nord del Gran Caucaso e ad ovest degli Urali e del fiume Ural
Inclusi i territori di Azerbaigian e Georgia a nord del Gran Caucaso
Esclusi i paesi geograficamente asiatici secondo entrambe le convenzioni sul confine europeo: Armenia, Cipro
10 035 477,44 712 906 937 71,03

Dipendenze o territori con status specialiModifica

Stato di appartenenza Nome Status Superficie,
km²[94]
Popolazione,
abitanti
(2014)[69]
Densità,
abitanti
per km²[70]
Capoluogo
2   Norvegia Svalbard e Jan Mayen Territorio non incorporato con trattato internazionale 62 081 1 872 0,03 Longyearbyen
3   Regno Unito Akrotiri e Dhekelia Territorio britannico d'oltremare 254 14 500 58,3 Episkopi Cantonment
4   Regno Unito   Gibilterra Territorio britannico d'oltremare 6,5 29 185 4 490 Gibilterra
5   Regno Unito   Guernsey Dipendenza della Corona britannica 78,0 65 849 844 Saint Peter Port
6   Regno Unito   Jersey Dipendenza della Corona britannica 116,0 96 513 832 Saint Helier
7   Regno Unito   Isola di Man Dipendenza della Corona britannica 572 86 866 151,9 Douglas
TOTALE 63 107,5 294 785 4,6

Superficie, popolazione e densità degli Stati transcontinentali unanimemente riconosciutiModifica

Stato Superficie,
km²[68]
Popolazione,
abitanti
(2014)[69]
Densità,
abitanti
per km²[70]
Capitale
1   Kazakistan (parte europea)[95] 145 908 715 600 4,9 [96]
1/bis   Kazakistan (territorio totale)[97] 2 724 902 17 498 145 6,4 Astana[98]
2   Russia (parte europea)[88] 3 711 747 90 472 563 24,3
2/bis   Russia (territorio totale)[88] 17 098 242 143 975 923 8,4 Mosca
3   Turchia (parte europea)[99] 23 703 10 840 476 457,3 [100]
3/bis   Turchia (territorio totale)[101] 783 562 77 695 904 97,0 Ankara[98]
TOTALE
Kazakistan europeo, Turchia europea e Russia europea
3 881 358 102 028 639 26,29
TOTALE
Interi stati
20 606 706 239 169 972 11,60

Superficie, popolazione e densità degli Stati del CaucasoModifica

Stato Superficie,
km²[68]
Popolazione,
abitanti
(2014)[69]
Densità,
abitanti
per km²[70]
Capitale[102]
1   Armenia[103] 29 800 2 974 693 101,5 Erevan
2   Azerbaigian[104] 86 600 9 624 900 105,8 Baku
3   Georgia[104] 69 700 4 352 244 66,0 Tbilisi
TOTALE 186 100 16 951 837 91

Superficie, popolazione e densità degli Stati a riconoscimento limitatoModifica

Stato Superficie,
km²[68]
Popolazione,
abitanti
(2014)[69]
Densità,
abitanti
per km²[70]
Capitale[102]
1   Abcasia[105] 8 432 242 862 29,0 Sukhumi
2   Artsakh[106] 11 458 143 000 12,5 Step'anakert
3   Cipro del Nord[107] 3 355 264 172 78,0 Nicosia Nord
4   Kosovo[90] 10 894 1 859 203 170,8 Pristina
5   Ossezia del Sud[105] 3 900 55 000 18,0 Tskhinvali
6   Transnistria[108] 4 163 505 153 121,3 Tiraspol
TOTALE 42 202 3 069 390 72,7

Santo PatronoModifica

Secondo la fede cattolica, il Santo Patrono dell'Europa e protettore degli europei è San Benedetto da Norcia.

SportModifica

 
Veduta dello Stadio Giuseppe Meazza di Milano prima di una partita di calcio.

In Europa gli sport più praticati e seguiti sono diversi. Sicuramente fra i più popolari vi sono il calcio, la pallacanestro, l'automobilismo, il motociclismo, la pallavolo, il tennis, il ciclismo.

Il calcio rappresenta sia a livello dilettantistico che a livello professionistico lo sport europeo per eccellenza. Sono infatti famose le competizioni nazionali ed internazionali per club, come la UEFA Champions League, e per nazione, come il Campionato europeo di calcio. Per la pallacanestro sono invece famose le competizioni internazionali come l'Euroleague Basketball. Sono inoltre numerosi gli stati del vecchio continente che ospitano gran premi automobilistici e motociclistici.

