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Raffaele Pasi
Patria Esercito Re p316.jpg
NascitaFaenza, 1819
MorteRoma, 1890
Dati militari
Paese servitoFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Italia Regno d'Italia
Forza armataFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Esercito piemontese
Italia Regio esercito
ArmaEsercito
CorpoCavalleria
GradoTenente generale
GuerrePrima guerra d'indipendenza italiana
Seconda guerra d'indipendenza italiana
Terza guerra d'indipendenza italiana
voci di militari presenti su Wikipedia

Raffaele Pasi (Faenza, 9 dicembre 1819[1][2]Roma, 7 gennaio 1891[1]) è stato un militare italiano.

BiografiaModifica

Nato a Faenza nel 1819, Raffaele Pasi era figlio del conte Paolo Pasi e di sua moglie, Teresa Piani. Iniziò la propria esperienza militare nel corso di un'insurrezione popolare nota come Scontro alle Balze di Scavignano tra le truppe pontificie ed i carbonari per cui parteggiava.

Fallito il moto, venne costretto all'esilio in Francia ma venne graziato da papa Pio IX e poté tornare in patria. Continuò ad ogni modo a non nutrire simpatie per i papisti e nelle insurrezioni del 1848 venne posto a capo dapprima della Guardia Nazionale mobilitata a Faenza e l'anno successivo venne promosso al grado di tenente colonnello del 1º reggimento di fanteria leggera della Repubblica romana, per poi passare al 6° di linea. Dopo il fallimento di quest'ulteriore moto, venne costretto nuovamente all'esilio e scelse di recarsi a Genova, ove mantenne contatti coi mazziniani.

Nel 1859 decise di arruolarsi come volontario nell'esercito piemontese e passò subito al comando del 30º fanteria coi gradi che gli erano stati precedentemente concessi, venendo promosso addirittura colonnello nel 1863 e posto al comando del 5º reggimento della brigata Aosta.

Presenziò dunque all'assalto del forte di Narni ove si guadagnò una croce dell'Ordine militare di Savoia, oltre ad una medaglia d'oro al valor militare sul campo della Battaglia di Custoza del 24 giugno 1866. Venne nominato maggiore generale e poi tenente generale, andando a ricoprire l'incarico di primo aiutante di campo di re Vittorio Emanuele II e poi del figlio Umberto I.

Morì a Roma nel 1890.

OnorificenzeModifica

  Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
  Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
  Medaglia d'oro al valor militare
«Per avere da Monzambano condotto mirabilmente il proprio reggimento all'attacco di Monte Sabbione, essersi con mirabile ardire sempre spinto alla testa dei suoi soldati nei luoghi più minacciati, ed essere stato l'ammirazione di tutti i suoi dipendenti che per sì eroico esempio si distinsero immensamente in quella giornata.»
— 6 dicembre 1866[3]
  Medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d'indipendenza (4 barrette)
  Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia

NoteModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica