Rabdomanzia

divinazione o localizzazione paranormale con l'ausilio di bacchette

1leftarrow blue.svgVoce principale: Radioestesia.

La rabdomanzia (dal greco ραβδόμαντεία) è una pratica che consiste nel tentativo di individuare acqua o filoni di metalli nel sottosuolo utilizzando uno strumento di legno, generalmente a forma di "Y", che sarebbe usata come amplificatore dei movimenti del corpo generati da supposte radiazioni emesse dall'oggetto ricercato. Chi usa questa pratica è chiamato rabdomante.

Un rabdomante raffigurato nel XVIII secolo in Histoire critique des pratiques superstitieuses, (Jean-Frédéric Bernard, 1733–1736)

Questa pratica, conosciuta e praticata sin dal III millennio a.C. in Cina e in Egitto, non ha alcun riscontro scientifico. Oggi è considerata uno dei metodi della radioestesia, pratica pseudoscientifica che consiste nel tentare di localizzare oggetti nascosti o informazioni sconosciute servendosi di uno strumento inerte, solitamente una verga a forma di "Y" o un pendolo.

Più genericamente, il termine si riferisce a qualsiasi forma di divinazione che implichi l'uso di bastoncini od aste, essendo il termine derivato dalla unione dei termini greci ῥάβδος (rhábdos, cioè "verga"), e μαντεία (mantéia, cioè "divinazione").[1]

NoteModifica

  1. ^ Il vocabolario Treccani, Vol. IV, Roma, Istituto della Lingua Italiana, 1997, alle voci "rabdomante" e "rabdomanzia"

BibliografiaModifica

  • Luigi Garlaschelli e Andrea Albini, Rabdomanzia. La ricerca dell'acqua e di altri tesori nascosti. La storia, le teorie, i fatti, Roma, Avverbi Edizioni, 2005, ISBN 88-87328-58-7.
  • Manfred B. Hartmann, I mondi del rabdomante. Grande manuale del rabdomante per principianti ed esperti, traduzione di M. Martini, Vicenza, Edizioni il Punto d'Incontro, ISBN 978-88-8093-206-2.

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