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ Vedi Confronto tra popolazione e superficie dei continenti.
  2. ^ In realtà, Knivskjellodden è situato su un'isola, per quanto vicinissima alla terraferma e perciò non considerata tale. Escludendo il Knivskjellodden, il punto più settentrionale sulla terraferma europea è il Capo Nordkinn, anch'esso in Norvegia.
  3. ^ Le Isole Madeira e le Canarie, più meridionali di Capo Tripiti, anche se politicamente dipendenti da Portogallo e Spagna, non sono territori europei, ma africani.
  4. ^ Da molti, specialmente irlandesi, questo punto viene considerato come il più occidentale d'Europa. Ciò è inesatto, dato che l'Islanda è decisamente più ad ovest. La cosa è comprensibile, data la lontananza dell'isola nordica dalla massa continentale europea rispetto all'Irlanda. La convinzione deriva dal fatto che anticamente l'Islanda non era del tutto considerata una terra europea, quanto artica. È curioso è che la tradizione non consideri le Isole Blasket, situate proprio davanti a Capo Slea, come punto estremo del continente: a quel punto l'isola An Tiaracht dovrebbe essere considerata il punto più ad ovest d'Europa, dopo Bjargtangar in Islanda.
  5. ^ Se si considerassero europee, le isole Azzorre sarebbero il punto più occidentale. Questo arcipelago è disposto sulla dorsale medio-atlantica, e dunque sul confine tra due placche terrestri distinte: quella euroasiatica e quella nordamericana. Considerando l'intero arcipelago il primato spetterebbe a Flores e precisamente all'isolotto Monchique situato nei pressi; considerando solo la placca eurasiatica sarebbe Faial il punto estremo più a ovest, e precisamente il promontorio formato dal vulcano Capelinhos.
Fonti
  1. ^ Secondo il criterio geografico-statistico seguito nel geoschema della Commissione statistica delle Nazioni Unite, i Paesi europei sono 44, includendo tra essi la Russia, Stato transcontinentale che si estende anche in Asia.
    Considerando che il Kazakistan e la Turchia sono paesi anch'essi transcontinentali, con parte del loro territorio in Europa, il numero dei paesi con territori, almeno parzialmente, europei è 46.
    Cipro è uno stato geograficamente asiatico, ma politicamente appartiene all'area europea ed è un membro dell'Unione europea.
    Seguendo come confine Europa-Asia la depressione del Kuma-Manyč, i due stati transcaucasici di Georgia e Azerbaigian sono totalmente asiatici, ma seguendo invece la convenzione che pone il confine continentale lungo lo spartiacque del Gran Caucaso, alcuni territori georgiani e azeri ricadono all'interno dell'Europa e i due paesi sono transcontinentali, oltre ad avere legami politici molto stretti con l'Europa.
    Lo stato transcaucasico dell'Armenia è asiatico geograficamente, ma ha legami politici molto stretti con l'Europa
    In conclusione, se oltre ai paesi considerati europei a tutti gli effetti si comprendono anche Turchia, Kazakistan e i paesi legati politicamente all'Europa di Cipro, Armenia, Georgia e Azerbaigian, sono 50 gli stati dell'area politica europea.
    In questo computo non si considerano gli Stati a riconoscimento limitato.
  2. ^ https://ourworldindata.org/explorers/population-and-demography?tab=table&facet=none&Metric=Population&Sex=Both+sexes&Age+group=Total&Projection+Scenario=None
  3. ^ Luciano Canepari, Europa, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ Esiodo, nella Teogonia, cita Europa come figlia di Oceano e Teti, mentre nel Catalogo delle donne, dice che Europa era figlia di Fenice e ne racconta il rapimento da parte di Zeus. Si veda:
  5. ^ a b Per tutto il mito di Europa: Donatella Puliga e Silvia Panichi, Un'altra Grecia: le colonie d'Occidente tra mito, arte e memoria, Torino, Einaudi, 2005, p. 76, ISBN 978-88-06-17539-9.
  6. ^ a b c Europa. su Treccani, enciclopedia
  7. ^ a b
    • Lorenzo Rocci, Vocabolario greco-italiano, Società Editrice Dante Alighieri, 2011, voce Εὐρώπη (in cui quella semitica è l'unica etimologia riportata, sia pur dubitativamente). ISBN 9788853410115;
    • Enciclopedia Treccani, voce Europa
    • Enciclopedia Treccani, voce Asia
    • (EN) Sito www.etymonline.com, voce Europe
  8. ^
