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Questa sì che è vita

serie televisiva statunitense
Questa sì che è vita
Titolo originaleThe Good Life
PaeseStati Uniti d'America
Anno1971-1972
Formatoserie TV
Generesitcom
Stagioni1
Episodi15
Durata30 min (episodio)
Lingua originaleinglese
Rapporto1,33 : 1
Crediti
IdeatoreLawrence J. Cohen, Fred Freeman
Interpreti e personaggi
MusicheSacha Distel, Jack Elliott, Allyn Ferguson
ProduttoreClaudio Guzmán
Casa di produzioneHumble Productions, Lorimar Productions, Screen Gems
Prima visione
Dal18 settembre 1971
All'8 gennaio 1972
Rete televisivaNBC

Questa sì che è vita (The Good Life) è una serie televisiva statunitense in 15 episodi trasmessi per la prima volta nel corso di una sola stagione dal 1971 al 1972.

È una sitcom incentrata sulle vicende di un maggiordomo e una cuoca al servizio di un milionario.[1]

Indice

TramaModifica

I Miller, Albert e Jane, stanchi della loro vita abitudinaria, decidono di cercare un nuovo impiego e si fanno assumere come maggiordomo e come cuoca al servizio di un ricco industriale, Charles Dutton. Questi si rende conto che i due che non sono particolarmente talentuosi nelle professioni per le quali sono stati assunti, ma li trova comunque abbastanza gradevoli. Le loro competenze limitate sicuramente non sono sufficienti per la sorella Grace che tenta, in ogni modo, di farli licenziare. Il figlio adolescente di Nick trova i due altresì divertenti e li aiuta costantemente a farla franca.

Personaggi e interpretiModifica

  • Albert Miller (15 episodi, 1971-1972), interpretato da Larry Hagman.
  • Jane Miller (15 episodi, 1971-1972), interpretata da Donna Mills.
  • Grace Dutton (15 episodi, 1971-1972), interpretata da Hermione Baddeley.
  • Nick Dutton (15 episodi, 1971-1972), interpretato da Danny Goldman.
  • Charles Dutton (15 episodi, 1971-1972), interpretato da David Wayne.

Guest starModifica

Tra le guest star:[2] Will J. White, Norman Fell, Ivor Francis, Timothy Blake, Anthony Eustrel, Alejandro Rey, Gary Dubin, Jim Begg, Roy Stuart.

ProduzioneModifica

La serie, ideata da Lawrence J. Cohen e Fred Freeman, fu prodotta da Humble Productions, Lorimar Productions e Screen Gems.[3] Le musiche furono composte da Sacha Distel e Jack Elliott e Allyn Ferguson.[4] La serie non raccolse un notevole consenso di pubblico e fu cancellata a metà stagione, rimpiazzata con Squadra emergenza.

RegistiModifica

Tra i registi sono accreditati:[4][5]

SceneggiatoriModifica

Tra gli sceneggiatori sono accreditati:[4][6]

  • Lawrence J. Cohen in 15 episodi (1971-1972)
  • Fred Freeman in 15 episodi (1971-1972)
  • Douglass Wallop in 15 episodi (1971-1972)
  • Gordon Mitchell in 3 episodi (1971-1972)
  • Lloyd Turner in 3 episodi (1971-1972)
  • Susan Harris in 3 episodi (1971)
  • Ron Friedman in 2 episodi (1971)
  • Bernie Kahn in 2 episodi (1971)

DistribuzioneModifica

La serie fu trasmessa negli Stati Uniti dal 18 settembre 1971 all'8 gennaio 1972 [7][8] sulla rete televisiva NBC.[3] In Italia è stata trasmessa con il titolo Questa sì che è vita.[1]

Alcune delle uscite internazionali sono state:[9]

EpisodiModifica

Stagione Episodi Prima TV USA
Prima stagione 15 1971-1972

NoteModifica

  1. ^ a b Questa sì che è vita - MYmovies, su mymovies.it. URL consultato il 22 aprile 2012.
  2. ^ Questa sì che è vita - tv.com - Guest star, su tv.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  3. ^ a b Questa sì che è vita - IMDb - Crediti per le compagnie di produzione e distribuzione, su imdb.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  4. ^ a b c Questa sì che è vita - IMDb - Cast e crediti completi, su imdb.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  5. ^ Questa sì che è vita - tv.com - Registi, su tv.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  6. ^ Questa sì che è vita - tv.com - Sceneggiatori, su tv.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  7. ^ Questa sì che è vita - IMDb - Elenco degli episodi, su imdb.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  8. ^ Questa sì che è vita - tv.com - Elenco degli episodi, su tv.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  9. ^ Questa sì che è vita - IMDb - Date di uscita, su imdb.com. URL consultato il 22 aprile 2012.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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