Protettorato di Malta

protettorato britannico sull'arcipelago maltese (1800-1813)
Protettorato di Malta
Protettorato di Malta – Bandiera
Dati amministrativi
Nome ufficialeBritish Protectorate of Malta (inglese)
Protettorat ta' Malta (maltese)
Lingue parlateitaliano, maltese
CapitaleLa Valletta
Dipendente daFlag of the United Kingdom.svg Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Politica
Forma di governoProtettorato
Nascita1799
CausaAssedio di Malta
Fine1813
CausaProclamazione della colonia britannica
Territorio e popolazione
Massima estensione316 km² nel 1807
Popolazione93 054 nel 1807
Economia
Valutascudo maltese
Religione e società
Religioni preminenticattolicesimo
Religione di Statocattolicesimo
Religioni minoritarieebraismo
Evoluzione storica
Preceduto daFlag of France.svg Occupazione francese di Malta
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg Stato indipendente di Gozo
Succeduto da19th Century Flag of Malta.svg Colonia della Corona di Malta

Il protettorato di Malta (in inglese: British Protectorate of Malta, in maltese: Protettorat ta' Malta) fu un termine politico relativo al governo dell'isola di Malta quando questa venne sottoposta alla protezione degli inglesi, che da qui avevano scacciato i napoleonici con una capitolazione nel 1800. L'isola venne trasformata in una colonia della corona britannica nel 1813.

AntefattoModifica

 
Sir Alexander Ball, commissario civile di Malta nel 1799-1801 e nel 1802-1809.

Nel corso della rivolta maltese contro i francesi, il popolo dell'isola costituì un'Assemblea Nazionale per un governo provvisorio. Vennero inviati quindi dei messaggeri alla flotta inglese ancorata in Sicilia richiedendo sostegno nell'impresa e un convoglio inglese di 13 navi al comando del capitano Sir James Saumarez si presentò al largo dell'isola alla fine di settembre del 1798. In ottobre Sir Alexander Ball giunse a Malta e sul finire dell'anno venne nominato Commissario Civile.

La guarnigione francese al comando del generale Vaubois venne spostata a La Valletta e alla fine si arrese il 4 settembre 1800. Malta divenne quindi un protettorato britannico. Nell'agosto del 1801, il Commissario Civile, Charles Cameron, nominò Emmanuele Vitale alla carica di Governatore di Gozo al posto di Saverio Cassar. Questo de facto portò alla fine dello Stato indipendente di Gozo che si era creato qualche anno prima.

 
Vignetta satirica del 1803 che illustra l'evacuazione di Malta.

Sulla base dei termini del Trattato di Amiens del 1802, l'Inghilterra avrebbe dovuto evacuare l'isola di Malta, ma lo stato inglese venne meno a questo obbligo perché troppo interessata col possesso dell'isola a controllare il Mediterraneo centrale; fu questo uno dei motivi di ripresa delle ostilità tra Gran Bretagna e Francia.

La dichiarazione dei dirittiModifica

 
La dichiarazione dei diritti degli abitanti delle isole di Malta e Gozo del 1802, a Palazzo Parisio.

Nel giugno del 1802, 104 rappresentanti dei villaggi e delle città maltesi sottoscrissero una dichiarazione dal titolo La Dichiarazione dei Diritti degli abitanti delle Isole di Malta e Gozo con la quale si proclamarono sudditi di re Giorgio III del Regno Unito e di nessun altro sovrano. La Dichiarazione de facto proclamò il fatto che Malta sarebbe stata disposta ad autogovernarsi pur sotto la protezione degli inglesi.[1]

LampedusaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lampedusa durante le guerre napoleoniche.

Sul finire del XVIII secolo il principe di Lampedusa lasciò l'isola - che era parte dei domini del Regno di Sicilia - in gestione a Salvatore Gatt, un imprenditore maltese, che vi si insediò con alcuni lavoratori maltesi. Nel 1802, mentre gli inglesi erano stati invitati a lasciare Malta per prendere Lampedusa al suo posto (proposta fatta durante le trattative di pace ad Amiens in quell'anno), Ball fece un lungo rapporto nel quale sconsigliava vivamente alla sua madre-patria di rinunciare all'arcipelago maltese per quello pelagico, poiché non paragonabile alla secolare fortezza dei cavalieri e ai fondali profondi dell'isola posta a oriente della Sicilia. Tuttavia, il governatore di Malta, si mostrava ben disposto ad acquistare ugualmente Lampedusa per farne una sorta di granaio per i maltesi (appello che negli anni seguenti rimase inascoltato e contrastato da altri resoconti inglesi sull'isola in questione).

Nel 1810, Salvatore Gatt trasferì il proprio contratto di locazione ad Alexander Fernandez, commissario britannico, e questi tentò di creare una vera e propria colonia maltese in loco. Questa però non riuscì mai ad ottenere un chiaro consenso dal governo britannico. Ulteriori problemi sorsero quando un'epidemia di peste colpì Malta nel 1813-1814 devastandola, e il 25 settembre 1814, dopo la resa di Napoleone Bonaparte a Fontainebleau, Sir Thomas Maitland decise di ritirare infine quei pochi soldati inglesi (26 in tutto) che erano stati mandati a Lampedusa in appoggio di Fernandez.[2]

Colonia della CoronaModifica

Nel 1813 l'isola venne trasformata in una Colonia della corona britannica grazie alla Costituzione Bathurst. Il 23 luglio Sir Thomas Maitland rimpiazzò Sir Hildebrand Oakes come primo Commissario Civile a ottenere il titolo di "governatore". Malta divenne ufficialmente una colonia col Trattato di Parigi del 1814.[1]

Monarchi del protettorato di MaltaModifica

Commissari CiviliModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Maltese History - G. The First Years of British Rule 1800-1824. Archiviato il 16 aprile 2014 in Internet Archive. St Benedict College. Retrieved 15 April 2014.
  2. ^ When the British planned to make Lampedusa part of the Maltese Islands. Times of Malta, 17 July 2011. Retrieved 15 April 2014.

Voci correlateModifica