  9. ^ * Lorenzo Rocci, Vocabolario greco-italiano, Società Editrice Dante Alighieri, 2011, voce ὄψις. ISBN 9788853410115;
  10. ^ a b Inno ad Apollo, vv. 247-251.
  11. ^ Diodoro (16, 95, 1)
  12. ^ Polibio (1, 2, 4)
  13. ^ Teopompo, Encomio di Filippo
  14. ^ Strabone (7,312-313)
  15. ^ LIvio (40, 21, 2)
  16. ^ Domino Sancto et in Christo Patri, Romanae pulcherrimo Ecclesiae Decori, totius Europae flaccentis augustissimo quasi cuidam Flori. Epistola I.1 – I.2, in: George Stuart Murdoch Walker (a cura di), Sancti Columbani Opera, in Scriptores Latini Hiberniae, Dublin Institute for Advanced Studies, 1957, ISBN 978-1855000506.
  17. ^ Francesca Canale Cama, Daniela Casanova, Rosa M. Delli Quadri, Storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo, Alfredo Guida Editore, p. 133, 134, ISBN 978-88-6042-623-9.
  18. ^ Alessandro Barbero, Carlo Magno: Un padre dell'Europa, Gius.Laterza & Figli, 2011. ISBN 9788858101612.
  19. ^ Fabio Gambaro, Le Goff: "Non è vero che Carlo Magno fu padre dell'Europa", in la Repubblica, 27 gennaio 2014. URL consultato il 21 dicembre 2022.
  20. ^ Vincenzo Roberto Cassaro, Carlo Magno precursore dell’Europa?, su lanostrastoria.corriere.it, Corriere della Sera, 8 aprile 2019. URL consultato il 21 dicembre 2022.
  21. ^ Francesco Del Sole, Pienza, il sogno europeo di Papa Pio II Piccolomini, in ArcHistoR
  22. ^ a b Europa. su Treccani, enciclopedia
  23. ^ Franz Turchi, Lettere dall'Europa. Un futuro per il nostro vecchio continente, FrancoAngeli editore, 2012.
  24. ^ Bruno Migliorini, Giacomo Devoto, Lingua nostra, volumi 69-70, Sansoni, 2008 (pagina 8).
  25. ^ Marco Drago, Enciclopedia della geografia - De Agostini (p. 413). ISBN 9788841507643
  26. ^ Tra la convenzione che pone il confine sulla Linea di von Strahlenberg (monti Urali-fiume Ural-mar Caspio-depressione del Kuma-Manyč) e la convenzione (monti Urali-fiume Ural-mar Caspio-spartiacque del Caucaso), la differenza è di 250000 km², ossia all'area della Ciscaucasia, esclusa nel primo caso, inclusa nel secondo. Nella figura relativa al confine orientale, la depressione del Kuma-Manič è indicata dalla linea A, mentre lo spartiacque caucasico dalla linea C.
  27. ^ Population Pyramid, su populationpyramid.net. URL consultato il 3 novembre 2015.
  28. ^ Samuel Whittemore Boggs, This Hemisphere, in Journal of Geography, vol. 44, n. 9, December 1945, pp. 345–355, DOI:10.1080/00221344508986498.
  29. ^ a b c d e f g Questa linea di demarcazione è quella sulla quale si trovano d'accordo la maggior parte degli autori; vedasi:
    • (EN) Agenzia dell'Unione europea per l'Ambiente, The continent - Extent and boundaries ("Il continente - estensione e confini"..
    • Italia:
      • Enciclopedia Treccani, voce Russia.;
      • Enciclopedia Treccani, voce Asia.;
      • Enciclopedia Treccani, voce Caucaso.;
      • Enciclopedia Treccani (1932), voce Europa, capitolo Confini ed area. (alla voce più recente della stessa enciclopedia Europa., invece, si elencano le varie convenzioni sul confine e poi si segue una linea non convenzionale proposta dall'autore della voce);
      • Grande Dizionario Enciclopedico, a cura di Pietro Fedele, volume V, voce Europa, UTET, 1966;
      • AA.VV., Il nuovissimo atlante del Touring, vol. 1, Touring Club Italiano, 1998, p. 85.;
      • Enciclopedia generale, Istituto geografico De Agostini, 1992 (p. 140);
      • Enciclopedia della geografia, voce Europa, Istituto geografico De Agostini, 1996 (p. 41);
      • Calendario Atlante De Agostini 2013, Istituto geografico De Agostini, 2012, ISBN 9788851117054 (pagina 80);
      • Europa, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 19 aprile 2021.
      • Atlante Geografico Mondiale, voce Europa, Istituto Geografico De Agostini, 1995 (in particolare, si precisa che gli Urali sono compresi tutti in Europa, sino al loro margine orientale);
      • Cultura generale, capitolo Europa, Hoepli, 2018 - ISBN 9788820382599.
    • Russia
    • Regno Unito
    • Spagna
      • Eva Mª Martín Roda, Aurelio Nieto Codina, Territorio y Turismo Mundial: Análisis geográfico, Editorial Universitaria Ramon Areces, 2014 (p. 130) ISBN 9788499611600.
    • Germania
