Rav Nachman bar Yitzchak

Rav Nachman bar Yaakov (in ebraico: רב נחמן בר יעקב; m. 320) fu un esperto del Talmud e un rabbino babilonese della terza generazione amoraim.

È generalmente accettato che i riferimenti a Rav Nachman nel Talmud si riferiscano al bar Rav Nachman Yaakov, non a bar Rav Nachman Yitzchak.[1] Il nonno materno si chiamava Aha bar Yosef.[2]

BiografiaModifica

Secondo una leggenda, un astrologo predisse a sua madre che bar Yaakov sarebbe diventato un ladro, cosicché lei gli fece portare sempre il capo coperto, benché il figlio non ne capisse la ragione. Un giorno il copricapo scivolò via, mentre era seduto a studiare sotto a un albero, non di sua proprietà, dal quale raccolse alcuni datteri, non riuscendo a trattenersi.[3]

Discepolo di Abbaye, Rav Nachman[4] e Rav Chisda[5] I, nella sua giovinezza studiò insieme a Rava, che poi divenne anche suo maestro. Si sedeva una fila dietro di lui, al centro del Beth midrash, dove occasionalmente si interrogavano a vicenda.[6]
Quando Rav Yosef divenne capo della yeshivah di Pumbedita e Rava divenne il capo della yeshivah a Mechoza, Nachman bar Yitzchak fu nominato primo lettore (Reish Kallah) da Rava.

Successivamente andò a vivere a Sura, dove il bar Rav Nahman Chisda esercitò una forte influenza su di lui e di frequente citò le sue parole nel Beth midrash.[7] Alla morte di Rava, glu succedette come capo della scuola di Mahoza che durante i quattro anni di incarico fece trasferire a Pumbedita.[8]

HalakhahModifica

Contribuì all'halakhah principalmente raccogliendo, organizzando e trasmettendo gli insegnamenti e i giudizi dei suoi predecessori, che furono così salvati dall'oblio. Impiegò anche tecniche mnemoniche per ricordare gli halakhot nel Talmud che stava preparando. Distinse i proprio ruolo rispetto all'Halakhah da quello dei predecessori, affermando: «Non sono né un saggio né un veggente, né uno studioso in contrasto con la maggioranza. Sono un trasmettitore e un codificatore, e il beit ha-midrash mi segue nelle sue decisioni».[9]

Asserì che qualsiasi seguace di Beit Shammai nelle dispute talmudiche sull'Halakhah avrebbe dovuto essere punito con la morte, in accordo con Rav Yosef per il quale una simile persona non avrebbe fatto nulla di importante, e in contrasto con Rav Yehezkel secondo il quale una simile persona "avrebbe agito [es. adempiendo il suo obbligo]".[10]

Per lui era fondamentale onorare la festa dello Shabbat, per la quale sarebbe stato disposto anche ad abbassarsi ad un lavoro umile[11], e sarebbe arrivato a dire che chiunque onora il sabato è sollevato dal fardello dell'esilio».[12]

AggadahModifica

Vari passaggi dell'Aggadah citano Rav Nachman come uno che organizza e illustra le parole di altre autorità rabbiniche, riscontrandole con citazioni bibliche. Quando le interpretazioni degli altri autori si differenziavano dalla vocalizzazione masoretica, cercò ugualmente di sostenere le ragioni dei commentatori, mostrando che la forma scritta del Verbo (Qere and Ketiv) presentava oggettivamente un ampio margine di interpretazione. Spesso interpretò dei termini rari o ambigui della Mishnah, confrontandoli con passaggi analoghi.

Oltre a commentare altri autori in confronto al Talmud, fu autori di propri insegnamenti, quali:

  • «Perché la saggezza è paragonata a un albero? Perché proprio come un piccolo pezzo di legno ne accende uno grande, così lo studioso minore della Torah affila il grande studioso».
  • «Chiunque si gusti un pranzo di nozze allietando lo sposo, è come se avesse costruito una delle rovine di Gerusalemme».
  • «È più grave commettere un peccato per il bene del cielo che obbedire a un comandamento che non è per il bene del cielo". Questa affermazione è vista come una giustificazione morale per:
    • l'incesto di Lot (Genesi 19): le azioni delle figlie di Lot che fecero sesso con la madre per non perdere la propria natura umana;[13]
    • il peccato di Tamara (Genesi 38): alla morte del marito, si finse prostituta per sedurre il padre di lui e non perdere la discendenza;[14]
    • il peccato di Giaele che secondo i rabbini si unì aì Sisera, prima di ucciderlo.[15]

Condannò l'arroganza[16] e la rabbia[17]: secondo un aneddoto, quando Rava dichiarò che un piccolo orgoglioso stava diventando uno studioso, Nachman rispose: "Né lui, né parte di lui!". Oltre a ricorrere di frequente ai proverbi[18], aveva uno spiccato senso dell'umorismo e, quando una tanna lo faceva arrivare a un baraita, si metteva scherzare.[19]

NoteModifica

  1. ^ Il Tosafot riguardo a Gittin 31b assume questa posizione mentre si rende conto che Rashi è in disaccordo. Seguendo il Tosafot medievale, anche gli studiosi contemporanei notano che molteplici passaggi menzionano nello stesso verso un "Rav Nachman" e un "Rav Nachman bar Yitzchak"in disaccordso tra loro, concludendo che dovesse trattarsi di due persone distinte
  2. ^ Shabbat 140a
  3. ^ Shabbos 156b
  4. ^ Gittin 31a
  5. ^ Eruvin 43b
  6. ^ Eruvin 43b; Bava Batra 152a
  7. ^ Hullin 88b; Shevuot 12b; Ta'anit 21b
  8. ^ Iggeret Rav Sherira Gaon, 3:3
  9. ^ Pesachim 105b
  10. ^ Berakhot 11a
  11. ^ Shabbat 119a
  12. ^ Shabbat 118b
  13. ^ Ta'anit 7a
  14. ^ Brachot 6b
  15. ^ Giudici 4-5
  16. ^ Sotah 5a
  17. ^ Nedarim 22b
  18. ^ Yoma 86a; Shabbat 54a; Sotah 22a
  19. ^ Berachot 39b, 53b; Gittin 41a

Voci correlateModifica