      • Enciclopedia Brockhaus (Brockhaus Enzyklopädie), 21. Auflage. F. A. Brockhaus. Leipzig/Mannheim 2006, voce Europa: "Als Grenze Europas zu Asien gilt seit dem 18. Jahrhundert der Ural… Konventionelle Grenzen zu Asien bilden außerdem der Fluß Ural, das Kaspische Meer, die Manytschniederung, das Schwarze Meer, der Bosporus, das Marmarameer, die Dardanellen sowie das Ägäische Meer" ("Gli Urali sono il confine dell'Europa con l'Asia dal 18º secolo... I confini convenzionali con l'Asia sono formati anche dal fiume Ural, dal Mar Caspio, dalla valle Manych, dal Mar Nero, dal Bosforo, dal Mar di Marmara, dal Dardanelli e il Mar Egeo").
  30. ^ Precisamente dalla parte più interna della Baia della Bajdarata, comprendendo in Europa la Novaja Zemlja e la Penisola di Jugor
  31. ^
  32. ^ Sin dal 1958, la Società Geografica Sovietica raccomandò formalmente che il confine tra Europa e Asia fosse disegnato nei libri di testo seguendo la linea che va dal golfo Baydaratskaya, Mar di Kara, lungo il piede orientale dei Monti Urali, il piede orientale delle colline Mugodžary, il fiume Emba e alla depressione del Kuma-Manyč (cioè passando a nord del Caucaso). Vedi (RU) Можаев Б.Н. Где проходит граница между Европой и Азией, Вокруг света. 1959. № 4. С. 17 ("B.N. Možaev, Dov'è il confine tra Europa e Asia, in Il giro del mondo, 1959. n. 4. S. 17"), da cui si cita:
    «…Рекомендуется границу Европы и Азии проводить по восточной подошве Уральских гор и Мугоджар, затем по реке Эмбе, по северному берегу Каспия, по Кумо-Манычской впадине и Керченскому проливу… Азовское море следует считать европейским» ("Si consiglia di tracciare il confine tra Europa e Asia lungo il piede orientale dei monti Urali e delle colline Mugodžar, quindi lungo il fiume Emba, lungo la costa settentrionale del Mar Caspio, lungo la depressione di Kuma-Manyč e lo stretto di Kerč ... Il Mar d'Azov deve essere considerato europeo")
    Testo riportato in: (RU) Живём мы в Европе или Азии? ("Viviamo in Europa o in Asia?") (PDF)..
  33. ^ Per ciò che riguarda il Pallas e il Ritter: Enciclopedia Treccani, voce Europa..
  34. ^ a b c d La Società Geografica Sovietica segue integralmente la convenzione indicata da Philip Johan von Strahlenberg. La differenza tra essa e quella comunemente seguita in Occidente consiste nella scelta di far correre il confine euroasiatico lungo il corso del fiume Emba e non lungo il fiume Ural.
    Anche nei libri di testo russi, sin dal 1958, il confine tra Europa e Asia è disegnato secondo le raccomandazioni espresse formalmente dalla Società Geografica Sovietica; tale confine segue la linea che inizia dal Mar Glaciale Artico (precisamente dalla Baia della Bajdarata nel Mar di Kara), prosegue lungo il piede orientale dei Monti Urali, quindi sulle colline Mugodžary, sul corso del fiume Emba e sulla depressione del Kuma-Manyč e termina infine nel mar d'Azov, nei pressi di Rostov sul Don (passando pertanto a nord del Caucaso).
    Si veda: (RU) Можаев Б.Н. Где проходит граница между Европой и Азией, Вокруг света. 1959. № 4. С. 17 ("B.N. Možaev, Dov'è il confine tra Europa e Asia, in Il giro del mondo, 1959. n. 4. S. 17"), da cui si cita:
    «…Рекомендуется границу Европы и Азии проводить по восточной подошве Уральских гор и Мугоджар, затем по реке Эмбе, по северному берегу Каспия, по Кумо-Манычской впадине и Керченскому проливу… Азовское море следует считать европейским» ("Si consiglia di tracciare il confine tra Europa e Asia lungo il piede orientale dei monti Urali e delle colline Mugodžar, quindi lungo il fiume Emba, lungo la costa settentrionale del Mar Caspio, lungo la depressione di Kuma-Manyč e lo stretto di Kerč ... Il Mar d'Azov deve essere considerato europeo")
    Testo riportato in: (RU) Живём мы в Европе или Азии? ("Viviamo in Europa o in Asia?") (PDF).
  35. ^ Porre il confine Europa-Asia tra monti Urali e mar Caspio lungo il corso del fiume Emba e non lungo quello del fiume Ural è parte della proposta originaria di Philip Johan von Strahlenberg. Normalmente si preferisce il fiume Ural perché esso nasce direttamente dai monti Urali, mentre il fiume Emba nasce sulle colline Mugodžary in Kazakistan; porre il confine sull'Emba è dunque problematico, perché rende necessario tracciare la linea di demarcazione continentale fra le ultimi pendici dei monti Urali e le colline Mugodžary, fino alle sorgenti del fiume Emba. La questione non è sostanziale, in quanto le foci dei due fiumi distano poco più di cento chilometri.
  36. ^
    Di contro, l'Enciclopedia Britannica è allineata con la convenzione più seguita e pone il confine sulla depressione del Kuma-Manyč:
  37. ^ a b Anche nella letteratura geografica non anglosassone, il confine continentale è a volte stato tracciato lungo lo spartiacque del Caucaso almeno dalla metà del XIX secolo. Vedi ad esempio: L'Enciclopedia Treccani alla voce Europa. pur citando le due convenzioni e seguendo nel testo un confine non convenzionale, pone nella sua mappa (JPG). lo spartiacque caucasico come confine tra i due continenti. Di contro, alla voce Asia. e alla voce Caucaso. si indica invece come limite tra i due continenti la Depressione del Kuma-Manyč.
  38. ^ (EN) Martin W. Lewis, Kären Wigen, The Myth of Continents: A Critique of Metageography., University of California Press, (pp. 27-28). ISBN 9780520207431
  39. ^ L'autore della voce informa che "Dal 17° sec. venne proposta quale confine tra Europa e Asia la catena degli Urali, soluzione ancora abitualmente seguita" e che "come limite rispetto all’Asia centrale alcuni pongono il fiume Ural e altri il fiume Emba". Per quanto riguarda il tratto seguente, l'autore della voce avverte dell'esistenza delle due convenzioni (la depressione del Kuma-Manyč e lo spartiacque del Caucaso). Cionondimeno considera "non soddisfacenti" tutti questi confini convenzionali e utilizza al loro posto una sua personale proposta: quella di prendere, come limite geografico tra Europa ed Asia, una linea che va dalla foce del fiume Don a quella della Dvina Settentrionale, approssimativamente dalla città russa di Rostov a quella di Arcangelo, escludendo quindi gran parte della Russia Europea e tutto il Caucaso. L'autore della voce definisce in conclusione come "regione europea" solo la parte più prettamente peninsulare dell'Eurasia. Si veda
    • Europa, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana..
    D'altra parte, nella stessa Enciclopedia Treccani, alla voce Asia e alla voce Caucaso, si indica come limite tra i due continenti la Depressione del Kuma-Manyč, anche nelle mappe. Si veda:
  40. ^ Il punto, che ha coordinate 66°14′36", si trova al confine tra la Repubblica dei Komi e il Circondario autonomo Jamalo-Nenec. Si veda:
  41. ^ (RU) Sito tg-journal.com, Новая Земля
  42. ^ Sito /www.eastjournal.net, pagina L'Europa orientale non esiste
  43. ^ a b c d Bruno Nice, Questo nostro mondo, vol. II Come conoscere l'Europa, De Agostini, 1967
  44. ^ Grecia, Guida Traveler, National Geographic - White Star, 2022. ISBN 9788854051416.
  45. ^ Alfeo Pozzi, La terra nelle sue relazioni col cielo e coll'uomo, Agnelli, 1877
  46. ^ a b Sito acquadelrubinetto.gruppocap.it, pagina Acqua nel mondo: quello che c'è da sapere sull'Oro Blu
  47. ^ a b Per compilare l'elenco sono state tenute presenti le seguenti fonti:
  48. ^ (EN) Sito www.theguardian.com, articolo Snooker and the geography of the British Isles, da cui si cita: The phrase [British Isles] is best avoided, given its (understandable) unpopularity in the Irish Republic. The plate in the National Geographic Atlas of the World once titled British Isles now reads Britain and Ireland ("È meglio evitare l'espressione [Isole Britanniche], data la sua comprensibile impopolarità nella Repubblica irlandese. La tavola dell'"Atlas of the World" del National Geographic, una volta intitolata Isole britanniche ora recita Gran Bretagna e Irlanda").
  49. ^ a b c d e f g Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE).
  50. ^ a b Sito /www.limesonline.com, pagina La strategia segreta della Nato
  51. ^ a b c d e f (EN) Sito dell'ONU, Geographic Regions
  52. ^ Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria hanno costituito nel 1991 il Gruppo di Visegrád
  53. ^ enciclopedia Treccani, voce Europa centrale.
  54. ^ Europe: Physical Geography National Geographic - Education, su education.nationalgeographic.com.
  55. ^ Oppure, secondo un'altra convenzione, sono asiatici i territori kazaki ad est del fiume Emba
  56. ^ a b c d Il Milione, p. 10.
  57. ^ a b c d CIA - The World Factbook - World
  58. ^ Mirandese riconosciuto ufficialmente nel Portogallo dal 29 gennaio 1999, su mirandes.no.sapo.pt, 8 dicembre 2003. URL consultato il 22 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2002).
  59. ^ (EN) Lingue slave, su Britannica.com.
  60. ^ (EN) The world's cities in 2016 (PDF), su un.org.
  61. ^ Major Agglomerations of the World - Population Statistics and Maps, su citypopulation.de. URL consultato il 13 dicembre 2020.
  62. ^ Andreas Kaplan: European Management and European Business Schools: Insights from the History of Business Schools, in European Management Journal, 2014, DOI:10.1016/j.emj.2014.03.006.
  63. ^ a b c d e Gli stati del mondo suddivisi per continente - dal sito di statistica delle Nazioni Unite.. In tale pagina aprire la scheda "Regioni geografiche".
  64. ^ Sebbene la maggior parte del territorio turco si trovi geograficamente in Asia, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea hanno confermato l'ammissibilità della richiesta di adesione della Turchia all'Unione Europea sostenendo che l'espressione "Stato europeo" non possa essere interpretata in senso strettamente geografico. I problemi giuridici dell'ampliamento dell'Unione europea (1). Nota tematica nº23 - I problemi giuridici dell'ampliamento dell'Unione europea
  65. ^ Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea hanno dichiarato che l'espressione "Stato europeo" possa non essere interpretata in senso strettamente geografico. I problemi giuridici dell'ampliamento dell'Unione europea (1). Nota tematica nº23 - I problemi giuridici dell'ampliamento dell'Unione europea
  66. ^
  67. ^ L'articolo 4 dello Statuto del Consiglio d'Europa specifica che l'adesione è aperta a qualsiasi Stato "europeo". Questa affermazione è stata interpretata liberamente fin dall'inizio, quando è stata ammessa la Turchia, includendo stati transcontinentali secondo una delle convenzioni sui confini continentali (come la Georgia e l'Azerbaigian) e gli stati che sono geograficamente asiatici ma socio-politicamente legati all'Europa (come Armenia e Cipro). Full list - Statute of the Council of Europe.
  68. ^ a b c d media dei dati desunti da
    CIA The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 20 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2011).
    UN Demografic Yearbook 2013 (PDF), su unstats.un.org.
    Calendario Atlante De Agostini, 2014.
    salvo dove diversamente convenuto.
    In alcuni casi (es. Paesi Bassi e Francia) vi sono sensibili differenze tra le diverse fonti dovute al diverso criteri di valutazione delle acque interne (vedasi Brun Christophe, Comment l'usage de la mesure de la superficie de la France s'est-il imposé au XVIIIe siècle? Quelques remarques, in Histoire & Mesure, vol. 8, nº 3-4 "La mesure de la terre", 1993, pp. 417-440. URL consultato il 26 settembre 2014.
  69. ^ a b c d e stima al 1º luglio 2014,
    fonte (EN) CIA, The World Factbook, su cia.gov. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2011).
  70. ^ a b c d e risultati grezzi, la superficie include le acque interne e le terre polari.
  71. ^ L'Armenia è un paese dell'Asia occidentale.
    Politicamente è un paese membro del Consiglio d'Europa.
  72. ^ L'Azerbaigian è un paese totalmente asiatico secondo la convenzione che pone il confine tra Europa ed Asia sulla depressione del Kuma-Manyč; è un paese transcontinentale tra Europa e Asia secondo la convenzione che pone il confine tra Europa ed Asia sullo spartiacque del Gran Caucaso.
    Politicamente è un paese membro del Consiglio d'Europa.
    I dati includono l'exclave dell'Artsakh, stato a riconoscimento limitato.
  73. ^ Secondo la convenzione che pone il confine tra Europa ed Asia lungo lo spartiacque del Gran Caucaso, 6 987 km² in Europa e 79 613 km² in Asia.
  74. ^ Cipro è un paese dell'Asia occidentale.
    Politicamente è un paese membro dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa.
    I dati relativi alla popolazione e all'area si riferiscono all'intero stato, inclusa la parte de facto indipendente di Cipro del Nord, stato a riconoscimento limitato; sono escluse Akrotiri e Dhekelia che sono basi militari sovrane del Regno Unito. Per i soli dati di Cipro del Nord si veda il capitolo #Superficie, popolazione e densità degli Stati europei o caucasici a riconoscimento limitato
  75. ^ Incluse le Isole Fær Øer, nazione costitutiva del Regno di Danimarca e ricadente su territorio europeo; esclusa la Groenlandia, anch'essa nazione costitutiva del Regno di Danimarca, ma ricadente sul continente americano
  76. ^ Dati riferiti alla Francia metropolitana, escludendo quindi i territori extraeuropei: i dipartimenti d'oltremare, le collettività d'oltremare e le "collettività sui generis" (Nuova Caledonia e Terre australi e antartiche francesi).
  77. ^ La Georgia è un paese totalmente asiatico secondo la convenzione che pone il confine tra Europa ed Asia sulla depressione del Kuma-Manyč; è un paese transcontinentale tra Europa e Asia secondo la convenzione che pone il confine tra Europa ed Asia sullo spartiacque del Gran Caucaso.
    Politicamente è un paese membro del Consiglio d'Europa.
    I dati relativi alla popolazione e all'area includono le stime georgiane per l'Abcasia e l'Ossezia meridionale, due regioni che hanno dichiarato e raggiunto de facto l'indipendenza. Il loro riconoscimento internazionale, tuttavia, è limitato.
  78. ^ Secondo la convenzione che pone il confine tra Europa ed Asia sullo spartiacque del Gran Caucaso, 2 543 km² in Europa e 69 157 km² in Asia.
  79. ^ Incluso il Dodecanneso e le isole dell'Egeo settentrionale più vicine alla penisola anatolica e geograficamente asiatiche tra le quali Rodi, Kos, Samos, Chio, Lesbo, Kastellòriso, Strongili (Megisti) e Ro.
  80. ^ Incluse due delle isole Pelagie, Lampedusa e Lampione, geograficamente appartenenti all'Africa.
  81. ^ Il Kazakistan è un paese transcontinentale, estendendosi principalmente in Asia centrale e in parte nell'Europa orientale, nel territorio a ovest dei monti Urali e del fiume Ural.
  82. ^ Inclusa la Transnistria, stato a riconoscimento limitato.
  83. ^ Escluse le isole Svalbard e Jan Mayen, che godono di un particolare status internazionale stabilito dal trattato delle Svalbard.
  84. ^ Esclusi i Paesi Bassi caraibici, ossia le isole di Bonaire, Sint Eustatius e Saba (isole BES), municipalità speciali appartenenti al continente americano.
  85. ^ Incluse le Azzorre, perché situate sulla Placca euroasiatica; esclusa Madeira (801 km², 267875 ab., stima 2011), perché situata sulla Placca africana.
  86. ^ Escluse le dipendenze
  87. ^
  88. ^ a b c d Stima popolazione al 1/01/2014, fonte (RU) Popolazione 2014 (XLS), su gks.ru, Servizio di statistica dello Stato federale. URL consultato il 10 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2014).
  89. ^ Incluso il Kosovo, in quanto stato a riconoscimento limitato. Per i soli dati del Kosovo, si veda il capitolo #Superficie, popolazione e densità degli Stati europei o caucasici a riconoscimento limitato.
  90. ^ a b Il Kosovo, sebbene non sia membro o osservatore delle Nazioni Unite, da quando ha dichiarato l'indipendenza ha raggiunto un notevole grado di riconoscimento diplomatico. Inoltre, è stato accettato per l'adesione a diverse organizzazioni internazionali, tra cui due agenzie delle Nazioni Unite, e sta cercando l'adesione all'UE. Al 13 novembre 2019, 97 su 193 (50%) Stati membri delle Nazioni Unite (ONU), 22 su 27 (82%) Stati membri dell'Unione europea (UE), 25 su 29 (86%) Stati membri della NATO, e 34 su 57 (60%) Stati membri dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC) hanno riconosciuto il Kosovo. Il governo della Serbia non riconosce il Kosovo come uno stato sovrano, ma ha iniziato a normalizzare le relazioni con il governo del Kosovo conformemente all'accordo di Bruxelles. Per tutta la nota, si veda: (in Albanese) sito beinkosovo.com., pagina Paesi che hanno riconosciuto il Kosovo come stato indipendente..
  91. ^ Esclusi i territori spagnoli che appartengono al continente africano: le Canarie (7447 km² 2.118.344 ab, stima al 1/01/2012), Ceuta e Melilla (33 km², ab. 145.336 al 1/01/2012).
  92. ^ La Turchia è geograficamente considerata un paese transcontinentale: si estende principalmente in Asia occidentale, ma il 3% del suo territorio, la Tracia turca, appartiene all'Europa sudorientale.
  93. ^ Incluse la Repubblica di Crimea e la città autonoma di Sebastopoli, de facto sotto l'amministrazione della Russia
  94. ^ media dei dati desunti da
    CIA The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 20 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2011).
    UN Demografic Yearbook 2013 (PDF), su unstats.un.org.
    Calendario Atlante De Agostini, 2014.
    salvo dove diversamente convenuto.
  95. ^ distretti delle province del Kazakistan Occidentale e di Atyrau a ovest del fiume Ural al 1/01/2014 - Computo del territorio in http://books.google.it. "Calendario Atlante De Agostini 2014" (valore medio),
    dati da (RU) Popolazione all'inizio del periodo 2014, su taldau.stat.kz, Agenzia della Repubblica del Kazakistan sulle statistiche. URL consultato il 10 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2020).
  96. ^ Il Kazakistan europeo non costituisce entità amministrativa a sé stante, ma comprende i territori occidentali della Regione di Atyrau e della Regione del Kazakistan Occidentale; le città più importanti sono Oral ed Atyrau, entrambe sul corso del fiume Ural
  97. ^ Dati da (RU) Popolazione all'inizio del periodo 2014, su taldau.stat.kz, Agenzia della Repubblica del Kazakistan sulle statistiche. URL consultato il 10 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2020).
  98. ^ a b Capitale extraeuropea
  99. ^ regione di Marmara a Ovest del Bosforo, Mar di Marmara e Dardanelli (Tracia orientale) - Computo del territorio in Enciclopedia Treccani App. VI alla voce "Europa" e http://books.google.it. "Calendario Atlante De Agostini 2014" (valore medio),
    dati da Population of provinces/districts/2013, su tuikapp.tuik.gov.tr, Istituto turco per le statistiche, 2013. URL consultato il 10 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2012).
  100. ^ La Turchia europea non costituisce un'unità amministrativa a sé stante, ma è parte della Regione di Marmara, che si estende anche in territori asiatici. La città più importante è Istanbul
  101. ^ Dati da Turkish Statistical Institute, www.tuik.gov.tr (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2012). "Population of provinces/districts/2013", consultati il 10 settembre 2014
  102. ^ a b capoluogo per i territori dipendenti, città principale (tra parentesi) per gli stati transcontinentali con capitale extraeuropea.
  103. ^ È un Paese geograficamente asiatico. Si veda:
  104. ^ a b Seguendo la convenzione che pone come confine Europa-Asia la depressione del Kuma-Manič, è un paese geograficamente asiatico. Si veda: Seguendo la convenzione che pone il Caucaso come limite convenzionale tra Europa e Asia, alcune porzioni settentrionali del paese ricadono in Europa. Si veda:
  105. ^ a b L'Abcasia e l'Ossezia del Sud, in base alla convenzione che pone il confine Europa-Asia sulla Depressione del Kuma-Manyč, sono completamente ricadenti nell'Asia occidentale; secondo la convenzione che pone il confine Europa-Asia sullo spartiacque del Gran Caucaso sono territori transcontinentali.
    Hanno dichiarato unilateralmente la loro indipendenza dalla Georgia rispettivamente il 25 agosto 1990 e il 28 novembre 1991. Il loro status non è riconosciuto dall'ONU e dalla stragrande maggioranza delle nazioni sovrane.
  106. ^ L'Artsakh (o Nagorno-Karabakh), secondo ogni convenzione sui confini Europa-Asia, è parte del continente asiatico.
    Ha dichiarato unilateralmente la sua indipendenza dall'Azerbaigian il 6 gennaio 1992 ma non è riconosciuto dall'ONU e da nessuna nazione sovrana.
  107. ^ L'intera isola di Cipro è geograficamente parte dell'Asia occidentale, secondo ogni convenzione sui confini Europa-Asia.
  108. ^ La stima della popolazione è del 1/01/2014.

BibliografiaModifica

  • Stanislaw Grygiel, Dove nasce l'Europa?, ne Il Nuovo Areopago, n. 2/2004, pp. 10–18.
  • Achille e Adolfo Boroli (a cura di), Il Milione - Enciclopedia di tutti i Paesi del mondo, vol. 1, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1974.
  • Alan Siaroff, Comparative European Party Systems: An Analysis of Parliamentary Elections Since 1945, 081532930X, 9780815329305, 9780203900307, Routledge, 2000

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